4 risultati
Bàlaam (ebr. Bil‛ām) Nella Bibbia, indovino arameo al quale Bālac , re di Moab, chiede di scacciare con la magia della parola gli Ebrei penetrati nel suo territorio. Partito, B. è ammonito da un angelo e ispirato da Yahweh, e quando giunge in vista dell’accampamento d’Israele, anziché maledirlo lo benedice. Leggi
Pittore e incisore (Leida 1606 - Amsterdam 1669). Figlio del mugnaio Harmen Gerritszoon van Rijn, penultimo di nove figli, R. fu mandato nel 1615 alla scuola latina di Leida, ma, dopo aver passato le prove per l'ammissione all'università, abbandonò gli studî (1619) per entrare come apprendista nella bottega del pittore Jacob van Swanenburgh (1571-1638), artista modesto ma a conoscenza dell'arte romana e napoletana contemporanea. Nel 1624, recatosi ad Amsterdam, entrava per soli sei mesi nella bottega di P... Leggi
(ebr. Ba‛al Pĕ‛ōr) Divinità cananea, rappresentata in forma fallica, e dal culto licenzioso. Come altri tipi di Baal, il suo nome è composto con il toponimo del luogo dove si esercita la sua signoria (Peor, altura di Moab). Il suo ricordo è connesso con la missione di Balaam presso gli Israeliti (Giosuè 13, 22).... Leggi
Poeta e drammaturgo ebreo polacco (Varsavia 1893 - ivi 1937). Vissuto per due anni in Palestina (1930-32), ritornò a Varsavia dove insegnò letteratura ebraica. Nelle liriche (El ha-malkā "Alla regina", 1920; Nedūdīm "Vagabondaggi", 1921), così come nei drammi (Yĕrīḥō "Gerico", 1920; Bil῾ām "Balaam", 1928-29; Ṣōr wi-Yĕrūshālayim "Tiro e Gerusalemme", 1930), S. si è ispirato a tematiche bibliche. Il linguaggio e una scarsa tensione drammatica nell'azione hanno... Leggi
BALAAM (ebraico Bil‛am; i Settanta βααλάμ, Giuseppe Flavio Βάλαμος). - Figlio di Beor, è il protagonista di un caratteristico episodio avvenuto durante gli ultimi tempi della dimora degli Israeliti nel deserto, allorché, risalendo lungo le rive orientali del Mar Morto e del Giordano, si accingevano ad entrare in Palestina. La parte principale dell'episodio è contenuta nella lunga narrazione del libro dei Numeri, XXII-XXIV, la quale anche letterariamente ha un'importanza particolare per i carmi. Leggi
NUMERI. - È il quarto libro del Pentateuco e della Bibbia, così detto per una servile traduzione, passata in quasi tutte le lingue, del titolo'Αριϑμοί, che porta nella versione greca dei LXX e che meglio si tradurrebbe "censimenti", dai varî censimenti riferiti nei primi capitoli. Gli Ebrei lo chiamano dalla prima parola Wayedabber ("E disse"), o più acconciamente dal contenuto bamidbar ("nel deserto"); narra infatti gli avvenimenti di quasi quarant'anni passati dal popolo ebreo nel deserto, inserendovi alcuni gruppi di leggi, come fa l'Esodo, di cui può dirsi la continuazione. Leggi
LUQMĀN. - Personaggio leggendario dell'Arabia preislamica. Tradizioni risalenti al paganesimo arabo ne facevano un uomo straordinariamente longevo (mu ammar) e raccontavano delle sue gesta, messe in rapporto con la mitica gente di ‛Ād cui avrebbe appartenuto, e che, secondo il Corano, fu sterminata da Dio per empietà. Maometto, in alcuni versetti da cui prende il titolo di L. la XXXI surah del Corano (11-12, 15-18), lo ricorda come un antico saggio ispirato da Dio. Questo accenno coranico fu sviluppato dai commentatori; a poco a poco la figura di L. Leggi
MALEDIZIONE (dal lat. maledictio; fr. malédiction; sp. maldición; ted. Verfluchung; ingl. curse). - È propriamente una parola o frase o formula, eventualmente accompagnata da un gesto o atto (come l'additare, lo scagliare un sasso, lo sputare in direzione di qualcuno), con cui si vuole recare danno a qualcuno, procurargli realmente il male espresso verbalmente nella maledizione. Siamo, con ciò, in piena magia (magia della parola). Leggi
AMALECITI (ebraico ‛Ămālēq[ī]; la Vulgata come nome di popolo Amalec, come nome di persona Amalech). - Tribù nomade di razza probabilmeme araba, dimorante nel deserto della Palestina meridionale, a sud del Negeb e della penisola sinaitica centrale (l'odierno et-Tih). Leggi
MANFREDONIA (A. T., 27-28-29). - Cittadina della provincia di Foggia (da cui dista 38 km.), sull'Adriatico, in fondo al golfo dello stesso nome, ai piedi del promontorio garganico. È l'unico sbocco marittimo del Tavoliere di Puglia e dei paesi del Gargano meridionale. Ha vie rettilinee e un buon porto. Negli ultimi settant'anni la popolazione del comune (che abbraccia pure la frazione di Zapponeta, presso il lago di Salpi) si è più che raddoppiata: fu di 7812 ab. nel 1861 ed era di 18.591 nel 1931. Gli abitanti sono dediti all'agricoltura e alla pesca. Il territorio comunale, vastissimo (kmq. Leggi
MOAB e MOABITI (ebraico Mō'āb; stele di Mesa M'B; i Settanta Μωάβ e Μωαβῖτις; Volgata Moab). - Nome antico del territorio che si estende a oriente del Mar Morto, e del popolo che vi abitava; il cui capostipite secondo il racconto biblico nacque da un incesto di una figlia di Lot con suo padre, come avvenne per il capostipite degli Ammoniti (v.). Leggi
BAAL (ebraico ba‛al). - Appellativo comune della divinità maschile presso i Semiti, e spesso anche nome proprio di essa.Il nome comune ba‛al si trova usato in semitico in varie accezioni dell'idea fondamentale di "possessore"; così troviamo, per es. nell'ebraico biblico, il baal d'una casa, d'una cisterna, d'un campo, d'un bove; inoltre, il baal d'una donna, cioè il manto di essa; al plurale i baalim d'una data città, cioè i principali suoi cittadini. È anche usato in altre frasi esprimenti il possedimento di personali quatità, fisiche o morali.Concetto di B. Leggi
APOCALISSE (gr. 'Αποκάλυψις 'Ιωάνου; lat. Apocalypsis S. Johannis; fr. Apocalypse de S. Jean; ted. Johannis Offenbarung; ingl. Revelation of S. John). - Il titolo, giustificato dal contenuto e dal "genere" di letteratura religiosa a cui appartiene (v. apocalittica, letteratura) significa "Rivelazione". L'epiteto di "canonica", con cui si trova spesso unita, serve a distinguerla da altre opere simili. È una delle ventisette opere che costituiscono il Nuovo Testamento.La tradizione. Leggi
REMBRANDT (Rembrandt Harmenszoon van Rijn o van Rhijn). - Pittore ed acquafortista. Il nome sotto il quale il pittore è universalmente noto e con cui ha sempre firmato i suoi quadri, è quello di battesimo; "Van Rijn" più di un cognome è l'indicazione della casata. Il grande maestro nacque a Leida il 15 luglio 1606, morì ad Amsterdam il 4 ottobre 1669. Era il figlio più giovane del mugnaio Harmen Gerritsz (onde è detto Harmenszoon), uomo piuttosto benestante, proprietario del mulino a vento "de Rijn" (il Reno) a Leida. Il padre lo destinava agli studî umanistici ed il 20 maggio 1620 il R. Leggi