alchiliche, resine Resine che provengono dalla reazione fra un alcol polivalente (glicol, glicerina, pentaeritrite) e un acido policarbossilico (o la sua anidride). Esempio tipico sono le resine gliceroftaliche che derivano dalla policondensazione di acido ftalico (HOOC−C6H4−COOH) e di glicerina (CH2OH−CHOH−CH2OH). Sono in genere chiare, solide o viscose, solubili in molti solventi. Si usano nell’industria delle vernici, degli smalti ecc. Entrano in questa classe anche le resine maleiche.
mellitico, acido Acido policarbossilico aromatico, C6(COOH)6; corrisponde al benzene (C6H6), con la sostituzione dei 6 atomi di idrogeno con altrettanti gruppi −COOH. Si presenta in aghi incolori, solubili in acqua e alcol. Si forma ossidando
albertoliche, resine Resine sintetiche del tipo fenoloformaldeide modificate con colofonia (saturando eventualmente con glicerina l’acidità della resina naturale); sono solubili in alcol, oli, benzina. Vengono usate nell’industria
stearico, acido Acido alifatico saturo, di formula CH3(CH2)16COOH; si trova assai diffusamente in natura, esterificato con la glicerina, negli oli e nei grassi di origine animale (20-35 %) e vegetale (generalmente in minor quantità); massa consisten
esteri Composti chimici che per idrolisi si decompongono in un acido (organico o inorganico) e in un alcol. Nel caso in cui l’acido sia un acido carbossilico la loro formula generale è: [1] dove R1 è il residuo alchilico (o arilico, nel caso