1. Anubi

    Dio venerato dagli antichi Egiziani. Nell’iconografia è rappresentato in forma di uomo con testa di sciacallo o in forma di sciacallo seduto (animale presente all’interno del geroglifico col quale A. veniva indicato). Dio dei morti, era considerato il nume tutelare che presiedeva alle operazioni di imbalsamazione. A seconda delle varianti mitologiche, la paternità di A. viene attribuita al dio Ra, oppure a Osiride, nel cui mito A. si presenta come colui che ne preserva la salma dalla corruzione Leggi

    anubi si trova anche nelle opere:
    Enciclopedia Dantesca (1970)

    Dio egiziano legato al culto dei morti e considerato figlio di Osiride, A. fu confuso con Mercurio dai Greci e dai Romani non solo per le sue funzioni di psicopompo (Apul. Metam

    Enciclopedia Italiana (1929)

    (gr. "Ανουβις; lat. Anūbis; copto anûp; dall'antico egiziano a'nûp [jnp.w] "sciacallo", corrispondente alla voce semitica u̯alp, u̯ulūp)

  2. Nefti

    (gr. Νέϕϑυς) Dea egizia, forse in origine di natura celeste, presto assimilata a Iside. Con Iside, N. fu accolta nell’enneade eliopolitana, come sposa di Seth (poi di Thot), e nella religione di Osiride, in cui Iside e N. sono ‘le due sorelle’, ‘le due vedove’, ma N. è in posizione secondaria rispetto a Iside. Leggende posteriori fanno di N. la madre di Anubi, da lei esposto per timore di Seth e raccolto da Iside. N. è pure detta madre di Oro, quindi protettrice dell’‘Oro vivente’, il... Leggi

  3. Teriomorfismo

    Nella storia delle religioni, attribuzione di forma animale a divinità (o ad altre entità come spiriti e demoni, del culto e della mitologia). L’evoluzionismo storico-religioso voleva considerare il t. come forma caratteristica di una particolare fase di sviluppo dell’idea divina, detta polidemonismo e concepita come immediatamente precedente al politeismo. Ma il t., essendo uno dei modi d’espressione del non-umano, si ritrova in realtà sia nelle religioni delle civiltà più primitive sia in religioni politeistiche di civiltà superiori, come per es. quella egiziana antica... Leggi

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  4. Sciacallo

    Nome comune di tre specie di Mammiferi Carnivori Canidi del genere Canis. Simili al lupo, ma con arti più lunghi e slanciati, onnivori, si nutrono sia di piccole prede vive, sia di resti di animali più grandi uccisi da altri predatori.Lo s. dorato (Canis aureus; fig. A) è diffuso nelle savane, praterie e boschi aridi dell’Africa settentrionale, dell’Europa sud-orientale e centrale (anche Italia, in Friuli e Veneto) e dell’Asia, fino all’India e alla penisola indocinese; lungo circa 70 cm e alto 40 cm al garrese, ha mantello giallo rossastro con sfumature più scure sul dorso... Leggi

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  5. Egitto

      Stato dell’Africa nord-orientale, che si estende anche in territorio tradizionalmente considerato asiatico, a E dell’istmo di Suez (penisola del Sinai). Il nome deriva da quello dell’antica città di Menfi, in babilonese Hikuptah, divenuto in greco Αἴγυπτος... Leggi

  6. RISULTATI DALL'ENCICLOPEDIA ITALIANA

    • ANUBI

      ANUBI (gr. "Ανουβις; lat. Anūbis; copto anûp; dall'antico egiziano a'nûp [jnp.w] "sciacallo", corrispondente alla voce semitica u̯alp, u̯ulūp). - Sotto forma di sciacallo coricato è raffigurato nelle iscrizioni più antiche; per cane lo scambiano i Greci e i Latini. Non va confuso col dio lupo di Asyūṭ, ritratto in posa aggressiva, in piedi. Il suo culto proviene dalle zone desertiche dell'Alto Egitto; è adorato nella città di Kase, la greca Kynonpolis, oggi el-Qeis; e poco più a sud di Asyūṭ. Leggi

    • EGITTO

      EGITTO (A. T., 109-111). - Il nome di Egitto, con cui già i Greci e i Romani designarono la regione del Basso Nilo, e che è divenuta la denominazione comune del paese, è tratto da quello dell'antica città di Menfi, reso in babilonese con Ḫikuptah, divenuto in greco Αἴγυπτος (lat. Aegyptus). Gli Arabi lo denominarono Miṣr (ora dialettalmente Maṣr) da un'antica denominazione semitica. Con esso s'indicò tutta quella parte dell'Africa Mediterranea tra la Marmarica a oriente della Cirenaica e l'Istmo di Suez e comprendente storicamente la valle inferiore del Nilo sino alla prima cateratta. Leggi

    • ASIUT

      ASIŪT (Asyūṭ, anche Sayūṭ, Syūṭ, Suyūṭ; la forma letteraria è Usyūṭ, \arabo\). 1). - La più popolosa città dell'alto Egitto, con 51.431 abitanti, circa 378 km. a S. del Cairo. Giace sulla riva occidentale del Nilo, in un'ampia vallata che raggiunge 20 km. di larghezza. Aveva solo 25 mila ab. nel 1860 e 50 mila nel 1912.La città moderna, la cui importanza si è andata accrescendo in rapporto con lo sviluppo economico del medio e alto Egitto, si è sviluppata in direzione O.-E. Leggi

    • SERAPIDE

      SERAPIDE (Σέραπις, la forma Σάραπις è più antica ma meno frequente). - Divinità egizio-greca il culto della quale, istituito nei primordî dell'età tolemaica, dopo essere riuscito a penetrare nel mondo egiziano pur nelle forme ellenizzate, si diffuse e divenne popolare anche fuori della valle del Nilo e, più tardi, in quasi tutto il mondo romano. Varie e contrastanti sono le opinioni intorno alla sua origine e alla sua natura. Leggi

    • TEBE

      TEBE. - La più grande e famosa città dell'antico Egitto (long. 32°,6, lat. 25°,7), da Θῆβαι secondo la chiamarono i Greci. La città sorgeva sulle due rive del Nilo in corrispondenza della odierna Luxor (el Uqṣur) e el-Karnak. Il nome nazionale di Tebe Wŏśe> Wŏjśe (W'ś.t) deriva forse dallo scettro we'eś adorato nei primordî in essa. Già nella IV dinastia è attestata l'esistenza di una provincia Wŏśe, la IV dell'alto Egitto, della quale Tebe era dunque la metropoli. Di quanta importanza politica fosse allora non si intuisce. Leggi

    • LAMPADA

      LAMPADA (dal gr. λαμπάς, -άδος). - Generalità. - La luce è, sostanzialmente, energia, essendo costituita da quelle varietà di energia raggiante che hanno la lunghezza d'onda compresa, circa, fra 0,4 e 0,7 millesimi di mm. (e, quindi, frequenza compresa, circa, fra 7,5 • 1014 e 4,3 • 1014 periodi per secondo) e che prendono il nome di radiazioni luminose; la relativa porzione dello spettro si chiama "spettro visibile" (v. illuminazione). Leggi

    • SEMIDIO

      SEMIDIO (Semideus, ἡμίϑεος). - Nella mitologia greca e romana si dà questo nome sia all'essere umano assurto dopo morto agli onori divini (v. eroe), sia all'essere nato dal commercio di un dio con una mortale (Ercole, Romolo, ecc.), sia finalmente a tutte quelle figure minori del mondo divino naturistico che formano il corteggio di analoghe divinità maggiori del cielo, della terra, delle acque, ecc. Pertanto i Fauni, i Satiri, i Pani, le Nereidi, le Driadi, le Sirene sono dai varî autori latini (Ovidio, Stazio, Ausonio) chiamati semidei, semidêum genus. Leggi