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Rifiuto del cibo, che può giungere fino al disgusto. Può insorgere nelle più svariate malattie, in modo transitorio o duraturo, a seconda dei casi. A. mentale(o a. nervosa) Sindrome d’interesse psichiatrico descritta per la prima volta da S. Porta verso la metà del 16° secolo. Al rifiuto del cibo, sintomo fondamentale, si associano generalmente un’alterazione dell’immagine corporea in senso peggiorativo, che fa sì che chi ne è affetto si veda generalmente più grasso di quello che non sia, e il terrore, altamente specifico, di ingrassare Leggi
Funzione esaltata delle ghiandole paratiroidi per iperplasia diffusa o per uno o più adenomi (iperparatireoadenomi ), responsabile di alterazioni ossee, renali (calcolosi), del canale digerente (anoressia, disturbi dispeptici), nonché di sintomi generali quali l’adinamia e l’astenia. L’i. è caratterizzato dall’aumento della calcemia e dalla diminuzione della fosforemia. La terapia è chirurgica: asportazione dell’adenoma paratiroideo.... Leggi
In medicina, ogni alterazione del senso dell’appetito. Tipiche sono le condizioni di appetito assente (➔ anoressia) o abnormemente aumentato (➔ bulimia). Nelle forme psicopatologiche viene spesso osservata l’alternanza fra anoressia e crisi bulimiche.... Leggi
. – Psicanalista italiano (n. 1959). Formatosi alla psicanalisi a Milano con C. Viganò e a Parigi con J.-A. Miller, dal 1994 al 2002 ha diretto l’Associazione per lo studio e la ricerca dell’anoressia e della bulimia... Leggi
Parassitosi intestinale con diarrea e anoressia, causata da Cestodi del genere Raillietina , determinata dall’ingestione accidentale di insetti (soprattutto mosche e blatte) che possono fungere da ospiti intermedi: si osserva in bambini e giovani in Oriente, nel Madagascar e in alcuni paesi dell’America Latina.... Leggi
medicinaSindrome di a.Complesso di fenomeni osservabili in tossicodipendenti bruscamente privati del farmaco che è oggetto di conclamata dipendenza (narcotici, analgesici, neurofarmaci, eroina ecc.). I sintomi, che hanno durata, intensità e gravità variabile a seconda del tipo di farmaco e del grado della dipendenza, consistono in malessere, lacrimazione, sudorazione, midriasi, insonnia, anoressia e, nel caso dei barbiturici, tremori e convulsioni... Leggi
Sensazione viscerale stimolata dal bisogno del cibo; è avvertita a distanza varia dal pasto, dapprima nella forma lieve di appetito, poi in quella definita di f., caratterizzata dal desiderio imperioso di cibo, da dolori crampiformi all’epigastrio (morsi della f. ), da debolezza e malesseri generali che possono culminare nel deliquio.1. Il meccanismo della fameLa regolazione del meccanismo della f. viene mediato principalmente da modificazioni del livello di zucchero nel sangue (a una glicemia bassa corrisponde f.) che vengono percepite a livello del sistema nervoso... Leggi
I soggetti anoressici, con la loro apparente fragilità, il loro corpo sfinito e consunto. suscitano un senso in parte di pietà, in parte di ammirazione, a volte anche di ribrezzo, sempre, comunque, di stupore.
Renate Göckel
Appetito
Nome dato a sindromi acute o croniche, caratterizzate da una diminuzione notevolissima, fino alla scomparsa, dei leucociti polinucleati, o granulociti. Descritta nel 1922 da W. Schultz, l’a. si distingue in centrale e periferica. Le forme centrali possono essere: a) da interessamento isolato della serie granuloblastica (soprattutto da farmaci ma anche idiopatico); b) da interessamento globale del midollo (leucemie, mielosclerosi); c) da invasione metastatica del midollo; d) da anticorpi verso farmaci o da autoanticorpi. L’a. periferica è in genere da ipersplenismo... Leggi
Malattia infettiva degli equini, dovuta a un microrganismo specifico, Pseudomonas mallei. Fonti di infezione sono urine, feci, secrezioni mucose e lesioni aperte di animali malati; il contagio avviene attraverso soluzioni di continuo della cute o della mucosa, ma è possibile anche per via inalatoria o digestiva... Leggi
Alcaloide avente formula C17H19NO3•H2O. È il principale alcaloide dell’oppio (che ne contiene fino al 10-12%) e di altre piante delle Papaveracee; si può considerare un derivato del fenantrene, di struttura (formula)Si presenta in prismi incolori, di sapore amaro; è assai poco solubile in acqua, etere, benzene e cloroformio; è solubile in alcol assoluto e in alcali e acidi ed è otticamente attivo (levogiro). Per riscaldamento perde prima (115-120 °C) l’acqua di cristallizzazione, poi imbrunisce, e fonde a 230 °C senza decomporsi. In terapia si usa comunemente il cloridrato di m... Leggi
Patologica voracità associata in vario modo a diverse malattie (diabete, anchilostomiasi, lesioni diencefaliche, para;lisi progressiva, oligofrenia ecc.).B. nervosaSindrome di interesse psichiatrico, caratterizzata da abbuffate alimentari, intese come episodi di ingestione di notevoli quantità di cibo, associate alla sensazione di perdita di controllo e seguite da condotte di compenso, come digiuno, vomito, uso di purganti o lassativi, o eccessive prestazioni fisiche che, nelle intenzioni del paziente, avrebbero lo scopo di eliminare le calorie assunte durante le abbuffate... Leggi
Intossicazione cronica da argento; si osserva come malattia professionale (operai addetti a laboratori di gioielleria, alla fogliettatura dell’argento, alla fabbricazione di specchi, di prodotti fotografici ecc.), o, più raramente, come conseguenza di prolungato trattamento terapeutico con composti di argento. Manifestazioni generali di a. sono l’astenia, gastralgie e coliche, nausee, vomiti, diarrea, anoressia. Le manifestazioni locali (argiria o argirosi) sono costituite da chiazze... Leggi
ANORESSIA (dal gr. ἀ[ν] privativo e ὄρεξις "appetito"). - È la mancanza di appetito. Si ha generalmente in tutte le malattie acute, in alcune malattie croniche come tubercolosi, cancro dello stomaco (nel quale la ripugnanza verso i cibi è più accentuata per la carne); nelle gastriti, nelle dispepsie nervose, ecc. Leggi
Alimentazione(II, p. 498; App. I, p. 87; II, i, p. 136; III, i, p. 70; IV, i, p. 101; V, i, p. 125)Scienze alimentari e nutrizionali di Emanuele Djalma VitaliSul finire del 20° sec., accanto ai tradizionali indirizzi di ricerca emergono, a formare uno scenario ampio e articolato, nuove tematiche, per lo più a impronta interdisciplinare, sulle quali convergono indagini di natura biochimica, genetica, microbiologica, tossicologica ecc. Leggi
Alimentazione, disturbi dellaI disturbi dell'a. costituiscono una classe di patologie presente nei Paesi economicamente avanzati, direttamente o indirettamente correlata a una disponibilità di cibo superiore al fabbisogno individuale. La facile reperibilità di cibo, che riguarda ormai l'intera popolazione dei Paesi ricchi, in tutte le fasce d'età, con i più vari redditi economici e livelli culturali, si aggiunge alla riduzione dell'attività fisica e quindi dell'esercizio muscolare quotidiano, tanto nel tempo libero quanto in quello lavorativo. Leggi
Comportamento, disturbi del IntroduzioneCon disturbo del c. ci si riferisce a un costrutto che ha subito una continua trasformazione concettuale nella storia della neuropsichiatria. Tra i disturbi del c. vengono annoverati i disordini alimentari (anoressia, bulimia); le condizioni di dipendenza da sostanze (quali l'alcol, il tabacco) o da stimoli comportamentali (gioco d'azzardo, lavoro, Internet); alterazioni dell'umore (per es., gli stati depressivi); condizioni di sofferenza soggettiva. Leggi
VITAMINE. - È la denominazione proposta da C. Funk nel 1911 per quei costituenti degli alimenti, i quali, pur presenti in quantità minime, ne rappresentano la parte più essenziale per il mantenimento della vita umana. Il Funk riteneva che fossero sostanze contenenti azoto basico - da cui il nome di amine della vita - ma le ricerche susseguenti hanno messo in evidenza il fatto che si tratta di sostanze di natura chimica diversa le quali non sempre contengono azoto. Leggi
SIFILIDE (lat. scient. syphilis; sin. lue, lue venerea). - Intorno all'origine della sifilide non vi sono dati assolutamente sicuri. L'opinione più accettata è che in Europa la malattia sia stata portata dai marinai di Colombo, reduci dal primo viaggio in America. Le documentazioni offerte dai sostenitori di una più lontana esistenza dell'infezione nel vecchio mondo sono insufficienti. È certo a ogni modo che negli ultimi anni del sec. XV la malattia rapidamente si diffuse con carattere epidemico e con eccezionale gravità in tutta l'Europa. Leggi
MELANCOLIA (dal gr. μέλας "nero" e χολή "bile"). - La melancolia o lipemania è la sindrome affettiva che ha per note fondamentali una tristezza morbosa e ostinata, indipendente dagli avvenimenti esterni, un pessimismo invincibile, un senso profondo di sfiducia e di avvilimento, che paralizza l'azione. Ogni impressione esterna riesce spiacevole, il pensiero s'aggira in una chiusa cerchia d'idee tristi. Dal pessimismo germogliano spesso veri delirî: di colpa, di miseria, di rovina propria e altrui, di rovina universale, d'indegnità, di dannazione, più di rado a tipo ipocondriaco. Leggi
INFLUENZA (fr. grippe). - Grippe, febbre spagnola, febbre catarrale. Malattia infettiva ad agente sinora ignoto, che esiste allo stato endemico in tutte le parti del globo e può in alcuni periodi dare epidemie e pandemie. È caratterizzata da depressione generale, artralgie, febbre, stato catarrale delle vie superiori, facilità alle complicazioni. Epidemie quasi certamente influenzali si trovano già menzionate negli scritti d'Ippocrate e in cronache medievali. Leggi
SIMMONDS, Morris. - Medico, nato all'isola di S. Thomas (Danimarca) il 14 gennaio 1855, morto ad Amburgo il 4 settembre 1925. Si laureò a Kiel nel 1879 e fu assistente e dopo prosettore nell'ospedale di S. Giorgio ad Amburgo, nel 1919 professore onorario di questa università.Malattia di Simmonds. - È la cosiddetta cachessia ipofisaria. Questa forma morbosa - fra le più recenti descritte nell'endocrinopatologia - accennata nelle osservazioni di E. Formánek ed E. Falta, fu bene caratterizzata da M. Leggi
LATTANTE (lat. lactans da lacto "allatto"; fr. nourrisson; sp. lactante; ted. Säugling; ingl. suckling). - In pediatria si dà questo nome al bambino nel periodo corrispondente all'allattamento (v.).Disturbi della nutrizione nel lattante. - Sofferenze di tutto l'apparato della nutrizione, che si manifestano con sintomi a carico delle vie digerenti e specialmente della nutrizione generale (A. D. Czerny). Furono distinti (A. U. Czerny e A. Keller) in disturbi della nutrizione ex constitutione, ex infectione ed ex alimentatione (o veri e proprî disturbi della nutrizione secondo O. Heubner e L. Leggi