Gazzelloni, Severino

2000

di Federico Pirani

Gazzelloni, Severino

Flautista italiano, nato a Roccasecca (Frosinone) il 5 gennaio 1919, morto a Cassino il 21 novembre 1992. Iniziò lo studio del flauto all'età di sette anni con G. Creati e nel 1942 si diplomò al Conservatorio di S. Cecilia di Roma, città nella quale debuttò nel 1945. Primo flauto dell'Orchestra sinfonica di Belgrado e poi, per molti anni, dell'Orchestra sinfonica della RAI di Roma, svolse una brillantissima carriera di solista in tutto il mondo. Tramite il suo costante impegno di divulgatore e l'indubbia capacità comunicativa G. ha ottenuto una fama solida e ampia anche fra il pubblico non specializzato.

Intenso e costante fu il suo impegno didattico: dall'insegnamento nel Conservatorio G. Rossini di Pesaro, a quello presso l'Accademia di S. Cecilia; dai celebri Ferienkurse di Darmstadt (1952-66), ai corsi di perfezionamento tenuti a Siena all'Accademia chigiana (dal 1966), a Helsinki (Accademia Sibelius), a Colonia e a Darlington. Apprezzato da Stravinskij che lo cita nelle sue memorie, G. affrontò un repertorio molto ampio, da Bach al jazz, lasciando, fra le altre, una memorabile interpretazione dei Concerti op. 10 di Vivaldi, impeccabile per nitidezza, fraseggio e bellezza del suono.

Di fondamentale importanza è stato il suo contributo all'evoluzione della tecnica flautistica, e in genere della musica di ricerca, negli anni Sessanta e Settanta. Il suo virtuosismo e la particolare sintonia con il linguaggio della musica contemporanea hanno stimolato un gran numero di compositori a scrivere appositamente per lui. Fra le oltre 150 composizioni presentate in prima esecuzione assoluta da G. si segnalano: Y su sangre ya viene cantando (1952) di L. Nono; Serenata (1957) e Sequenza (1958) di L. Berio; Ideogrammi n. 2 (1959) e Triplum (1960) di A. Clementi; Concerto per flauto (1960), Tre per sette (1964) e Souffle (1969) di G. Petrassi; Diagram (1961) di H.M. Górecki; Honeyrêves (1961) e Hyperion (1964) di B. Maderna; Hi-kyò (1962) di Kazuo Fukushima; Quanti (1962) di H.U. Lehmann; Reciproco (1963) di L. de Pablo; Puppenspiel n. 2 (1966) di F. Donatoni.

Nel 1984 G. pubblicò l'autobiografia Il flauto d'oro, in collab. con E. Granzotto.bibliografia

G.L. Petrucci, M. Benedetti, Severino Gazzelloni. Il flauto del Novecento, Napoli 1993; E. Di Pietrantonio, Gazzelloni, Severino, in Dizionario biografico, 52° vol., Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 1999, ad vocem.

Enciclopedia Italiana - VI Appendice