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Scultore italiano (n. Morciano di Romagna 1926). Coerente a un linguaggio che compone, in complesse strutture tridimensionali, i contrasti interno-esterno, erosione-politezza, P. ha rivolto la propria ricerca verso spazialità inedite, monumentali. Per le sue opere, riconosciute in ambito internazionale e conservate nei principali musei d'arte contemporanea, nel 1990 gli è stato conferito il Praemium Imperiale dalla Japan Art Association.Vita... Leggi
Pianista, compositore e direttore d'orchestra italiano (n. Milano 1929). Musicista tra i più originali del jazz europeo, G. ha fuso felicemente procedimenti compositivi tipici della musica colta del Novecento (in partic. la dodecafonia) con la prassi improvvisativa propria del jazz. La sua visione estetica mira all'unificazione dei diversi linguaggi musicali (musica totale) e alla coesistenza e interazione dei differenti mezzi espressivi (musica, teatro, danza)... Leggi
Stato dell’Europa meridionale, corrispondente a una delle regioni naturali europee meglio individuate, data la nettezza dei confini marittimi e di quello terrestre: la catena alpina, con la quale si collega all’Europa centrale (da O a E: Francia, Svizzera, Austria, Slovenia). Come regione naturale, tra lo spartiacque alpino e i tre mari (Adriatico, Ionio e Ligure-Tirreno) che la cingono, l’I. (con le isole giacenti sulla sua piattaforma continentale) ha una superficie di poco più di 300.000 km2... Leggi
L’arte di lavorare i metalli nobili e le pietre preziose per farne gioielli, oggetti d’ornamento, d’arredamento o di culto. 1. Tecniche di lavorazioneI metalli che sono impiegati nella fabbricazione degli oggetti di o. sono oro, argento e platino. Il platino è sempre usato puro; l’oro e l’argento invece sono usati quasi sempre alligati, poiché la loro duttilità allo stato puro ne rende difficile la lavorazione. L’argento è alligato con rame per ridurlo ai diversi titoli (in genere 900 e 800 millesimi)... Leggi
Continuità Gruppo costituito nel 1961 a Roma da alcuni artisti: P. Consagra, P. Dorazio, G. Novelli, A. Perilli, G. Turcato. La mostra organizzata alla Galleria Odyssia venne riproposta, con il titolo di Continuità e con la stessa presentazione di G.C. Argan, a Torino e Milano con l’inclusione di F. Bemporad, L. Fontana, Arnaldo e Giò Pomodoro. All’insegna di una «estetica del continuo», inteso come «assenza, indeterminazione del limite», il gruppo C., esaltando le qualità formali dell... Leggi
Scultore italiano (Orciano di Pesaro 1930 - Milano 2002). Condivise con il fratello Arnaldo le prime esperienze segnico-materiche nel campo dell'oreficeria per volgersi poi a sperimentare superfici in tensione (serie dei Contatti, 1959-62, delle Matrici, 1962)... Leggi
POMODORO, Arnaldo. - Scultore, nato a Marciano di Romagna il 23 giugno 1926. Dopo l'attività giovanile che lo vide, oltre che architetto, scenografo e orafo, fonda a Pesaro con il fratello Giò e con Giorgio Perfetti il gruppo 3 P, inteso al rinnovamento dell'oreficeria. Leggi
POMODORO, Giò. - Scultore, nato a Orciano, Pesaro, il 17 novembre 1930. Si dedica a varie attività artistiche, come il fratello; a Firenze fa parte del gruppo Numero; trasferitosi nel 1951 a Milano, si occupa prevalentemente di oreficeria. Collabora alle riviste Il Gesto e L'esperienza moderna, è tra gli organizzatori delle mostre del gruppo Continuità. Leggi
LEONETTI, FrancescoScrittore, nato a Cosenza il 27 gennaio 1924. Ha trascorso l'infanzia e condotto gli studi a Bologna, dove ai corsi di filosofia ha avuto per compagno P.P. Pasolini. Con lui e con R. Roversi ha dato vita nel 1955 alla rivista Officina, che segna una svolta nella letteratura italiana nel momento della crisi del neorealismo. Dapprima bibliotecario alla Malatestiana di Cesena ed esperto paleografo, dal 1971 insegna Estetica all'Accademia d'Arte di Brera a Milano, dove risiede dal 1963. "In rapporto di discussione con il Gruppo 63", come egli dice, L. Leggi
ITALIA (XIX, p. 693; App. I, p. 742; App. II, 11, p. 72). - Confini. - Con gli accordi tra I. e Iugoslavia relativi al territorio di Trieste, fu adottata nel 1954 una soluzione a carattere provvisorio secondo la quale la "Zona A" (210.12 km2) veniva affidata all'amministrazione italiana e la "Zona B" (529 km2) rimaneva all'amministrazione civile iugoslava. Il 10 novembre 1975 il governo italiano ha firmato con la Iugoslavia un trattato (a Osimo) secondo il quale la linea di demarcazione tra le due zone è stata definitivamente trasformata in confine di stato tra i due paesi. Leggi
MARCHE(XXII, p. 219; App. II, II, p. 262; III, II, p. 28; IV, II, p. 387)Popolazione. Nel ventennio 1971-91 la popolazione regionale ha ripreso a crescere passando da 1.359.907 ab. a 1.429.205. L'incremento medio regionale (5,1% nel ventennio) è stato assai più elevato nella provincia di Pesaro (+6,1%) che altrove (Ancona +4,9%, Ascoli +5,7%, Macerata +3,2%), quasi a ribadire il persistere di una differenziazione antica tra la parte settentrionale (dove la regione si tinge di romagnolo) e quella centrale e picena. Per quanto riguarda i comuni delle città capoluogo, Pesaro è passata da 84. Leggi
ITALIA(XIX, p. 693; App. I, p. 742; II, II, p. 72; III, I, p. 913; IV, II, p. 243)Il periodo compreso tra la crisi del mercato petrolifero mondiale, insorta durante la guerra arabo-israeliana del 1973, e i primi anni Novanta può essere annoverato tra quelli di più profonda trasformazione economica, sociale e territoriale, del paese. Leggi
PIACENZA (A. T., 24-25-26). - È la città più occidentale dell'Emilia, situata quasi all'estremità dell'antica via romana che parte dal mare e giunge fino al Po, sulla riva destra del fiume. Ancora si può quasi fissare, nel cuore dell'odierna città, l'antica città quadrata romana: caratterizzata dal reticolato ortogonale delle strade parallele e perpendicolari al Po. Leggi
AFRICA (A. T., 105-106 e 107-108). - Una delle tradizionali cinque parti del mondo. Appartiene al continente antico, è congiunta all'Eurasia mediante l'istmo di Suez, oggi attraversato artificialmente dal canale omonimo, ed è considerata quindi anche come un continente a parte.Origini del nome.Gli antichi Greci designarono l'Africa col nome di Libia, che secondo Erodoto era nome di donna di origine ignota al pari di Europa e di Asia, mentre, secondo Varrone, deriverebbe da Libis, voce con cui i Greci designavano il vento australe, e secondo altri, dal nome dei popoli che abitavano ad O. Leggi