Risoluzione del contratto

    Enciclopedie on line

Risoluzione del contratto

Scioglimento con effetto retroattivo di un contratto valido ed efficace. La retroattività, peraltro, non opera nei contratti a esecuzione periodica o continuata per le prestazioni già eseguite (art. 1458 c.c.). Oltre che in conseguenza di un nuovo accordo (mutuo consenso) o dell’esercizio della facoltà di recesso a opera di una delle parti del contratto (nei casi in cui tale facoltà è prevista dalla legge ovvero è consensualmente stabilita), la risoluzione si verifica, nei contratti a prestazioni corrispettive, per inadempimento di una delle parti (art. 1453-62 c.c.), per sopravvenuta impossibilità della prestazione (art. 1463-66 c.c.) e per eccessiva onerosità (art. 1467-69 c.c.). In questi casi la risoluzione deve essere accertata e dichiarata dal giudice con sentenza costitutiva. In caso di risoluzione per inadempimento, in particolare, la parte che agisce nei confronti di quella inadempiente può chiedere, a sua scelta, l’adempimento della prestazione o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno. Il legislatore privilegia l’adempimento delle obbligazioni, tanto che la risoluzione per inadempimento può anche essere chiesta quando il giudizio sia stato promosso per ottenere l’adempimento, mentre l’adempimento non può più essere richiesto quando si sia domandata giudizialmente la risoluzione. La risoluzione opera, viceversa, di diritto nel caso in cui le parti inseriscano in un contratto una clausola risolutiva espressa e nel caso in cui stabiliscano per l’adempimento un termine espressamente definito essenziale dalle parti o tale risultante implicitamente per la natura o l’oggetto di una delle prestazioni. Nella prima ipotesi, la risoluzione opera non appena si verifichi l’inadempimento della obbligazione di una delle parti, anche se la parte in favore della quale la clausola è prevista, deve dichiarare di avvalersene; nel secondo caso, la risoluzione opera automaticamente alla scadenza del termine e la parte in favore della quale è fissato il termine può, se vuole, esigere la prestazione mediante comunicazione da effettuare entro tre giorni dalla scadenza del termine. La risoluzione opera di diritto anche allorquando una parte si avvalga della facoltà, di carattere generale (art. 1454 c.c.), di intimare alla parte inadempiente con atto scritto di fornire la propria prestazione in un termine non inferiore a 15 giorni, con l’avvertenza che, in difetto, il contratto si intenderà risolto di diritto.

Voci correlate

Contratto

Mutuo dissenso

Recesso

Argomenti correlati

Caparra

Caparra Somma di denaro o di altre cose fungibili che, nei contratti con prestazioni corrispettive, una parte dà all’altra al momento della conclusione del contratto. La vera e propria caparra (caparra confirmatoria) ha la funzione di rafforzare il contratto e di risarcire il danno in caso di inadempimento. Se inadempiente è la parte che ha dato la caparra, l’altra può recedere dal contratto, ritenendo la caparra; se inadempiente è, invece, la parte che l’ha ricevuta, l’altra può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra

La prestazione di fatto

La prestazione di fattoAi sensi dell’art. 2126 c.c., la nullità, o annullabilità, del contratto non produce effetto per il periodo di esecuzione del contratto. Tale regime è derogato nel caso in cui tal nullità derivi dall’illiceità dell’oggetto o della causa. La disciplina contenuta nell’art. 2126 c.c. è eccezionale rispetto alle normali conseguenze scaturenti in caso di una declaratoria di nullità che non è sanabile ed è retroattiva

Rescissione

Rescissione In diritto civile, azione diretta a togliere efficacia a un negozio con effetto retroattivo a causa di una sproporzione esistente fra le contrapposte prestazioni o a causa dell’iniquità delle condizioni delle obbligazioni assunte da una parte. Il codice civile prevede un’azione generale di rescissione per lesione, che presuppone una grave sproporzione fra le prestazioni delle parti, dipendente dallo stato di bisogno in cui una di queste si sia trovata e di cui l’altra abbia approfittato

Contratti misti e contratti collegati

Contratti misti e contratti collegati Per contratto misto si intende un contratto atipico che risulta dalla combinazione di distinti schemi negoziali fusi insieme dall'unicità della causa (v. Causa del negozio giuridico), dando luogo ad una convenzione unitaria per autonoma individualità: ad esempio, i contratti di albergo, di parcheggio e così via

Invia articolo Chiudi