scotòpico [agg. (pl.m. -ci) Comp. dei gr. skótos "oscurità" e op- tema di "vedere"] Visione s.: nell'ottica medica, la visione in condizioni di scarso illuminamento, quando non si percepiscono i colori; lo stesso che visione crepuscolare: v. colorimetria ottica: I 645 e.
acuità visiva (o visus) Capacità dell’occhio di vedere distintamente gli oggetti. Il minimo valore dell’angolo sotto il quale si ha la visione distinta di due punti luminosi si assume come misura dell’a. (per l’occhio normale
stereoscopia Percezione del rilievo di un oggetto che si ha in conseguenza della visione binoculare. Il termine è usato pure per indicare la parte dell’ottica fisiologica che si occupa della visione in rilievo. ● Il meccanismo fisiologico che
Landolt ‹là-›, Edmund. - Oftalmologo (Aarau, Svizzera, 1846 - Parigi 1926), esercitò a Parigi; compì classici studî di ottica fisiologica; indicò metodi operativi sui muscoli dell'occhio; eseguì accurati studî sull'istologia dell'occhio.
emeralopia In patologia, deficitaria facoltà di adattamento visivo alla luce scarsa o crepuscolare in soggetti con visione diurna normale (detta anche emeralopia esperanopia). È di solito una manifestazione di carenza di vitamina A, la quale condizi