ruota

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Enciclopedia dei ragazzi (2006)
di Marina Carpineti

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Una invenzione semplice che fa girare il mondo

La ruota è un oggetto circolare che può girare intorno al suo asse centrale, ed è presente in quasi tutti gli oggetti meccanici che utilizziamo, perché gli ingranaggi sono fatti di ruote dentate che trasmettono il movimento rotatorio. Hanno ruote tutti i sistemi di locomozione su terra: dalle macchine alle carrozzine, dai treni alle biciclette

Storia di un’invenzione

Sono stati i Sumeri i primi a trasmetterci un’immagine di una ruota, ma non furono loro a inventarla. Oggi gli studiosi concordano nel datare nel periodo Neolitico, oltre 5000 anni prima di Cristo, la scoperta della ruota. Probabilmente l’idea nacque dall’osservazione che oggetti circolari come i tronchi d’albero rotolano con facilità. La vera innovazione fu però quella di inserire nel centro di un disco pieno un perno intorno al quale farlo ruotare.

È improbabile che la ruota abbia avuto un singolo inventore: è molto più probabile che la ruota come la conosciamo, nelle sue innumerevoli varianti, sia nata dalla lenta e progressiva evoluzione di una prima, rudimentale e ‘anonima’ idea.

Ruote e trasporto

Le prime ruote rudimentali ricavate da tronchi d’albero erano poco resistenti, perché il legno era usato trasversalmente alla direzione delle fibre. Si passò quindi a ruote composte di più pezzi assemblati insieme, ma per aumentare le velocità era necessario alleggerirle. Per passi successivi si arrivò quindi alle ruote costituite da un disco esterno collegato all’asse centrale per mezzo di raggi, di cui si hanno testimonianze fin dal secondo millennio prima di Cristo. Per preservare le ruote dal logoramento dovuto all’attrito sul terreno si realizzarono nel corso dei secoli rivestimenti in metallo, in pelle e infine in gomma.

Più o meno dal 1870, il materiale d’eccellenza per costruire le ruote diventò il metallo e per il rivestimento si iniziò a usare un disco di gomma piena che ammortizzava leggermente gli urti. Nel 1887 un veterinario inglese di nome John Dunlop trovò un sistema per ridurre i sobbalzi e le vibrazioni a cui un veicolo era sottoposto e applicò per prima cosa la sua invenzione... al triciclo del figlio. Per rendere più scorrevoli le ruote Dunlop aveva rivestito i cerchioni con tubi cavi di gomma riempiti d’aria. Il risultato fu sorprendente. Nel 1888 l’invenzione fu brevettata: era nato il pneumatico.

Da allora a oggi i mezzi di trasporto si sono sempre più differenziati e così le loro ruote, tanto che ormai per ogni mezzo si possono scegliere più tipi di ruota, a seconda delle condizioni climatiche e delle prestazioni che si vogliono ottenere.

Non solo per il trasporto

Viene spontaneo associare l’idea di ruota a quella di trasporto, ma la ruota ebbe fin dalle epoche più antiche anche impieghi molto differenti. Si pensi alla ruota utilizzata per la lavorazione dell’argilla (ruota del vasaio); alla ruota del frantoio, usata per spremere le olive e ricavare l’olio; alla ruota della macina, per ottenere la farina dai chicchi delle Graminacee; a quella del mulino, per trasmettere alla macina il movimento rotatorio.

Una ruota del tutto particolare era invece la ruota degli esposti. Si trattava di un cilindro ruotante intorno al suo asse verticale e dotato di una apertura laterale; il cilindro era inserito nei muri perimetrali di ospedali, ospizi o conventi per mettere in comunicazione l’esterno con l’interno. Chi voleva abbandonare un neonato illegittimo o indesiderato rimanendo nell’anonimato deponeva il bimbo nell’apertura posta all’esterno: la ruota veniva girata e il piccolo era accolto all’interno. Nata verso la fine del 15° secolo, divenne tristemente famosa e, pur essendo aspramente criticata, fu utilizzata fino alla fine dell’Ottocento. Molte di queste ruote sono ancora visibili presso diversi ospizi o antichi conventi.

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