Sunniti

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sunniti Seguaci ortodossi dell'islamismo, di cui costituiscono la maggioranza; sin dalla metà del 1° sec. dell'egira, i s. assunsero tale nome per affermare che essi soltanto erano i seguaci della vera tradizione o sunna di Maometto (mentre gli sciiti seguono anche quella dei suoi discendenti). La prima caratteristica dei s. fu il riconoscimento della piena legittimità dei quattro primi califfi elettivi.

Approfondimenti

SUNNITI > Enciclopedia Italiana (1936)

SUNNITI (fr. Sonnites o Sunnites; ted. Sunniten; ingl. Sunnites o Sunnis o Sunnees). - In arabo sunniyyun (al sing. sunni) o ahl as-sunnah; sono gli ortodossi dell'islamismo, che ne costituiscono l'enorme maggioranza (il 91%) e che fin dalla metà del... Leggi

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Imām

imām Nell’islamismo, il sovrano della monarchia universale, musulmana, ossia il califfo dei musulmani ortodossi o sunniti. Per gli sciiti sono invece i. soltanto quelli che essi considerano come legittimi monarchi per diritto divino, cioè Alī (➔ Alī ibn Abī Ṭālib) e i suoi discendenti in linea retta maschile sino a quello (12° o 7° a seconda delle sette) che è misteriosamente scomparso e riapparirà in futuro: l’i. sciita è impeccabile e infallibile, solo legittimo interprete della legge divina

Bihāfrīd

Bihāfrīd ‹bihaafrìid›. - Fondatore di una setta che, intorno alla metà del sec. 8º, cercò di ridare in Persia nuova vita alla religione mazdaica, conciliandola con le dottrine dell'islamismo. Benché respinta ugualmente da mazdei e musulmani, essa si è mantenuta in piccoli nuclei di seguaci fino a nostri giorni.

Shari̔a

shari̔a Legge sacra dell'islamismo, dedotta dal Corano, dalla tradizione e dal consenso della comunità musulmana. Si distinguono nella s. le norme riguardanti il culto e gli obblighi rituali da quelle di natura sociale e politica. In alcuni Stati islamici la s. può essere considerata legge civile e penale.

Abū l-Àswad ad-Du'alī

Abū l-Àswad ad-Du'alī. - Poeta arabo del primo secolo dell'egira (m. 680 circa d. C.), ritenuto dalla tradizione inventore dell'arte grammaticale. Fu fervido seguace di ῾Alī ibn Abī Ṭālib e i suoi versi hanno molti echi delle prime guerre civili.

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