MONTEMARTE, Reginaldo (Nallo)

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 76 (2012)

di Pierantonio Piatti

MONTEMARTE, Reginaldo (Nallo). – Figlio di maestro Lotto, Nallo, o Naldo, nacque a Orvieto nell’ultimo quarto del Duecento, nel territorio della parrocchia di San Giovenale.

Una tradizione tardiva, accreditata attraverso la silloge storica seicentesca del domenicano Teodoro Valle, ritiene che Reginaldo appartenesse alla nobile schiatta dei Montemarte e, in virtù di ciò, fosse inserito nel sacro lignaggio della beata Angelina da Montegiove (1357 circa - 1439), fondatrice delle terziarie francescane di S. Anna a Foligno. Le fonti medievali non attestano, tuttavia, l’appartenenza di Reginaldo alla famiglia dei Montemarte o ad altri ceppi agnatizi.

Emise la professione religiosa nel convento domenicano di Orvieto e ricevette la sua prima formazione negli Studia generalia dell’Ordine dei Frati predicatori a Bologna e a Parigi. Nel 1330, conseguito il grado di baccelliere, insegnò nel convento di Orvieto. Studente nel 1331 a Firenze presso lo Studium generale dell’Ordine, venne poi inviato nel 1338 per la predicazione presso il convento di Prato, dove nel 1340 fu nominato sacrae theologiae lector. La cronaca del convento domenicano di Orvieto ricorda che Reginaldo: «fuit lector Urbevetanus et Romanus apud sanctam Mariam super Minervam, et in pluribus aliis conventibus nostre provincie» (Caccia, 1907, p. 129). Nel 1341 risulta assegnato come predicatore al convento di Pisa. Nel 1343 il Capitolo della provincia romana dell’Ordine dei Frati predicatori elevò l’insediamento domenicano di Priverno a convento e ne costituì Montemarte primo priore. Si impegnònell’ultimazione dei lavori del convento e si distinse per aver attirato molti giovani tra le fila dell’Ordine domenicano.

Morì a Priverno il 9 aprile 1348 e venne sepolto, dopo solenni funerali di cui si fece carico il Comune, nella chiesa conventuale.

Nella Legenda beate Agnetis de Monte Policiano, Raimondo da Capua (1330-1399) definisce Reginaldo «magnae auctoritatis scriptor» (Legenda beate Agnetis de Monte Policiano, ed. Nocentini, p. 101) e lo segnala come uno tra i più autorevoli testimoni della santità di Agnese, i cui Miracula sono stati attribuiti per secoli, dalla storiografia domenicana, a Reginaldo, anche se questi aveva registrato, in realtà, un solo miracolo in qualità di notaio. La sua auctoritas morale viene evocata anche in un’altra Legenda trecentesca, quella di Vanna da Orvieto. In Reginaldo si può identificare, infatti, secondo Emore Paoli, il frate «mire innocentie et vite sanctitate dotatus» (E. Paoli-L.G.G. Ricci, La Legenda di Vanna da Orvieto, XI, 30, p. 161), protagonista con altri tre confratelli di una visione assicurante la glorificazione della penitente domenicana umbra.

Venerato con l’appellativo di beato a Orvieto e a Priverno, nel 1875 venne introdotta la causa per il riconoscimento del culto ab immemorabili per Reginaldo. La causa, discussa presso la S. Congregazione dei Riti il 13 aprile 1878, non ricevette la ratifica pontificia.

Fonti e Bibl.: Sacra Rituum Congregatione, […] Urbevetana et Privernensis seu Ordinis Praedicatorum confirmationis cultus ab immemorabili tempore praestiti S. D. Nallo seu Reginaldo Urbevetano […] – Beato noncupato – Instante R.mo P. Josepho M. Sanvito Vic. Gen. totius Ord. Praed. – Decretum diei I. Julii 1875 quo permittitur ut causa S.D., dispensato ordinario processu, directe in S.R.C. proponatur, Roma 1875; Sacra Rituum Congregatione, Urbevetana et Privernensis seu Ordinis Praedicatorum, Confirmationis cultus praestiti S. D. Nallo seu Reginaldo Urbevetano, Romae 1877; J.-M. Caccia, Chronique du couvent des Prêcheurs d’Orvieto, a cura di A.-M. Viel et P.-M. Girardin, Roma 1907, pp. 128-131; Acta capitulorum provincialium Provinciae Romanae (1243- 1344), a cura di I. Taurisano, in Monumenta Ordinis Fratrum Praedicatorum Historica, XX, Romae 1941, pp. 254, 260, 301, 321, 338, 347; T. Valle, La città nova di Piperno, Napoli 1646, II, pp. 265-269, 271; Id., Breve compendio de gli più illustri Padri nella santità della vita, dignità, uffici e lettere c’ha prodotto la Provincia del Regno di Napoli dell’Ordine de Predicatori, Napoli 1651, p. 47; T. Terzi, Vite di tre beati della famiglia de’ Montemarti, Bologna 1659, pp. 89-106; J. Quétif- J. Échard, Scriptores Ordinis Praedicatorum, I, Lutetiae Parisiorum 1719, I, p. 626; U. Chevalier, Répertoire des sources historiques du Moyen Âge: Bio-bibliographie, II, Paris 1907, col. 3915; A. Ficarelli, Sancta Urbevetana Legio, Orvieto 1960, pp. 218 s.; E. Paoli-L.G.G. Ricci, La Legenda di Vanna da Orvieto, Spoleto 1996, pp. 16, 59; E. Angelini, Priverno nel Medioevo, II, Roma 1998, pp. 322 s.; Raimondo da Capua, Legenda beate Agnetis de Monte Policiano, ed. critica a cura di S. Nocentini, Firenze 2001, pp. 14, 100; I. Venchi, Montemarti, Nallo (Reginaldo), in Bibliotheca Sanctorum IX, Roma 1967, coll. 575 s.

Pierantonio Piatti

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