FRONTINO, Sesto Giulio

FRONTINO, Sesto Giulio

Enciclopedia Italiana (1932)
di Marco Galdi

FRONTINO, Sesto Giulio (Sextus Iulius Frontinus). - Nacque verso il 40 d. C., e fu praetor urbanus nel 70. In lui le qualità di scrittore tecnico si fondono egregiamente con quelle di soldato e di amministratore. Console nel 74, successe al bellicoso Petilio Cereale nel governo della Britannia, dove poi fu sostituito, nel 78, da Agricola. Nel 97 fu curator aquarum di Roma. Nel 98 fu consul suffectus; nell'anno 100 fu console per la terza volta. Come soldato, militò in Gallia durante l'insurrezione di Giulio Civile nel 70, e anche nel governo della Britannia partecipò con onore a varie imprese. Morì nel 103 o nel 104 (Plinio il Giovane gli successe nell'augurato, al quale non si sa con precisione quando fu eletto). Sebbene trattasse argomenti tecnici, fu scrittore sobrio ed efficace.

Il suo De aquae ductu urbis Romae (iniziato al principio della sua amministrazione di curator aquarum, e pubblicato, pare, nel 98), consta di una prefazione e di varî capitoli, in cui sono trattati argomenti specifici, come i tubi di piombo per derivare l'acqua (fistulae); i fontanieri (aquarii) che provvedevano alla pulizia degli acquedotti e alla regolare ripartizione dell'acqua nelle vie e nelle case; le astuzie (fraudes) a cui non di rado ricorrevano i fontanieri per fornire agli osti, o tabernarii, una quantità d'acqua maggiore, a danno del pubblico; il diritto di poter derivare le acque, e molti altri argomenti importanti nella storia dell'architettura. F. rivela nel De aquae ductu grande perizia tecnica. Fra le fonti dello scritto vanno ricordati Celio Rufo, autore del De aquis, Fenestella, Ateio Capitone, e altri. F. non si valse di alcuno scritto greco.

Sono pure dovuti a F. gli Strategematon libri IV (scritti fra l'88 e il 96), che trattano di arte militare, e ci sono pervenuti in forma di succinti commentarî. Nei primi tre libri sono esposti esempî di stratagemmi usati da Greci e Romani per ingannare e sorprendere il nemico, prima del combattimento, durante e dopo la battaglia, e durante gli assedî. Per tali esempî. la cui esposizione è prevalentemente storica, F. si è valso largamente dī Livio e di Cesare. Il quarto libro contiene precetti di tattica militare sotto forma di detti e fatti d'illustri condottieri, divisi sotto speciali rubriche, concernenti la disciplina militare e i suoi effetti, la costanza, la giustizia ecc., e ispirate a criterî morali. Si è notata una grande differenza non solo nel piano del lavoro, ma anche nell'uso della lingua, fra i primi tre libri e il quarto; in passato sono stati quindi mossi serî dubbî sulla genuinità, almeno parziale, dei primi tre libri; oggi, invece, è opinione prevalente che il IV libro, per la forma più trasandata dello stile - basta vedere solo il proemio - sia dovuto all'opera di un interpolatore, il quale ad avvalorare maggiormente la sua falsificazione, avrebbe aggiunto alla prefazione del libro I quelle parole con cui F. prometteva la trattazione degli stratagemmi bellici. Del resto, lo stile di tutta l'opera è di gran lunga inferiore a quello del De aquis. Essa ebbe grande voga nel sec. XV.

Perduto è il trattato teorico De re militari, di cui abbiamo solo notizia da Vegezio, I, 8. Ci sono pervenuti frammenti del trattato di agrimensura (Gromatica), scritto sotto Domiziano. Falsa è l'attribuzione a F. del De coloniis, dove si nomina Adriano, mentre F. visse prima.

Ediz.: De aquae ductu urbis Romae, lib. II, ediz. del Bücheler, Lipsia 1858; del Krohn, ivi 1922; ediz. con riproduzione fotografica del cod. Cassinese, trad. inglese e comm. di C. Herschel, Boston 1899; Stratagemata, ed. G. Gundermann, Lipsia 1888; The Strategems and the aqueducts of Rome, traduzione a cura di C.E. Bennet; edizione a cura di M.B. McElwain, Londra 1925.

Bibl.: R. Lanciani, I Commentarii di F. intorno le acque e gli acquedotti, in Mem. Acc. Lincei, s. 3ª, IV (1879-80); H. A. Sanders, The lost epitome of Livy, in Roman historical Sources and Istitutions, New York 1904, p. 237 segg.; C. Herschel, Frontinus and the Water Supply of Rome, Londra 1913; L. Cantarelli, La serie dei curatores aquarum, in Bollett. della Commiss. archeol. com. di Roma, XXIX (1901); A. G. Amatucci, Frontiniana, in Boll. fil. class., XXX (1924), p. 187; F. Krohn, Wie war Frontins Schrift über die römischen Wasserleitungen betitelt? in Berlin. philol. Wochenschrift, 1920; A. Kappelmacher, Frontin in Martials Epigrammen, in Wiener Studien, XXXVIII; E: Sander, Frontin als Quelle für Vegetius, in Philol. Wochenschrift, 1929, col. 1230 segg.

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    (lat. Sextus Iulius Frontinus). - Scrittore di cose tecniche e militari e magistrato romano (30 d. C. circa - 103 o 104). Pretore nel 70, console nel 74, fu al governo della Britannia dove nel 78 fu sostituito da Agricola; curator aquarum di Roma nel 97; console ancora due volte (nel 98 e nel 100). ...
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    Scrittore latino, nato verso il 40 d.C.; morì nel 103 o 104. Meritò l'elogio di Tacito che lo definì " uomo grande fin quanto lo permettevano i tempi " (Agric. XVII) e la stima di Plinio il Giovane. Ci resta uno scritto d'interesse archeologico, legato alla sua attività di curatore delle acque, De Aquaeductu ...