Sorta nell’Alto Medioevo, passò nel 12° sec. all’Ungheria e, nel 1221, ottenne da re Andrea il riconoscimento delle prerogative comunali; nel 1298 Bonifacio VIII liberava la città dalla dipendenza ecclesiastica da Traù, costituendo la diocesi sebenicense. A fianco dei comuni italiani della Dalmazia contro i conti croati Subich, S. fu sotto il dominio di Venezia dal 1322 al 1357, quando tornò sotto quello ungherese. Dal 1412 al 1797 S. tornò a Venezia, sotto il cui dominio fiorì. Obiettivo della pressione turca (15° sec.), la città fu trasformata dal governo veneziano in munitissima piazzaforte e, pur subendo danni gravi nella campagna, resistette a tutti gli assalti turchi. Passata all’Austria con la restante Dalmazia (1797-1805), tornò all’Austria nel 1813, dopo il periodo napoleonico. Con il trattato di Rapallo (1920) entrò a far parte della Iugoslavia, nell’ambito della repubblica croata, di cui ha seguito le vicende politiche.
La città, ancora in parte cinta dalle mura veneziane, è dominata dai forti di S. Anna (15°-16° sec.) e di S. Nicolò (1546, G.G. Sanmicheli). Numerosi i palazzi di stile veneziano. La cattedrale di S. Giacomo, esempio del passaggio dal gotico al Rinascimento, fu ricostruita dai Veneziani dal 1431, e compiuta da G. Orsini e seguaci (Niccolò Fiorentino; A. Alessi ecc.). Notevoli anche S. Maria di Valverde (Niccolò Fiorentino, 1502), S. Giovanni Battista (15°-16° sec.), S. Francesco (14° sec.), rifatta in età barocca, S. Barbara (1461). La loggia grande in piazza del Duomo è di G.G. Sanmicheli (1542).