1. Chemioterapia

    Ramo della terapia che studia l’impiego di farmaci sintetici nella cura delle malattie infettive; per estensione, la cura di affezioni di altra natura con prodotti di sintesi (c. delle elmintiasi, c. dei tumori ecc.). Compito fondamentale della c. è la ricerca e la preparazione di molecole dannose per l’agente infettante o parassitario e per le cellule neoplastiche ma scarsamente lesive per le cellule normali dell’organismo... Leggi

  2. Sulfamidici

    Farmaci derivati dell’ammide dell’acido solfanilico (solfanilammide) e di alcune ammidi sostituite, introdotti nella terapia antibatterica da G. Domagk nel 1935 e quasi contemporaneamente da E.F.A. Fourneau e collaboratori. Per quanto tale termine sia tuttora usato prevalentemente per contrassegnare una particolare categoria di chemioterapici, tuttavia esso è estensibile ad altri composti che in tempi più recenti hanno trovato impieghi terapeutici assai diversi. Con la scoperta... Leggi

  3. Tabe

    Sindrome caratterizzata da grave e progressivo decadimento generale. T. dorsale (o atassia locomotoria progressiva) Malattia del sistema nervoso, di natura luetica (➔ sifilide), elettivamente localizzata alle radici spinali posteriori ed estesa, per un processo di degenerazione secondaria, alle fibre dei cordoni posteriori del midollo spinale. La malattia si sviluppa a notevole distanza di tempo dall’infezione primaria, di solito dopo 10 o 20 anni dal contagio, ed è relativamente più frequente negli uomini che nelle donne... Leggi

  4. Tassoidi

    Composti chimici diterpenici estratti da piante del genere Taxus, alcuni dei quali dotati di spiccate proprietà antitumorali.Il più semplice dei t. è il taxolo o tassolo di formula C47H51NO14. Si presenta sotto forma di cristalli aghiformi, che fondono a 213°C. Possiede la proprietà di favorire l’aggregazione dei microtubuli ed è perciò impiegato nello studio della loro struttura. Isolato alla fine degli anni 1960 da Taxus brevifolia, ha suscitato considerevole interesse nei decenni successivi per la sua capacità di distruggere le cellule tumorali... Leggi

  5. Lebbra

    Malattia infettiva contagiosa a decorso cronico con esito generalmente mortale, detta anche morbo di Hansen , dal nome del medico norvegese che per primo isolo l’agente patogeno nel Mycobacterium leprae. La trasmissione più comune è per contagio diretto interpersonale oppure mediato da insetti, soprattutto artropodi. A un periodo di incubazione (da 1-2 a 30 anni) fa seguito un periodo di invasione che spesso si accompagna a sintomi generali (febbre, cefalea, epistassi, dolori nevralgici). In un terzo tempo compaiono le manifestazioni caratteristiche di una delle tre forme: l... Leggi

  6. Spondilo-

    Primo elemento di parole composte del linguaggio scientifico, nelle quali indica relazione con le vertebre. Spondilopatia Genericamente, ogni affezione della colonna vertebrale. Spondilite Lesione infiammatoria a carico di uno o più corpi vertebrali. In rapporto all’eziologia e al decorso se ne distinguono diverse forme. Tra quelle di natura infettiva la più nota è la spondilite tubercolare, che colpisce prevalentemente bambini e giovani ed è dovuta alla localizzazione di bacilli tubercolari in una o più vertebre contigue di diversi segmenti della colonna vertebrale... Leggi

  7. Streptomicetacee

    Famiglia di Actinomiceti, distinta per il micelio che non si frammenta; comprende il genere Streptomyces cui appartengono più di 70 specie per lo più saprofite viventi nel terreno, più di rado parassite; le più note sono quelle che forniscono antibiotici, come Streptomyces griseus, Streptomyces olivaceus, Streptomyces albus, Streptomyces lavendulae.Soprattutto da Streptomyces griseus è elaborata la streptomicina, isolata nel 1944 da S.A. Waksman, A. Schatz e A. Bougie... Leggi

  8. Metro-

    Primo elemento di parole composte del linguaggio medico, derivate dal greco o più spesso formate modernamente, che indica relazione con l’utero (gr. μήτρα). Il termine metropatia indica genericamente un’affezione a carico dell’utero; la metropatia emorragica è una sindrome clinica funzionale caratterizzata da menometrorragie, insorgenti spesso dopo un breve ritardo mestruale o dopo un periodo di amenorrea. Si verifica frequentemente nell’età preclimaterica, più di rado nel periodo postpuberale... Leggi

  9. Filaria

    Nome comune di diversi Nematodi Spiruridi della superfamiglia Filarioidei ; vermi sottili, allungati, filiformi, di dimensioni varie (fino a parecchi centimetri di lunghezza). Hanno bocca terminale priva di capsula, situata fra 6 papille; ano all’estremità opposta; in sua prossimità, nel maschio, si trova l’apertura genitale munita di due spicole copulatrici; l’apertura genitale femminile è invece situata presso la regione esofagea; sono ovipari o vivipari. Parassiti dei Vertebrati, utilizzano come vettori Ditteri ematofagi: zanzare (Culex, Aedes, Anopheles), Tabanidi ecc... Leggi

  10. Salicilico, acido

    Ossiacido, di formula C6H4(OH)(COOH), derivabile dall’acido benzoico per sostituzione dell’idrogeno in posizione orto al carbossile con un gruppo ossidrilico; fu estratto nel 1830 dalla salicina ed è stato sintetizzato la prima volta nel 1874.L’acido s. è contenuto allo stato libero nella pianta, nei frutti e nelle radici di Spiraea ulmaria, nei tulipani, nei giacinti, nelle violette, nell’uva, nelle fragole, come pure, sotto forma di estere metilico, in diverse piante... Leggi

  11. Vena

    anatomia e medicina Vaso sanguigno in cui scorre il sangue in direzione centripeta, ossia dalla periferia verso il cuore. Il sistema venoso ha origine dai capillari arteriosi per mezzo di esili vasi che confluiscono in tronchi di maggior calibro che spesso si anastomizzano. Di frequente le v. seguono il decorso delle arterie (v. satelliti ) e in tal caso a ogni arteria di solito corrispondono due v., fatta eccezione per i tronchi venosi principali (cave, iliache). Altre volte il decorso delle v. è autonomo e si possono avere caratteristiche morfologiche particolari. Si distinguono v... Leggi

  12. Catrame

    Sottoprodotto della distillazione secca dei carboni fossili. Le materie volatili che si sviluppano nel processo, raffreddate a temperatura ordinaria, restano in parte allo stato gassoso (gas di distillazione) e per il resto condensano in liquido, che risulta in genere separato in uno strato acquoso (acque di distillazione) e in uno strato nero viscoso, che è il catrame. La natura, la quantità, la composizione chimica del c. variano con il tipo di carbone (si hanno così c. di lignite, di litantrace, di scisto, di torba ecc... Leggi

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