MARCOLONGO, Roberto

MARCOLONGO, Roberto

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 69 (2007)
di Ana Maria Millán Gasca

MARCOLONGO, Roberto. - Nacque a Roma il 24 ag. 1862 da Giovanni e da Giuditta Borghi.

Iscrittosi al corso di laurea in matematica presso l'Università di Roma, studiò con G. Battaglini (nel Giornale di matematiche diretto da quest'ultimo pubblicò i suoi primi lavori, alcune brevi note di algebra, nel 1887), L. Cremona e V. Cerruti, che lo indirizzò verso la meccanica. Si laureò in matematiche pure nel 1886 e nel 1888 divenne assistente ordinario della materia. Nel 1892 fu dichiarato eleggibile nei concorsi per professore straordinario di meccanica razionale dell'Università di Napoli e di fisica matematica a Pavia; nel novembre del 1895 fu chiamato all'Università di Messina, come professore straordinario di meccanica razionale. Se C. Burali Forti, poi suo compagno in molti lavori, rinunciò alla carriera universitaria per l'ostilità incontrata dal suo approccio al calcolo vettoriale, già dal 1897 il M. si trovò a confrontarsi con T. Levi-Civita. In occasione dei concorsi per la cattedra di meccanica razionale all'Università di Padova e di matematica superiore a quella di Torino, il M. risultò infatti vincitore ma con due voti in meno rispetto a Levi-Civita, più giovane di quasi undici anni.

La situazione fu risolta dal ministero della Pubblica Istruzione lasciando scoperta la cattedra di Torino, confermando il M. a Messina e nominando Levi-Civita a Padova previa rinuncia dello stesso Marcolongo.

Nel 1899, dopo il parere di una commissione composta da V. Volterra, G. Morera e C. Somigliana, il M. fu promosso ordinario a Messina. Nel dicembre 1907 si trasferì a Napoli, dove successe a F. Siacci sulla cattedra di meccanica razionale e dove - dopo un tentativo di trasferirsi a Roma nel 1909, che non ebbe buon esito - lavorò fino al collocamento a riposo, nell'ottobre del 1935.

Il M. divenne socio corrispondente dell'Accademia nazionale dei Lincei nel 1912 e socio nazionale nel 1921. Nel 1924, su proposta di G. Gentile, fu insignito della commenda dell'Ordine della Corona d'Italia.

Il M. fu fra i fisici matematici italiani che accolsero la teoria della relatività. Le sue ricerche matematiche riguardano la teoria dell'elasticità, la cinematica dei corpi rigidi e soprattutto il calcolo vettoriale, dato che "le sue attitudini lo portavano specialmente verso la parte analitica algoritmica" (Giorgi). Al IV Convegno internazionale dei matematici (Roma 1908) lesse una comunicazione su L'unificazione delle teorie vettoriali, un programma di ricerca derivato dal calcolo geometrico di G. Peano e sviluppato negli anni seguenti in una serie di articoli e monografie scritti in collaborazione con Burali Forti (del quale pubblicò poi un necrologio nel Bollettino dell'Unione matematica italiana, X [1931], pp. 182-185).

I loro Elementi di calcolo vettoriale con numerose applicazioni alla geometria, alla meccanica e alla fisica matematica (Bologna 1909; trad. francese, Paris 1910; 2ª ed., Bologna 1921; 3ª ed., Milano 1925) presentano i fondamenti e le notazioni del cosiddetto sistema minimo e le applicazioni alla meccanica del continuo e alla geometria differenziale su di una superficie. La Analyse vectorielle générale (I-II, Pavia 1912-13), cui il M. collaborò con M. Bottasso e Burali Forti, introduce e mostra le possibilità di applicazione delle omografie vettoriali, un tipo di trasformazione lineare fra vettori, che costituisce un'alternativa ai calcoli vettoriali di altri autori, come W. Gibbs. Una seconda edizione del primo volume di quest'opera, intitolata Trasformazioni lineari (Bologna 1929), fu pubblicata all'interno di una enciclopedia di analisi vettoriale scritta insieme con P. Burgatti e T. Boggio, altri due membri della cosiddetta scuola dei vettorialisti italiani.

Il M. si occupò, inoltre, di storia della scienza e della tecnica. Già gli Elementi del 1909 erano corredati di approfondite note sulla storia del calcolo vettoriale; in seguito si specializzò nella storia della meccanica, con particolare attenzione per gli autori italiani, G. Galilei e - soprattutto - la figura e i manoscritti di Leonardo da Vinci. Tra le sue monografie in questo campo: Il problema dei tre corpi da Newton (1686) ai nostri giorni (Pisa 1915; altre edizioni Napoli 1915, Milano 1918, Bologna 1919) e Leonardo artista scienziato, sintesi di numerosi lavori precedenti (Milano 1939; 2ª ed., ibid. 1943).

Il M. si distinse anche per il suo contributo alla diffusione della cultura scientifica in Italia, che nel corso degli anni divenne sempre più centrale nella sua attività. Innanzi tutto, compì uno sforzo notevole per mantenere la ricca tradizione italiana nella meccanica classica e nel contempo far conoscere le nuove teorie fisiche. Ne sono lavori emblematici il discorso inaugurale tenuto all'Università di Messina su "Le moderne teorie di fisica matematica" (1903), un contributo al V Congresso internazionale di filosofia (Napoli 1925) dal titolo "Fra relativisti e antirelativisti" e soprattutto il suo libro Relatività (Messina 1921). Spiccano nella sua produzione due testi rivolti all'insegnamento universitario, pubblicati - come le due monografie storiche citate - nella collana dei Manuali Hoepli: Teoria matematica dell'equilibrio dei corpi elastici (Milano 1904) e Meccanica razionale (I-II, ibid. 1905; trad. tedesca, Theoretische Mechanik, Leipzig 1911-12).

L'interesse del M. per l'insegnamento secondario, in particolare per le scuole tecniche e professionali, si riscontra già nella sua Relazione sull'ordinamento dei programmi della Scuola d'arti e mestieri di Messina (Messina 1902). Dagli anni Venti pubblicò anche apprezzati libri di testo di matematica per la scuola secondaria: Corso di matematica pel 2° biennio degli istituti tecnici (Napoli 1920, con Burali Forti); Algebra pei licei scientifici (ibid. 1923); Elementi di trigonometria ad uso degli istituti medi superiori e degli istituti industriali (Roma 1929); Complementi di algebra e di analisi per i licei scientifici (ibid. 1930) e il Corso di matematica ad uso degli istituti tecnici commerciali e per geometri (ibid. 1938, con L. Marzella). Dagli anni Venti svolse anche una vasta opera di alta divulgazione matematica e di storia della scienza, come collaboratore dell'Enciclopedia Italiana e con numerosi articoli pubblicati nelle riviste Sapere (in cui apparve, nel 1942, una riflessione su La matematica nell'insegnamento tecnico) e Scientia.

Il M. si trovò coinvolto in polemiche anche aspre derivate da rivalità scientifiche e accademiche che ebbero come protagonisti i vettorialisti italiani. La sua posizione fu tuttavia, nelle sue parole, "meno rigida e più eclettica" e quindi più aperta al collegamento con le tendenze della cultura scientifica internazionale. Riguardo ai criteri puristi, radicalmente ostili all'uso delle coordinate di Burali Forti, egli ebbe un atteggiamento più conciliante; non condivise la posizione decisamente contraria alla teoria della relatività di Burali Forti e Boggio, ma neppure le critiche che questi mossero nei confronti del calcolo differenziale assoluto di Levi-Civita e G. Ricci Curbastro.

Nell'ottobre 1932 il M. si iscrisse al Partito nazionale fascista (PNF). Negli anni successivi, che videro la devastazione della comunità scientifica italiana seguita alla promulgazione delle leggi razziali, egli partecipò a due importanti iniziative culturali. Membro della Reale Commissione Vinciana, partecipò all'organizzazione della Mostra di Leonardo da Vinci e delle invenzioni italiane (Milano, palazzo dell'Arte, 9 maggio - 1° ott. 1939) e nel dicembre 1939 entrò a far parte della sottocommissione per la matematica della Mostra della scienza nell'ambito dei lavori per l'Esposizione universale di Roma del 1942, che si impegnò nell'identificazione del contributo cosiddetto italico alle scienze matematiche, arrivando a tacere i nomi dei matematici italiani ebrei, fra cui lo stesso Levi-Civita. Nell'aprile 1942 il M. fu nominato accademico d'Italia.

Dopo essere stato nominato professore emerito nel 1937, il M. si trasferì a Roma, dove morì il 16 maggio 1943. 

Fonti e Bibl.: Roma, Arch. centr. dello Stato, Ministero della Pubblica Istruzione, Dir. generale istruzione superiore, Misc. di divisioni diverse (I-II-III), Fascicoli personali professori universitari (1929-1945), b. 52, f. Marcolongo, Roberto; Università degli studi di Roma "La Sapienza", Dipartimento di matematica "G. Castelnuovo", Fondo Marcolongo; Riposte armonie. Lettere di Federigo Enriques a Guido Castelnuovo, a cura di U. Bottazzini - A. Conte - P. Gario, Torino 1996, p. 348; G. Giorgi, R. M., in Boll. dell'Unione matematica italiana, s. 2, V (1943), p. 208; M. Pascal, R. M., in Rendiconti della Soc. di scienze, lettere e arti di Napoli dell'Acc. delle scienze fisiche e matematiche, s. 4, XV (1948), pp. 1-12 (con elenco dei lavori); F. Tricomi, Matematici italiani del primo secolo dello Stato unitario, in Memorie dell'Acc. delle scienze di Torino, cl. di scienze matematiche, fisiche e naturali, s. 4, I (1962), 1, p. 70; E. Agazzi, Burali Forti, Cesare, in Diz. biografico degli Italiani, XV, Roma 1972, pp. 376-381 (in partic. pp. 378 s.); P. Freguglia, Dalle equipollenze ai sistemi lineari. Il contributo italiano al calcolo geometrico, Urbino 1992, ad ind.; G. Israel - P. Nastasi, Scienza e razza nell'Italia fascista, Bologna 1998, pp. 166-171; La corrispondenza epistolare tra matematici italiani dall'Unità d'Italia al Novecento, a cura di F. Palladino, Napoli 2004, ad ind. (in part. cfr. i saggi di C. Cattani, La sconfitta dei "vettorialisti" nella corrispondenza di R. M. e di S. Tortoriello, La corrispondenza tra R. M. e Guido Castelnuovo sulla relatività).

A.M. Millán Gasca

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