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Una tradizione manoscritta, che nelle linee essenziali risale al Boccaccio, ci ha tramandato due e. di D.: esse servono di risposta ad altrettanti componimenti di Giovanni del Virgilio, nell'ambito di una ‛ corrispondenza poetica ', che vuol essere esaminata nel suo insieme. A principio, circa, del 1319, mentre D... Leggi
Compare solo in poesia, tre volte nella Commedia, una nelle Rime, quattro nel Fiore. Ha generalmente il senso oggi vulgato, forse talvolta con valore intensivo: in If XIII 111, per es., il r. che ‛ sorprende ' D. e Virgilio è violento e improvviso: è lo strepito degli scialacquatori che fuggono, delle cagne che li inseguono, e insieme il fracasso degli arbusti che schiantano al loro passaggio, simile a quello del porco e dei cani nella caccia al cinghiale (vv. 113-114); in If IX 65 un r. simile era stato indicato con l'espressione fracasso d'un suon... Leggi
Mitico eroe antico, celebrato per la forza e per il coraggio. Figlio del re di Atene Egeo ma cresciuto da Chirone senza nulla sapere del padre, recatosi ad Atene T. sfuggì per una fortunosa agnizione al veleno approntatogli da Egeo su istigazione della nuova moglie Medea (cfr. Met. VII 404-455).I mitografi e i poeti antichi narrano numerose imprese dell'eroe contro predoni di strada (tra gli altri, Perifete, Scirone, Procuste; cfr. Met. VII 433-450) e lo vogliono altresì partecipe alla spedizione degli Argonauti, alla caccia al cinghiale calidonio (cfr. Met. VIII 260 ss... Leggi
Personaggio mitologico, la cui vicenda è ampiamente trattata da Ovidio (Met. VIII 260-546).Figlio di Oeneo, re di Caledonia, e di Altea, era destinato a vivere quanto un tizzone gettato nel fuoco dalle Parche al momento della sua nascita. Per sottrarlo al suo destino Altea spense il tizzone e lo nascose; ma più tardi, quando, sorta una contesa per l'uccisione del cinghiale caledonio, M. uccise i fratelli della madre, Plesippo e Tosseo, Altea stessa trasse fuori il tizzone e lo gettò sul fuoco; e M. si consumò e morì nel breve tempo impiegato dal tizzone a bruciare e a incenerirsi... Leggi
È propriamente la pelle del maiale o del cinghiale. Ricorre una sola volta nella Commedia, in Pd XIX 120, dove quel che morrà di colpo di cotenna è Filippo il Bello, disarcionato da un cinghiale durante una caccia, come anche nel Villani (IX 66); " lo re di Francia... fu morto a la caccia da uno porco selvatico, che lo percosse e stracciollo co la sanna; ma dice l'autore cotenna, ponendo la cotenna, che è parte dello porco, per lo porco " (Buti)... Leggi
In If XXI 122 è attributo di Ciriatto (v.), " zannuto ", fornito di zanne come di un cinghiale; per lo scambio z/s, v. SANNA. In lacopone ‛ sannato ' (Audite una 'ntenzone 52 " como porci sannati, gli denti so scalzati ").... Leggi