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cèllula staminale Cellula che ha una elevata capacità di differenziarsi in qualsiasi altro tipo di cellula. Durante la formazione dell'embrione, dalle divisioni dello zigote si formano cellule totipotenti (c.s. embrionali o ES, Embrionic stem), che hanno cioè la possibilità di differenziarsi dando origine a qualsiasi cellula del corpo. Progressivamente le c.s. embrionali diventano sempre più differenziate e costituiscono le c.s. somatiche, il cui compito è quello di produrre le cellule mature... Leggi
Affezione del tessuto emopoietico caratterizzata dalla proliferazione anomala della cellula staminale, cioè della cellula non ancora differenziata e con molte potenzialità. 1. Caratteri generaliLa trasformazione neoplastica della cellula staminale provoca l’alterazione dei meccanismi che ne regolano la proliferazione e la differenziazione, con conseguente deficit di maturazione della progenie... Leggi
Si dice di cellula staminale che, non essendosi ancora differenziata, può evolvere in qualunque tipo di cellula dell’organismo (➔ staminale).In botanica, di cellula o di gruppo di cellule aventi la capacità, in adatte condizioni, di ulteriore sviluppo, nel senso che può dare origine ad altre cellule e quindi a tessuti indifferenziati, o a organi, o addirittura a una pianta intera; la cellula t. si comporta dunque come una cellula germinale (zigoto o spora). Tale capacità è evidente... Leggi
Cellula capostipite della serie piastrinica, derivante dalla cellula staminale, voluminosa, con nucleo nucleolato tondeggiante o polimorfo. I m. si osservano nel midollo osseo, se sono in circolo hanno significato patologico. Megacariocito Cellula della serie piastrinica di notevoli dimensioni (diametro fino a 100 μm), che deriva dal m. e dà origine alle piastrine. Il nucleo è plurilobato e il citoplasma è basofilo negli elementi meno maturi (promegacariociti ) e ossifilo nei... Leggi
(o ematopoiesi) Il processo di produzione delle cellule del sangue. A tale funzione, durante la vita extrauterina, è preposto fondamentalmente il midollo rosso delle ossa (e. midollare ); in minore misura il tessuto linfoide e, secondo alcuni, il tessuto reticoloendoteliale, distribuito in tutto l’organismo. Nelle prime fasi dello sviluppo embrionale, prima ancora della formazione del fegato, all’e. provvedono particolari cellule mesenchimali delle pareti vascolari (e. preepatica ). In un secondo tempo partecipa anche il fegato (e... Leggi
In biologia, si dice di cellula indifferenziata che può agire da precursore di un clone di cellule differenziate, ma che mantiene la capacità di autorinnovarsi per produrre altre cellule s. identiche. 1. Cellule s. embrionali e dell’adultoDurante la formazione dell’embrione, si generano le cellule s. embrionali (ESC, embrionic stem cells). Inizialmente sono cellule totipotenti, hanno cioè la possibilità di differenziarsi producendo qualsiasi cellula del corpo; progressivamente... Leggi
In biologia, cellula staminale gliale dalla quale derivano le cellule ependimali e i glioblasti. Spongioblastoma Tumore del sistema nervoso costituito da elementi gliali morfologicamente simili agli spongioblasti.... Leggi
Processo di formazione e maturazione delle cellule del sangue; si svolge nel midollo osseo dalla cellula staminale pluripotente. Nel periodo embrionale avviene anche nel fegato e nella milza (m. extramidollare ).... Leggi
Tipo di cellula prodotta dal tessuto linfoide che passa nel sangue, di cui rappresenta la forma matura di uno dei 3 tipi di elementi corpuscolati della serie bianca (➔ leucocito). I l. svolgono un ruolo primario nella risposta immunitaria e presentano diverse funzioni nel controllo della risposta all’antigene (➔ immunità). Si possono riconoscere due grandi sottopopolazioni linfocitarie: l. T (che maturano nel timo), responsabili della immunità cellulare; l... Leggi
Energia che si propaga per onde (r. ondulatoria ) o per corpuscoli (r. corpuscolare ) e anche il fenomeno stesso dell’emissione, dell’irradiamento di tale energia (r. di una sorgente, r. di un’antenna, diagramma di r.). fisicaTipiche r. ondulatorie sono le r. sonore, tipiche r. corpuscolari le r. alfa, beta ecc. La r. elettromagnetica (in particolare la r. luminosa), che può essere descritta come la propagazione sia di onde elettromagnetiche, sia di fotoni (corpuscoli con massa nulla), è classificabile come r. ondulatoria o come r... Leggi
Liquido organico, opaco, viscoso, di colore rosso che, sotto l’impulso dell’attività cardiaca, circola nell’apparato cardiovascolare (cuore, arterie, capillari, vene), distribuendosi in tutti i distretti dell’organismo ed esplicando fondamentali funzioni metaboliche. biologia e medicina1. CaratteristicheIl s. è un tessuto con sostanza intercellulare liquida, in cui sono immersi gli elementi cellulari. Proprietà essenziale del s... Leggi
In immunologia clinica, sigla di severe combined immunodeficiency disease, usata per indicare una malattia congenita inquadrata nell’ambito dei difetti primitivi del sistema immunitario che, senza adeguate misure protettive, risulta fatale durante l’infanzia, a causa del prevalere di gravi infezioni. I pazienti possono essere raggruppati in due categorie: con difetto dei linfociti T e B, e con normale o accresciuto numero di linfociti B, senza linfociti T... Leggi
EMOPATIE(XIII, p. 932)Con il termine generico e. indichiamo tutte quelle patologie che colpiscono il sistema emopoietico. In questa sede ci limiteremo a descrivere brevemente alcune delle e. che si riscontrano nella pratica medica.Le e. possono interessare l'eritropoiesi, la granulocitopoiesi, la trombocitopoiesi e la linfocitopoiesi. In modo molto schematico, tenendo conto di quanto detto sotto emopoiesi (v. in questa Appendice), le e. Leggi
EMOPOIESICol termine e., o ematopoiesi (dal greco α`ιμα, "sangue", e ποίηϚιψ, "produzione"), viene indicata la complessa funzione dell'organismo umano che consente un costante rinnovamento e una conseguente continua produzione degli elementi figurati del sangue, cioè degli eritrociti (o globuli rossi), dei leucociti (o globuli bianchi, che si distinguono in granulociti, monociti e linfociti) e dei trombociti (o piastrine). Leggi
TESSUTO(XXXIII, p. 703)Biologia. Il termine t. è usato in istologia, anatomia microscopica e in genere in biologia per definire raggruppamenti di cellule che svolgono la stessa funzione. Il livello di conoscenza delle caratteristiche morfologiche dei t. e il modo di classificarli sulla base dello sviluppo embrionale e della funzione che svolgono non hanno subito modificazioni di rilievo negli ultimi decenni. Rimane pertanto attuale la classificazione dei t. Leggi
Clonazione(App. V, i, p. 662)Definizione e fondamentiMentre la c. è la produzione asessuale di copie geneticamente identiche di un organismo vivente, l'espressione 'clonazione molecolare' o del DNA è spesso usata come sinonimo di ingegneria genetica (v. in questa Appendice): permette la comparsa di copie di specifiche sequenze di DNA introdotte in cellule viventi. Una procedura che porta a risultati simili, ma in vitro, è la PCR (Polymerase Chain Reaction). Leggi
Embrione umanoL'embrione è un'entità biologica che ha inizio con la fecondazione di un ovocito (gamete femminile) da parte dello spermatozoo (gamete maschile). Il processo di fecondazione si attua con una sequenza coordinata di eventi, che ha luogo nella tuba uterina al momento del contatto tra i due gameti per portare alla formazione di una unità biologica distinta e nuova, chiamata inizialmente zigote, con un corredo cromosomico completo costituito, nell'uomo, da 23 coppie di cromosomi. Leggi
Staminali, celluleGeneralità, funzioni, definizione e proprietàLe c. s. sono cellule altamente immature, capaci di autorinnovarsi e differenziarsi dando origine a uno o più tipi di cellule strutturalmente e funzionalmente mature. È necessario distinguere almeno due categorie principali di c. s., quelle embrionali e quelle somatiche. Le prime si trovano esclusivamente negli embrioni a stadi di sviluppo molto precoci - in particolare allo stadio di blastocisti - e si estinguono con il progredire dello sviluppo embrionale. Leggi
BIOTECNOLOGIACon il termine b. dev'essere inteso, nel senso più ampio, qualsiasi processo produttivo che preveda l'utilizzo di agenti biologici, cellule o loro prodotti. Si tratta di una disciplina applicativa, caratterizzata dall'integrazione di conoscenze e tecniche appartenenti a varie scienze di base quali microbiologia, chimica, biochimica, genetica, immunologia. Essa ha origini molto antiche: basti pensare alle tecnologie fermentative applicate da millenni nella produzione di alimenti e alle tecniche di selezione e reincrocio utilizzate in agricoltura e in zootecnia. Leggi
Tumore (XXXIV, p. 474; App. II, ii, p. 1030; III, ii, p. 990; IV, iii, p. 693; V, v, p. 592)Basi molecolari dell'oncologia: oncogeni e antioncogeniIn questi ultimi anni, notevoli progressi sono stati compiuti nell'ambito dell'oncologia sperimentale e dell'oncologia clinica. Non essendo possibile esporre in poche pagine i molteplici aspetti di questo sviluppo, vengono esaminati nella presente voce i dati di più immediato interesse nell'ambito della patogenesi, della diagnostica, della prognosi e della terapia delle neoplasie umane. Leggi
Immunopatologia(App. V, ii, p. 622)Gli aspetti più rilevanti nell'ambito dell'immunologia hanno riguardato, negli anni Novanta, varie malattie, con una migliore definizione sia della patogenesi sia dei meccanismi di controllo che regolano le alterazioni della risposta immunitaria in modelli sperimentali e in clinica. Aree di ricerca che hanno ricevuto particolare impulso sono: immunodeficienze congenite; reazioni di ipersensibilità (malattie allergiche); malattie autoimmuni. Leggi
TrapiantiGeneralitàNel campo delle scienze mediche uno dei progressi più consistenti del 20° sec. è rappresentato dai t. d'organo. Con il termine trapianto si indica la sostituzione chirurgica di un organo malato con uno sano; ciò avviene con l'esecuzione di anastomosi vascolari arteriose e venose, al contrario dell'innesto che non prevede anastomosi vascolari. Il t. è ortotopico quando l'organo sano viene trapiantato nella stessa sede di quello nativo; al contrario, eterotopico se l'organo sano viene trapiantato in una sede diversa da quella anatomica (per es., rene, pancreas ecc.). Leggi