1. Cerbero

    (gr. Κέρβερος) Favoloso cane della mitologia greca, custode dell’entrata dell’Ade. Compare per la prima volta nella Teogonia esiodea, dove è detto figlio di Tifone e di Echidna, fratello dell’Idra di Lerna fornito di 50 teste (poi comunemente tre). Fu trascinato una volta sulla Terra da Eracle. Nel culto, l’elemento rituale più connesso con C. era la focaccia di miele che si dava ai morti perché la offrissero al portiere dell’Ade. Dante fa di C. una fiera mostruosa e sozza che vigila sui golosi del 3° cerchio dell’Inferno e li tortura. Leggi

    cerbero si trova anche nelle opere:
    Enciclopedia Dantesca (1970)

    Favoloso mostro a tre teste della mitologia greca, figlio di Tifeo e di Echidna, posto a guardia dell'Ade

    Enciclopedia dell' Arte Antica (1959)

    Mostro custode dell'Ade, che la pittura vascolare e la tradizione ci hanno tramandato nella figura di cane con più teste. La più antica menzione di C. è in Esiodo (Theog

    Enciclopedia Italiana (1931)

    Una delle fantastiche figure dell'oltretomba dei Greci antichi (v. ade). C. è il cane che custodisce l'entrata dell'Ade, benevolo a chi entra, feroce ed aggressivo contro chiunque tenti di uscirne

  2. Tricefalia

    La caratteristica di avere tre teste, o di essere rappresentato con tre teste, propria di numerose divinità e figure mitiche di religioni diverse, testimoniata sia direttamente dall’iconografia, sia da notizie letterarie. La t. può essere stricto sensu, cioè figura con tre teste più o meno indipendenti; figura con tre facce separate aderenti a una sola testa; figura con tre facce unite in modo che ciascun occhio della faccia centrale sia parte delle due coppie di occhi delle facce laterali oppure sia l’unico occhio delle due facce laterali viste più o meno in profilo... Leggi

  3. Ade

    (gr. ῞Αδης) Tra gli antichi Greci, nome del dio regnante sulle regioni dell’oltretomba. L’etimologia del nome è controversa: già in antico lo si derivava da un ἀ- privativo e dalla radice ἰδ- «vedere»: A. sarebbe dunque l’«oscuro». Per estensione si chiama A. il regno dei morti nella concezione pagana. Figlio di Crono e di Rea, fratello di Zeus e di Posidone, A. partecipò con loro alla lotta contro i Titani e, dopo la vittoria e l’instaurazione del nuovo ordine di Zeus, ebbe in sorte il regno sotterraneo; tutore supremo dell’ordine della morte, A... Leggi

  4. Megara

    (gr. Μέγαρα) Mitica figlia di Creonte, re di Tebe, che la diede in moglie a Eracle quando l’eroe ebbe liberato Tebe dal giogo dei Mini. Secondo il mito trattato da Euripide nell’Eracle e da Seneca nell’Ercole furente, durante l’assenza dell’eroe sceso nell’Ade a prendere Cerbero, l’usurpatore Lico uccise Creonte e insidiò M. e i figli. Al suo ritorno Eracle uccise Lico ma poi, reso pazzo da Era, uccise i suoi figli e M. stessa. Secondo un’altra versione M. si salvò e sposò Iolao, figlio... Leggi

    Categoria: Mitologia
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  5. Echidna

    (gr. ῎Εχιδνα) Nella mitologia greca, essere femminile mostruoso: dalle anche in su era una bellissima fanciulla, per il resto un serpente colossale; figlia di Forcide e di Ceto. Dimorava in una grotta nel paese degli Arimi. In unione con Tifeo o Tifone generò Cerbero e Ortro (il cane di Gerione), l’Idra e la Chimera; con il figlio Ortro generò la Sfinge e il leone di Nemea. Mentre Esiodo la definisce immortale, secondo Apollodoro sarebbe stata uccisa da Argo.... Leggi

    Categoria: Mitologia
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  6. Stesìcoro

    Poeta lirico greco (fine del 7º-prima metà del 6º sec. a. C.), siciliano. Il suo nome, sembra, fu Tisia, ma fu chiamato Σιησίχορος, perché "ordinatore del coro". Visse quasi tutta la lunga vita a Imera, dove probabilmente era nato; sembra che esortasse i concittadini a contrastare le mire su Imera da parte del Falaride di Agrigento. Della sua vastissima produzione (26 libri di inni nella raccolta alessandrina) non ci sono rimasti che scarsissimi frammenti. Come Ibico, S... Leggi

  7. Servèto, Michele

    Filosofo, medico e riformatore religioso (Vilanova de Sixena, Aragona, 1511 - Ginevra 1553). Studente di diritto a Tolosa, si volse ben presto agli studî biblici, patristici e filosofici, venendo così a contatto con le opere degli autori della tarda scolastica (R. Holkot, P. d'Ailly) e con quelle di Erasmo e di L. Valla... Leggi

  8. Ercole

    (lat. Hercŭles) mitologiaPresso i Romani, nome dell’eroe greco Eracle, famoso per la sua forza. La figura di E. ha posto vari problemi all’indagine: in primo luogo se debba essere annoverato tra gli dei o tra gli eroi. Su questo punto le testimonianze antiche relative al suo culto appaiono contraddittorie... Leggi

  9. Bongiovanni da Cavriana

    Frate minore (1a metà sec. 13º); è autore di un poco originale poema latino in circa 1500 esametri rimati, Anticerberus, nel quale, nell'intento di strappare a Cerbero, cioè all'Inferno, le anime pericolanti, tratta delle verità cristiane, della fine del mondo e del giudizio finale, dell'Inferno e del Paradiso.... Leggi

    Categoria: Biografie
  10. Bòna, Giacomo

    Uomo politico e umanista (Ragusa 1469 - ivi 1543). Partecipò alla vita pubblica della sua città, di cui fu infine rettore. Nel 1513 dedicò a Leone X il poema Sub figura Herculis Christi praeludium (in una prima redazione intitolato De raptu Cerberi), e nel 1526 a Clemente VII l'altro De vita et gestis Christi.... Leggi

    Categoria: Biografie
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    leone x
  11. RISULTATI DALL'ENCICLOPEDIA ITALIANA

    • CERBERO

      CERBERO (Κέρβερος, Cerbĕrus). - Una delle fantastiche figure dell'oltretomba dei Greci antichi (v. ade). C. è il cane che custodisce l'entrata dell'Ade, benevolo a chi entra, feroce ed aggressivo contro chiunque tenti di uscirne. Conosciuto già da Omero, ma anonimo (Il., VII, 368; Odiss., XI, 623), comparisce per la prima volta col nome di Cerbero nella Teogonia di Esiodo (v. 311), dove è fatto figlio di Tifone e di Echidna. Leggi

    • CERBERA

      CERBERA. - Genere di piante della famiglia delle Apocinacee il cui succo è oltremodo tossico, donde il nome che allude al morso velenoso di Cerbero. Lo compongono 4 o 5 specie di piccoli arbusti a foglie alterne, allungate e a grandi fiori bianchi o rosei, che sono proprî delle Indie orientali, Madagascar, Formosa, Nuova Guinea, Nuova Caledonia, ecc. La più nota è la C. odollam Gaertn., pianta litoranea i cui frutti, atti a galleggiare, sono diffusi a grande distanza dalle correnti marine.. Leggi

    • PIRITOO

      PIRITOO (Πειρίϑοος, Pīrĭthous). - Figlio di Zeus e di Dia è un eroe tessalo noto specialmente per la lotta sostenuta insieme con i suoi Lapiti contro i Centauri. Le fonti più antiche parlano propriamente di una lotta contro i ϕῆρες che più tardi sono identificati con i Centauri. Da principio la lotta non scoppia in occasione delle nozze di Piritoo con Ippodamia, ma la leggenda più comune è precisamente questa, che P. e i Centauri, figli tanto l'uno quanto gli altri (per quanto il primo solo figlio putativo) di Issione, litigassero per l'eredità paterna; fatta la pace, P. Leggi

    • SERAPIDE

      SERAPIDE (Σέραπις, la forma Σάραπις è più antica ma meno frequente). - Divinità egizio-greca il culto della quale, istituito nei primordî dell'età tolemaica, dopo essere riuscito a penetrare nel mondo egiziano pur nelle forme ellenizzate, si diffuse e divenne popolare anche fuori della valle del Nilo e, più tardi, in quasi tutto il mondo romano. Varie e contrastanti sono le opinioni intorno alla sua origine e alla sua natura. Leggi

    • ADE

      ADE ('Αίδης o 'Αϊδωνεύς). - Nome col quale gli antichi Greci designavano la divinità che reputavano regnare su tutte le regioni dell'oltretomba; chiamata spesso anche Plutone (Πλούτων) o Giove sotterraneo (Ζεὺς καταχϑόνιος). Figlio di Crono e di Rea, fratello di Zeus, Posidone ed Era, aveva partecipato coi fratelli alla lotta contro i Titani; e, dopo la vittoria, nella divisione del mondo fra i tre fratelli, la sorte gli assegnò il sotterra col regno dei morti (Iliade, XV, v. 191). Leggi

    • BRIASSIDE

      BRIASSIDE (βρύαξις, Bryaxis). - Scultore greco. Dal fatto che Atenodoro (in Clemente Alessandrino, Protr., IV, 48, p. 42), parlando della statua di Serapide, esistente nel Serapeion di Alessandria d'Egitto, dice che ne era autore B., ma non l'ateniese, parrebbe che fossero esistiti due artisti dello stesso nome. Ma questo sdoppiamento ai più dei dotti non sembra ammissibile, anche per l'eccezionale prolungamento che ne verrebbe dell'attività di B., dalla metà alla fine del sec. IV a. C. Leggi

    • ETRUSCHI

      ETRUSCHI. - Nell'antichità furono sostenute due tesi opposte, note entrambe a Dionisio d'Alicarnasso (I, 26,30), sulle origini degli Etruschi, che per l'una tesi, indigena, erano autoctoni d' Italia per l'altra, greca, immigrati dall'oriente egeo. Che la prima tesi, la quale implicava una completa ignoranza sulle origini etrusche e quindi una remota antichità della loro immigrazione nella penisola, sia indigena degli Etruschi è ovvio; e risulta dal confronto coi miti etruschi di Tagete e di Tarchon, e dal computo etrusco dei "secoli". Leggi

    • PAJOU, Auguste

      PAJOU, Auguste. - Scultore, nato il 19 settembre 1730 a Parigi, ivi morto l'8 maggio 1809. Allievo dapprima di Jean-Baptiste Lemoyne, fu pensionato dell'Accademia di Francia a Roma dal 1752 al 1756. Nel 1760 venne accolto nell'Accademia reale di pittura e scultura, col saggio Plutone e Cerbero (Louvre); nominato nel 1777 custode delle antichità, durante la rivoluzione fece parte di una commissione per la conservazione dei monumenti. Fu professore all'École spéciale des beaux-arts. Leggi

    • ARPOCRATE

      ARPOCRATE. - Quando per il tramite d'Alessandria le divinità faraoniche penetrarono nel mondo classico, non mancò naturalmente il suo posto, con Iside e Osiride, ad Horus, il terzo della triade. La religione egiziana aveva distinto Horus giovane da Horus fanciullo, e il primo, anche a causa della natura solare del suo mito, era già stato da Erodoto (II, 144 e Plutarco, De Iside et Os., 21) identificato con Apollo. È solamente del secondo però - l'Horus fanciullo, cioè l'Harpechrat, ‛Αρποχρατης che possediamo una propria iconografia nell'arte greco-romana. Leggi

    • GERIONE

      GERIONE (Γηρυών o Γηρυονεύς, Geryon). - Figlio di Crisaore e dell'Oceanina Calliroe, abitante in Eriteia, isola posta vicino all'Oceano, che si cercava dagli antichi presso Cadice, alla foce del Guadalquivir. Aveva tre corpi uniti in uno nel ventre e separati giù dai fianchi e dalle cosce; era anche tricipite. Possedeva giovenche purpuree, guidate da Euritione e custodite dal cane Orto. Eracle, mandato da Euristeo alla conquista di queste giovenche, pervenne nella Libia e, passato nel paese dei Tartessi, pose due colonne eguali sulle due rive dello stretto. Leggi

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