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Nella storia del papato, il sec. XIII, da Innocenzo III (1198-1216) a Bonifacio VIII (1294-1304), ha visto la nascita della particolarissima entità politico-ecclesiastica, che, con una formula entrata nel linguaggio storiografico corrente, suole definirsi 'monarchia papale'. Nella prima metà del secolo, questo processo di lunga durata si è dovuto misurare con l'incombente presenza di Federico II sulla scena italiana (comuni centrosettentrionali, Patrimonio di S... Leggi
Per tre aspetti, di grande importanza, la figura di C. acquista notevole rilievo in un contesto riferito a Federico II: il suo collegamento con quel clero romano che proprio nel sec. XII va assumendo un'autonomia di funzioni e una coscienza delle sue potenzialità politiche non necessariamente vincolate alla politica del papa; l'approfondita conoscenza delle condizioni in cui si trovava nel sec. XII il patrimonio della Chiesa; il prolungato rapporto con Enrico VI di Svevia... Leggi
Lotario nacque nel 1160 o 1161 a Gavignano, nel Lazio meridionale, figlio di un Trasmundo "de comitibus Signie", con cui non si allude al titolare di un'altrimenti sconosciuta contea di Segni, ma ad un membro della nobiltà fondiaria che poteva essere annoverato tra i notabili della cittadina vescovile. Sua madre Clarissa apparteneva alla famiglia romana degli Scotti, una circostanza che segnala precoci relazioni con Roma dei Conti, come in seguito la stirpe di Lotario sarà... Leggi
La definizione di Patrimonium sancti (o beati) Petri per i possessi temporali della Chiesa si diffuse nelle fonti pontificie del XII sec. e dei primi decenni del XIII, affiancandosi e sostituendosi a espressioni anteriori, come quella di Terra sancti Petri, in uso fin dall'età carolingia. La storiografia sullo Stato della Chiesa nel Medioevo ha in genere fatto propria questa definizione, senza peraltro tenere conto che essa ebbe un carattere impreciso e transitorio... Leggi
Istituto sorto grazie al privilegio concesso da Urbano II, con la bolla Quia propter prudentiam tuam del 5 luglio 1098, alla persona di Ruggero I d'Altavilla, conte di Sicilia e Calabria, e del suo successore. Ne dà notizia soltanto la cronaca di Goffredo Malaterra, che termina con il racconto della concessione e il testo della bolla pontificia, la cui autenticità è stata a lungo disputata... Leggi
La valutazione della politica sveva nei confronti dei conventi greci dell'Italia meridionale, da parte degli studiosi, appare oscillante: da un lato, Federico II e i conventi greci sono visti come alleati naturali contro il papato (cf. per esempio Scaduto, 1947, p. 228), dall'altro, il declino delle istituzioni monastiche greche viene ascritto alla politica antigreca condotta dagli Hohenstaufen (cf. Raschellà, 1925, pp. 109 ss.).Federico si riallacciò alla politica avviata... Leggi
Il ducato di Spoleto dell'epoca degli Hohenstaufen, sorto in misura ridotta su quello longobardo che "a fonte Tiberis usque ad laevam Anienis ripam extendebatur", è stato equiparato nell'estensione del territorio all'Umbria di oggi. Collocato a sinistra del corso superiore e centrale del Tevere, non possiede un'individualità geografica ben definita... Leggi
Si tratta probabilmente di un condottiero tedesco venuto in Italia al seguito dell'imperatore Enrico VI. Quando Marcovaldo di Annweiler, su ordine dell'imperatrice Costanza, nel 1197 lasciò la Sicilia, G., secondo quanto riferito dai Gesta Innocentii III, rimase sull'isola, probabilmente su incarico dello stesso Marcovaldo. Quando quest'ultimo tornò in Sicilia, nell'ottobre 1199, G. non svolse però alcun ruolo di particolare importanza.Deceduto Marcovaldo nel 1202, G. si precipitò a Palermo per mettere le mani sul palazzo reale e sul giovane Federico II... Leggi
Se la nuova civiltà alimentare dell'Europa tardomedievale, fiorita con la ripresa economica e commerciale dopo la crisi dell'anno Mille, nacque dalla sintesi delle due componenti latina e germanica (Montanari, 1993, pp... Leggi
Nella sottoscrizione autografa dello strumento notarile del 1246 e in tutti i documenti risalenti all'epoca di Federico II: Petrus de Vinea, solo in seguito Petrus de Vineis o Piero o Pier delle Vigne. P. era senz'altro nativo di Capua, come testimoniano due lettere del suo epistolario (III, 43 e 45). Il padre, "Angelus de Vinea", era uno iudex, la madre si chiamava "Adelictia" (Delle Donne, 1998, p. 4); non era quindi di umili origini, come hanno affermato i suoi contemporanei... Leggi