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Sigla di farmaci antinfiammatori non steroidei , medicamenti dotati di attività farmacologica simile a quella dell’aspirina (detti anche aspirinosimili), che si esplica nei tre effetti fondamentali: antiflogistico, antalgico e antipiretico. Si tratta di un ampio gruppo di composti, per la maggior parte a carattere acido, il cui meccanismo di azione è individuabile nell’inibizione selettiva (non estesa cioè agli altri sistemi enzimatici) della ciclossigenasi, l’enzima che converte l... Leggi
Derivato acetilico dell’acido salicilico; ha formula HOOCC6H4OCOCH3 ed è noto con il nome commerciale di aspirina , uno dei farmaci di più largo consumo nel mondo, usato come analgesico, antireumatico, antipiretico. Si prepara acetilando l’acido salicilico (con anidride acetica, cloruro d’acetile ecc.). Si presenta in cristalli bianchi di sapore acidulo, con punto di fusione di 135 °C; s’idrolizza dando acido acetico e salicilico: l’idrolisi è facilitata da un ambiente... Leggi
antidolorìfici, fàrmaci Sostanze in grado di sopprimere o mitigare il dolore. I farmaci più comunemente usati per combattere gli stati dolorosi appartengono a due categorie: gli a. antinfiammatori (per es. l'aspirina) e gli a. narcotici (per es. la morfina). Questi ultimi sono più potenti, ma generano dipendenza.... Leggi
Nome comune a vari processi infiammatori o degenerativi – acuti o cronici – dello stomaco. Si distinguono tre gruppi di g.: erosive ed emorragiche, croniche aspecifiche, specifiche. Le g. erosive ed emorragiche sono di solito diagnosticate endoscopicamente in pazienti che presentano un sanguinamento gastrointestinale. Le forme erosive presentano più lesioni superficiali della mucosa; quelle emorragiche petecchie o strisce rosse, senza lesioni di continuo della mucosa... Leggi
Composti chimici che per idrolisi si decompongono in un acido (organico o inorganico) e in un alcol. Nel caso in cui l’acido sia un acido carbossilico la loro formula generale è: [1]dove R1 è il residuo alchilico (o arilico, nel caso degli acidi benzoici) dell’acido ;R1−COOH, mentre R2 è il radicale alchilico (o arilico, nel caso dei fenoli) dell’alcol R2−OH. Gli e. organici sono nominati aggiungendo alla radice del nome dell’acido la desinenza -ato e facendo seguire il nome del radicale: acetato di etile, CH3COOC2H5; salicilato di etile, C6H4(OH)COOC2H5 ecc. Gli e... Leggi
Ossiacido, di formula C6H4(OH)(COOH), derivabile dall’acido benzoico per sostituzione dell’idrogeno in posizione orto al carbossile con un gruppo ossidrilico; fu estratto nel 1830 dalla salicina ed è stato sintetizzato la prima volta nel 1874.L’acido s. è contenuto allo stato libero nella pianta, nei frutti e nelle radici di Spiraea ulmaria, nei tulipani, nei giacinti, nelle violette, nell’uva, nelle fragole, come pure, sotto forma di estere metilico, in diverse piante... Leggi
Sindrome caratterizzata dall’esordio improvviso di un deficit neurologico focale di durata superiore a 24 ore e di origine vascolare (ingl. stroke). Si definisce invece attacco ischemico transitorio (TIA, transitory ischemic attack) un deficit neurologico focale di durata inferiore a 24 ore (➔ ischemia). 1. EpidemiologiaIn Italia, l’incidenza di i. cerebrale è di 100.000 nuovi casi all’anno. Nei paesi industrializzati, la prevalenza è stimata a circa 600 per 100.000 abitanti... Leggi
Scienza che si occupa dello studio del cuore, in condizioni normali o patologiche.1.Diagnostica1.1 Evoluzione dei mezzi diagnostici. - L’esame clinico delle condizioni cardiocircolatorie si limitava in passato all’ispezione, alla palpazione e alla delimitazione percussoria dell’aia cardiaca, all’ascoltazione dei toni e rumori cardiaci – direttamente o mediante stetoscopio – e al rilievo dei caratteri del polso, giovandosi tutt’al più di strumenti relativamente semplici, quali il cardiografo, lo sfigmografo e, solo più tardi, lo sfigmomanometro... Leggi
In medicina, incapacità da parte dell’organismo di assumere determinate sostanze (farmaci o alimenti), senza che si manifestino reazioni di tipo allergico. Si distinguono i. da farmaci , causate più frequentemente dagli analgesici (aspirina ecc.), dagli antibiotici (sulfamidici ecc.) e dai mezzi di contrasto iodati utilizzati in radiologia, e i. alimentari , che riguardano i componenti alimentari (tra le più diffuse l’i. al lattosio e l’i. al glutine).... Leggi
Anidride di formula (CH3−CO)2O. Si presenta come un liquido incolore, mobile, di odore pungente che bolle a 139 °C. Combinandosi con l’acqua dà l’acido acetico. Si prepara su larga scala ossidando l’aldeide acetica con aria in presenza di un catalizzatore o facendo assorbire chetene in acido acetico. Si usa nella preparazione di acetati (fibre e film fotografici derivati dalla cellulosa), prodotti farmaceutici (aspirina) e altro.... Leggi
Compagnia fondata da F. Bayer e J.F. Weskott nel 1863, sotto la denominazione di Friedrich Bayer et Co., a Wuppertal. Ha assunto la denominazione attuale nel 1972. L’attività riguarda prevalentemente il settore chimico e, in particolare, la produzione di materiali sintetici, coloranti, fibre tessili, farmaceutici, fertilizzanti, insetticidi e materiale fotografico. Ha ideato e lanciato prodotti come l’aspirina (1899), gli anticrittogamici (1915), gli antitarmici (1922... Leggi
Scienza che si propone lo studio dei farmaci e delle leggi secondo le quali si svolgono i fenomeni indotti da tali sostanze nell’organismo. 1. La f. e i suoi scopi terapeuticiTra i compiti della f. rientrano: lo studio delle modificazioni funzionali prodotte da qualunque sostanza attiva; l’individuazione delle leggi che regolano gli effetti funzionali e biochimici dei farmaci (➔ farmacocinetica) anche a livello ultrastrutturale (f... Leggi
ASPIRINA. - Acido acetilsalicilico C6H4 (O•C2H3O)•COOH. Ha la seguente formula di costituzione:È un prodotto sintetico che si ottiene riscaldando a 92° l'acido salicilico con anidride acetica, in presenza di piccole quantità di acido solforico concentrato. L'eterificazione si fa anche con cloruro di acetile, ma è sempre incompleta, anche se fatta a caldo; aggiungendo una base terziaria, ad es. la piridina. l'eterificazione avviene facilmente.Il prodotto della reazione si lava con poca acqua. Leggi
PROSTAGLANDINE(App. IV, III, p. 75)Le p. (P o PG) costituiscono un gruppo di sostanze che si caratterizza per un'azione regolatrice su alcune funzioni metaboliche cellulari correlate all'attività dell'adenilciclasi (v. oltre). La struttura molecolare delle p. deriva da quella dell'acido prostanoico, per l'inserimento di qualche doppio legame e di gruppi ossidrilici o chetonici. Nella denominazione delle singole p. il numero (2) indica i doppi legami presenti e il suffisso α o β la posizione sterica dei costituenti. In questa rassegna vengono prese in considerazione le p. Leggi
IatropatologiaCon il termine iatropatologia si intende l'insieme dei quadri morbosi causati, direttamente o indirettamente, dall'intervento del medico.In questi ultimi decenni numerosi sono stati i progressi compiuti dalla medicina sia nel campo diagnostico sia in quello terapeutico, con conseguenti sostanziali benefici per lo stato di salute degli individui che di tale progresso hanno potuto beneficiare. Leggi
SALICILICO, ACIDO. - È l'acido orto-ossibenzoico.Dei tre acidi ossibenzoici (orto-meta-para) è il più importante, sia dal lato scientifico, sia per le applicazioni terapeutiche e industriali (materie coloranti, profumi, conservazione di cibi e bevande, conceria). L'ottenne per primo R. Piria (1838) dalla salicina (glucoside del salice, donde il suo nome). Il Kolbe e Lautemann ne dimostrarono la costituzione (1860) e lo prepararono per sintesi. Leggi
ANTIPIRETICI (dal gr. ἀντί "contro" e πυρετός "febbre"). - Si dicono antipiretici, od antitermici, quei rimedî che servono ad abbassare la temperatura abnormemente aumentata. Perciò la febbre è il sintomo cui questi farmaci si oppongono. Già da tempo antico troviamo fatta menzione di tali sostanze; così nei libri della collezione ippocratica sono notate molte formule frigefactoriae consistenti in acqua melata, tisane e decotti d'orzo.L'origine della febbre fu pure oggetto di lunghe discussioni. Leggi
EMOPATIE(XIII, p. 932)Con il termine generico e. indichiamo tutte quelle patologie che colpiscono il sistema emopoietico. In questa sede ci limiteremo a descrivere brevemente alcune delle e. che si riscontrano nella pratica medica.Le e. possono interessare l'eritropoiesi, la granulocitopoiesi, la trombocitopoiesi e la linfocitopoiesi. In modo molto schematico, tenendo conto di quanto detto sotto emopoiesi (v. in questa Appendice), le e. Leggi
Reazioni da farmaciLa farmacologia ha lo scopo di individuare le caratteristiche delle molecole studiate per definirne le proprietà terapeutiche e determinare con buona approssimazione la risposta individuale al prodotto commercializzato. La farmacologia molecolare, le indagini di genetica, la farmacodinamica e un approccio su vasta scala nella sperimentazione attraverso trials clinici hanno permesso di introdurre prodotti di alta efficacia e dei quali si ha sufficiente conoscenza per limitarne gli effetti collaterali. Leggi
FARMACOLOGIA (XIV, p. 818; App. II, 1, p. 903; III, 1, p. 591). - L'espansione degl'interessi della f. agli aspetti sia conoscitivi sia applicativi dell'azione dei farmaci ha comportato lo sviluppo di distinti settori di studio con metodologie e tecniche d'indagine loro proprie come la farmacodinamica, rivolta all'esame degli effetti funzionali e biochimici dei farmaci, la f. Leggi
Cardiologia(App. V, i, p. 504)Negli ultimi due decenni si è avuto un rapido progresso nell'ambito della conoscenza e della cura delle malattie che coinvolgono il cuore e l'intero apparato cardiovascolare; infatti si registra un notevole miglioramento della prognosi dei soggetti colpiti nella maggioranza delle diverse manifestazioni di queste diffuse patologie. Leggi
VANE, John RobertChimico-farmacologo britannico, nato a Tardebigg (Worcestershire) il 29 marzo 1927. La sua attività professionale ha avuto inizio negli Stati Uniti presso la Yale University, dove nel 1953 divenne assistente della cattedra di Farmacologia. Ritornato in Inghilterra, è divenuto professore di Farmacologia sperimentale presso il Royal College of Surgeons di Londra (1966-73). Successivamente è stato direttore dei Laboratori di ricerca della Wellcome Foundation di Londra (1973-85) e del William Harvey Research Institute (dal 1986). Leggi