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Il ruolo geopolitico del Caucaso La frontiera caucasica Per il Caucaso, così come per tutte le altre repubbliche postsovietiche, il 21° sec. è iniziato di fatto nel 1991. La dissoluzione dell’Unione Sovietica ha invero determinato non solo un radicale cambiamento politico e socioeconomico, ma anche la fine dell’inserimento dell’intero Caucaso in un’unica compagine statale – dapprima zarista, poi sovietica – che aveva rappresentato una fondamentale innovazione nella storia di questa regione... Leggi
L’edizione italiana dell’opera Ètnografiâ narodov SSSR: istoričeskie osnovy byta i kul´tury (1958), del geografo sovietico Sergej A. Tokarev, ha il titolo URSS. Popoli e costumi: la costruzione del socialismo in uno Stato plurinazionale (1969). Questa formulazione manifestava a chiare lettere l’ambizione della grande potenza di far convivere sul proprio territorio popoli e lingue assai diverse in uno spazio privo di barriere naturali che dall’Europa orientale raggiungeva le rive del Pacifico, estendendo le sue propaggini fino all’Irān e all’Afghānistān... Leggi
Crisi degli Stati, nazionalità ed etnie Il crollo del sistema sovietico nell’Europa centroorientale fra il 1989 e il 1991 ebbe effetti contraddittori. Il primo, accolto con grande soddisfazione dall’opinione pubblica occidentale, fu quello di ridare sovranità e libertà ad alcune nazioni europee che avevano fatto parte della sfera d’influenza sovietica: Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Albania... Leggi
La partita centroasiatica La regione centroasiatica, che qui considereremo composta dalle cinque repubbliche ex sovietiche di Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan e Turkmenistan (indicati collettivamente di seguito quali Nuovi Stati indipendenti, NSI), si presenta sulla scena mondiale del 21° sec. quale uno spazio critico, dove interessi strategici ed energetici attirano tutte le potenze che aspirano a far sentire la loro voce nell’ordine internazionale in transizione dall’equilibrio bipolare... Leggi
Nel primo decennio del 21° sec., la Russia postsovietica ha superato gli aspetti più incerti della sua transizione e ha consolidato i propri caratteri politici, economici e sociali sotto la guida di Vladimir Putin. La figura di Putin, presidente dal 2000 al 2008 e poi primo ministro, ha dominato la scena politica e ha impresso un’impronta fondamentale all’evoluzione del Paese, ancora legato a una tradizione di estrema personalizzazione del potere... Leggi
L’espressione guerre dimenticate si è affermata nel vocabolario politico-giornalistico italiano nei primi anni del 21° sec. e contiene in sé una connotazione polemica: dimenticate sono le guerre di cui non si parla, conflitti che ricevono poca o distratta attenzione dall’opinione pubblica e dai media di un Paese europeo occidentale come l’Italia. La cronaca d’inizio secolo è stata segnata da almeno due guerre ‘celebri’ seguite con grande attenzione e passione dai media di tutto il mondo: la guerra in Afghānistān nell’autunno 2001 e l’invasione dell’Irāq nella primavera 2003... Leggi
Tra l’11 settembre 2001 e il settembre 2008 si è consumato il tentativo di centrare il mondo su un unico polo di potenza, gli Stati Uniti d’America. L’attacco terroristico alle Twin Towers e al Pentagono, e poi la crisi finanziaria che dall’America si è diffusa ovunque, con pesanti quanto diverse conseguenze sulle economie di tutto il mondo, sono due pietre miliari destinate a segnare i libri di storia... Leggi
Il nuovo secolo si è aperto per il continente africano all’insegna dell’African renaissance, la rinascita africana promossa dal presidente sudafricano Thabo Mbeki durante le assisi dell’African renaissance conference di Johannesburg nel 1998... Leggi
La svolta di fine secolo Fra il 1999 e il 2000, alla vigilia del nuovo secolo, grazie a un’incalzante sequenza di avvenimenti verificatisi in alcune repubbliche eredi della Iugoslavia, i protagonisti delle guerre di secessione degli anni Novanta uscirono per sempre dalla scena politica... Leggi