Sahara Occidentale

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Sahara Occidentale Territorio dell’Africa nord-occidentale. Si estende sull’Atlantico con uno sviluppo di circa 1000 km dalla foce dell’Uadi Dra al Capo Bianco, comprendendo un vasto retroterra quasi interamente desertico (266.000 km2). Le coste sono basse, uniformi, importuose. Il clima è nettamente sahariano con temperature medie estive di 20-25 °C, invernali di circa 15 °C. La piovosità non supera i 100-200 mm. L’interno, dove prevale la ḥammāda tabulare (300-600 m s.l.m.), intercalata da aree a dune, è poverissimo di risorse. Gli abitanti, di origine prevalentemente berbera, si dedicano alla pesca e all’allevamento del cammello; la loro consistenza numerica (513.000, secondo una stima ONU del 2009, compresi i profughi nei campi algerini) è oggetto di contestazioni fra il Marocco e il Frente Polisario. Il capoluogo è al-Ayoune, situato a circa 70 km dalla costa atlantica, in un’oasi lungo il corso dell’uadi Saqiya al-Hamra (o Saguia el-Hamra). Nei dintorni di al-Ayoune sono sfruttati giacimenti di fosfati; saline a ad-Dakhla.

Popolato da genti berbere, il territorio dell’attuale S. fu raggiunto, a partire dal 13° sec., da gruppi beduini di lingua araba, che fondendosi con le prime costituirono il nucleo originario della popolazione sahrawi. La zona meridionale (Río de Oro) divenne nel 1884 un protettorato di Madrid, che nel 1912 vide riconosciuta la propria influenza anche sulla zona settentrionale (Saguia el-Hamra). I territori furono costituiti in provincia metropolitana nel 1958 con il nome di Sahara Spagnolo (conservato fino al 1975). Alla fine degli anni 1960 sorse un movimento di liberazione e nel 1973 venne fondato il Frente Polisario (Frente Popular para la Liberación de Saguia el-Hamra y Río de Oro). Malgrado l’ONU e la Corte internazionale di giustizia avessero riconosciuto il diritto all’autodeterminazione del popolo sahrawi, nel novembre 1975 la Spagna concluse un accordo con il Marocco e la Mauritania per la spartizione del S. fra i due Stati. Forze marocchine occuparono quindi il Saguia el-Hamra e la Mauritania invase il Río de Oro: gran parte della popolazione sahrawi fuggì in Algeria, mentre nel febbraio 1976 veniva proclamata in esilio la Repubblica Araba Sahrawi Democratica (RASD). Il Frente Polisario reagì militarmente all’occupazione. Nel 1979 la Mauritania firmò con le forze sahrawi un trattato di pace e si ritirò dal Río de Oro, che fu però occupato dal Marocco. A partire dal 1980 il Marocco eresse un muro difensivo, arrivando a circoscrivere 200.000 km2 di territorio (su 266.000) e limitando così la capacità d’azione delle forze sahrawi. Nel 1991 Marocco e RASD si accordarono per il cessate il fuoco e il Consiglio di sicurezza dell’ONU istituì la missione MINURSO (Misión de las Naciones Unidas para el referéndum del Sáhara Occidental), con il compito di sorvegliare il rispetto del cessate il fuoco, di facilitare il rientro dei profughi e di supervisionare un referendum di autodeterminazione, previsto per il 1992. Da allora le ostilità non sono cessate e il referendum è stato continuamente rinviato per la difficoltà di accordarsi sull’ammontare complessivo della popolazione avente diritto al voto, dato l’elevato numero di profughi sahrawi e i contingenti di coloni marocchini insediatisi nel Sahara Occidentale.

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