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1. Origine, diffusione e specializzazione storiografica del termine Il termine classicismo, che appare all’inizio dell’Ottocento, deriva dell’aggettivo sostantivato classico, a sua volta prosecuzione del lat. classicus, nell’accezione di «autore eccellente, da imitare». Precoci attestazioni di classicismo, e del connesso classicista, si trovano, senza connotazioni negative, nell’Epistolario foscoliano (Foscolo 1970: VII, 2078 e 2303)... Leggi
1. Preistoria e denominazione del vocabolario Il vocabolario è uno dei pochi prodotti culturali che si siano sviluppati in autonomia in epoca moderna (cfr. Auroux 1992: 33). È vero che dizionari e glossari esistevano già in epoca classica, simili a summae erudite e disomogenee, e che possono considerarsi opere lessicografiche anche le enciclopedie medievali di Isidoro di Siviglia (VI-VII sec.) o di Rabano Mauro (VIII sec.)... Leggi
1. Carattere di una storia L’italiano di oggi ha ancora in gran parte la stessa grammatica e usa ancora lo stesso lessico del fiorentino letterario del Trecento. Nella Divina Commedia, a cominciare dal I canto dell’Inferno, un italiano pur sprovvisto di cultura letteraria può leggere molti versi prima di trovare una parola che non capisce: la loro forma è quasi sempre quella attualmente in uso e quando non lo è, come esta del v. 5 o intrai del v. 10, l’equivalente moderno è facilmente ricostruibile... Leggi
1. Il territorio L’area umbro-marchigiana, anche a causa della sua conformazione geografica, è stata interessata da vicende storiche piuttosto complesse, sebbene la geografia non le abbia assegnato confini naturali rigidamente determinati, rendendola anzi – grazie alla direttrice adriatica e a un asse di primaria importanza come il bacino del Tevere e le valli dei suoi affluenti – uno «spazio aperto» (Mattesini 1992: 507-508), nonché uno degli snodi principali sia nei collegamenti nord-sud, sia in quelli fra i due versanti della Penisola... Leggi
1. Definizione Con il termine origini ci si riferisce convenzionalmente alla fase aurorale delle lingue romanze (o neolatine), quando testi (o frammenti di testi) scritti in volgare cominciarono a essere conservati su un supporto capace di perpetuarne la memoria (pergamena, pietra, intonaco). La lingua delle origini, pertanto, è la lingua volgare o, meglio, il complesso delle lingue volgari nelle quali questi testi sono scritti... Leggi
1. Definizione La maiuscola (dal diminutivo del lat. maius «maggiore») o lettera grande è una lettera che si rende più visibile rispetto alle altre attraverso la maggiore dimensione e con altre forme di enfasi grafica (come decorazioni e spostamento rispetto al corpo del testo). La maiuscola (un tempo detta anche littera notabilior «lettera più importante») è in uso sin dall’antichità in primo luogo per segnalare l’inizio di una frase o di un periodo, ma anche come iniziale di nomi propri e di parole di particolare rilievo. Il suo impiego è stato oscillante per secoli... Leggi
1. Definizione La punteggiatura (lat. interpunctio) è un sistema di segni convenzionali impiegato nello scritto per segnalare le relazioni logiche e sintattiche tra le diverse parti della frase, le pause della lettura e rendere più chiaro il significato complessivo del testo... Leggi
1. Definizione di Bruno Moretti Il termine mistilinguismo è usato correntemente come sinonimo di plurilinguismo sia per i casi in cui in una comunità sono presenti due o più lingue, sia per i discorsi prodotti da un parlante, in una stessa situazione, in cui compaia più di una lingua. Negli studi letterari il termine è impiegato per designare un testo caratterizzato dalla commistione di lingue o, anche, di stili e registri differenti (vedi oltre)... Leggi
1. Delimitazione del campo La retorica è, assieme alla grammatica, la più longeva disciplina che studi il linguaggio e il suo uso. Proprio per questa ragione, ogni tentativo di ricostruirne le vicende storiche, oltre che essere arduo, deve fare i conti con la concezione corrente della disciplina che la associa all’idea di discorsi ampollosi e stantii. Per questa ragione, la retorica è stata spesso confusa con l’insieme delle mosse linguistiche artefatte per persuadere il pubblico... Leggi
quantità, avverbi di 1. Definizione Gli avverbi di quantità sono ➔ avverbi che esprimono in modo indefinito una quantità, sia essa numerabile o no. Essi aggiungono all’elemento che modificano un’informazione concernente la misura di una grandezza, di cui non forniscono indicazione precisa... Leggi
1. Definizione I verbi sintagmatici sono verbi polirematici (cioè composti da più elementi; ➔ polirematiche, parole) come andare giù, tirare su, venire fuori, mettere sotto, ecc., che hanno la struttura verbo + particella. Il verbo è di solito un verbo di movimento (➔ movimento, verbi di), la particella un avverbio locativo (➔ avverbi). In generale, la particella locativa indica la direzione del movimento codificato dal verbo: andare su «salire», andare dentro «entrare»... Leggi
1. Il territorio Malgrado il suo nome antico (che fu recuperato solo in età rinascimentale, riferito a una subarea della regione attuale, così chiamata dopo l’Unità), il Lazio è una regione dalla fisionomia piuttosto recente... Leggi