Scorpioni, ragni e zecche

    Enciclopedia dei ragazzi (2006)

di Giuseppe M. Carpaneto

scorpioni, ragni e zecche

Otto zampe e un po’ di veleno

Gli Aracnidi sono una classe di Artropodi caratterizzata dalla divisione del corpo in due parti, la prima delle quali ha quattro paia di zampe per muoversi e due paia di appendici anteriori modificate, i cheliceri e i pedipalpi. Insieme ai Merostomi (limuli) e ai Picnogonidi (ragni di mare) formano la categoria superiore dei Chelicerati. Sono predatori di taglia piccola o piccolissima, diffusi in tutti gli ambienti della Terra, dalle foreste tropicali ai deserti. Alcuni di essi sono velenosi anche per l’uomo

Gli Aracnidi e l’uomo

La maggior parte delle persone non ama gli Aracnidi, in particolare gli scorpioni (ordine Scorpiones), i ragni (Araneae), gli acari (Acarina) come le zecche, animali ben noti per la loro pericolosità. Tuttavia, fra le 70.000 specie di Aracnidi che popolano la Terra, soltanto poche decine sono pericolose per l’uomo. Tutte le altre, essendo predatori di Artropodi, in particolare di Insetti, recano invece un grande beneficio. Basta pensare ai numerosi insetti nocivi all’agricoltura i quali vengono intrappolati dalle ragnatele costruite dai ragni che vivono lungo le siepi e i muretti a secco. Antichi detti popolari dicono che i ragni portano fortuna e probabilmente derivano da una consapevolezza atavica di questa loro benefica utilità. Ma le tradizioni popolari testimoniano anche una certa paura nei confronti dei ragni; infatti, quasi nessuno è capace di distinguere le poche specie di ragni veramente pericolose per l’uomo. Non bisogna stupirsi se nel 1946 un bollettino medico dell’esercito USA pubblicò un articolo dal titolo A poison-squirting spider («Un ragno che schizza il veleno»), che ovviamente non esiste.

Anatomia ed evoluzione

Il prosoma costituisce la parte anteriore del corpo degli Aracnidi, deputata alle relazioni con l’ambiente, alla cattura del cibo e al movimento: infatti presenta gli occhi, la bocca, due appendici di forma variabile (dette cheliceri e pedipalpi) e quattro paia di arti. L’opistosoma, invece, è la parte posteriore, che include l’apparato digerente, quello riproduttore e gli organi respiratori.

Fra i primi fossili di animali terrestri figurano gli Scorpioni, con esemplari risalenti al periodo Devoniano (più di 375 milioni di anni fa). Prima di loro, esistevano gli Euripteridi, detti anche scorpioni d’acqua giganti, che misuravano quasi 2 m e vivevano sia in mare sia nelle acque dolci. Dagli Euripteridi sarebbero derivate due linee evolutive: gli Scorpioni, adattati alla vita terrestre, e gli attuali Merostomi, che sopravvivono nell’ambiente marino. L’evoluzione degli Aracnidi si può ripercorrere osservando le trasformazioni dei cheliceri e dei pedipalpi per lo svolgimento di particolari funzioni. Per esempio, negli Scorpioni, i pedipalpi hanno prodotto le chele che tutti conosciamo, usate per afferrare la preda; nei Solifugi, che vivono nelle zone tropicali, i pedipalpi si aggiungono alle zampe, come se fossero un quinto paio; infine, nei Ragni i pedipalpi servono al maschio per fecondare la femmina, mentre i cheliceri si collegano a ghiandole velenose.

Merostomi e Picnogonidi

I Merostomi, detti anche limuli, sono grossi Chelicerati marini dall’aspetto inconfondibile, che ricorda quello di uno zoccolo di cavallo. Infatti il loro corpo è superiormente convesso e inferiormente concavo, una sorta di scodella rovesciata in cui si inserisce una coda robusta e appuntita, come una grossa spina. Nella concavità inferiore ci sono le branchie e sei paia di appendici, cinque delle quali servono per camminare e nuotare, mentre il primo paio provvede allo sminuzzamento del cibo, costituito da alghe e da animali marini del fondale.

Essendo i sopravvissuti di ere geologiche passate, i limuli hanno una distribuzione geografica frammentata. Infatti, sono localizzati in aree geografiche assai lontane tra loro: due generi vivono lungo le coste sudoccidentali del Pacifico, nel Sud-Est asiatico, mentre un terzo genere si trova lungo la costa orientale dell’America Settentrionale. Si vedono anche nei pressi di New York, dove vengono chiamati horse-shoe crabs («granchi a ferro di cavallo», pur non essendo Crostacei), quando vengono a riva per deporre le uova nell’acqua bassa. Purtroppo, questi bellissimi animali vengono spesso uccisi e venduti come souvenir sia nel Sud-Est asiatico sia negli Stati Uniti.

I Picnogonidi (ragni marini) sono Chelicerati bentonici, cioè che vivono sul fondo, prevalentemente su spugne, coralli e madrepore, sia nelle acque costiere sia in quelle profonde. I più grandi possiedono zampe lunghe fino a 75 cm e vivono in profondità. Hanno una proboscide con cui si nutrono succhiando i polipi delle colonie e vengono chiamati anche Pantopodi («tutto zampe») poiché sembrano essere costituiti solo da 4-6 zampe unite al centro di un corpo sottilissimo. Non possiedono organi respiratori e apparato digerente, perché l’ossigeno e gli alimenti si diffondono liberamente fra i tessuti.

Veleni, ragnatele e parassiti

Tra gli Aracnidi troviamo forme giganti come gli Scorpioni del genere Pandinus (quasi 20 cm) e forme minuscole come molti Acari, visibili solo al microscopio. Negli Scorpioni, ciò che maggiormente colpisce l’attenzione è la coda, cioè la parte posteriore dell’opistosoma, allungata e stretta, che termina con un ingrossamento e un aculeo. Si tratta di una ghiandola che produce un veleno utilizzato dall’animale per uccidere la preda e per difendersi dai predatori. Solamente quelli che vivono negli ambienti desertici hanno un veleno pericoloso per l’uomo; gli Scorpioni che vivono in Italia possono provocare reazioni simili alla puntura di una vespa.

Nei Ragni europei la velenosità per l’uomo è generalmente bassa o nulla: veleni pericolosi sono presenti solo nelle vedove nere mediterranee o malmignatte (Latrodectus) e nei ragni bruni (Loxosceles). Fra le migali, ragni grossi e pelosi diffusi nei paesi tropicali, si rintracciano sia specie velenose sia specie innocue.

Caratteristica dei Ragni è la ragnatela, prodotta dalle filiere, tubicini situati sotto l’opistosoma. Soltanto alcune famiglie di Ragni tessono ragnatele di forma regolare; gli altri si dedicano alla caccia libera o formano irregolari intrecci di fili. Gli Acari, i più piccoli fra gli Artropodi, sono almeno 30.000 specie. Molti vivono liberi nel suolo o tra la vegetazione, altri sono parassiti, come quelli del genere Sarcoptes che provocano malattie della pelle (scabbia, rogna) nell’uomo e in molti animali. Le zecche (Ixodes) si attaccano alla pelle perforandola con un rostro e succhiano il sangue; così possono trasmetterci microrganismi responsabili di pericolose malattie.

Aracne

Il nome Aracnidi deriva da un personaggio femminile della mitologia greca, Aracne, molto abile nell’arte della tessitura. La dea Atena, invidiosa della sua abilità, la sfidò, ma Aracne rispose producendo tele belle come le sue. Alla fine della gara, Atena, dea intelligente ma non certo generosa, trasformò Aracne in un ragno e la condannò a tessere per tutta la vita tele destinate a disfarsi.

La tarantella

Le parole Taranto, tarantella, tarantismo e tarantola derivano tutte dal nome dell’antica città pugliese di Tarentum, fondata nell’8° secolo a.C. da coloni greci. La tarantella è un’antica danza popolare, probabilmente derivata dai riti dionisiaci greci

e proibita dal cristianesimo durante il Medioevo. Secondo un’accreditata teoria, per praticare ogni tanto queste danze, i popoli meridionali dalla Sicilia alla Campania iniziarono a spacciarle per rimedio terapeutico contro il morso di un mitico ragno, che avrebbe causato fenomeni di trance isterica (ipnosi e trance) nelle donne inducendole a una danza sfrenata. A riprova di ciò, il nome tarantola viene attribuito a un grosso ragno peloso dal morso quasi innocuo (Lycosa tarentula), mentre la pericolosa malmignatta della specie Latrodectus tredecimguttatus viene spesso ignorata dal popolo. In ogni caso, il tarantismo è divenuto un fenomeno sociale studiato da antropologi, psicologi e musicologi, attratti dalla medicina popolare e dal fascino di questa musica frenetica e selvaggia.

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