1. Jankelevitch, Vladimir

    Jankélévitch, Vladimir Filosofo francese (Bourges 1903 - Parigi 1985). Insegnò filosofia morale dapprima all’univ. di Lilla e poi (dal 1952) alla Sorbona. Il suo pensiero analizza la dimensione morale dell’esistenza, soffermandosi in partic. sul tempo, sulla morte, sull’amore e sulla coscienza morale, di cui la filosofia deve insegnare ad accettare la natura paradossale. In questo ambito si collocano opere come Le mal (1947; trad. it. Il male); La mauvaise conscience (1933; trad. it. La cattiva coscienza); L’ironie ou la bonne conscience (1936; trad. it... Leggi

  2. Teocrito di Chio

    Retore e sofista (4° sec. a.C.). Della sua vita e opera poco è noto, fuorché la netta ostilità alla politica della Macedonia e ai suoi re. In tal senso egli attaccò, in un epigramma giunto sino a noi, Aristotele, accusandolo di tradire, per servile calcolo presso il re Filippo, gli ideali dell’Accademia platonica; analogo atteggiamento egli tenne di fronte ad Alessandro, presso il quale fu posto anche in cattiva luce dal suo avversario politico, lo storico Teopompo. Il rancore dei nemici da lui offesi finì con il causare la rovina di T... Leggi

  3. Adiaforia

    Dal gr. ἀδιαφορία («indifferenza»). Generale disposizione di spirito di chi, bastando a sé stesso, e non chiedendo nulla alla natura e agli uomini, non ha alcun motivo per giudicare gli eventi esterni del mondo buoni o cattivi, desiderabili o indesiderabili, e mantiene in ogni caso immutata la propria serenità e autosufficienza d’animo. L’a. è con ciò l’ideale etico del cinismo e dello stoicismo, e coincide per gran parte, nel suo contenuto, con l’apatia e l’atarassia epicuree.... Leggi

  4. Ab uno disce omnes

    Locuz. lat. («da uno conoscili tutti»). Nella logica formale, si denomina così il sofisma per cui da alcuni particolari forniti dall’esperienza si derivano proposizioni universali. Per es.: «Alcuni uomini sono cattivi, dunque gli uomini sono cattivi».... Leggi