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legge delle citazioniCostituzione emessa nel 426 a Ravenna dall’imperatore romano d’Occidente Valentiniano III e diretta a disciplinare in giudizio le modalità con cui le parti, al fine di vincere la lite, potevano richiamare i pareri forniti sul caso di specie, o su casi simili, dai giuristi di età classica... Leggi
In opere letterarie, pittoriche, architettoniche ecc., la tendenza a inserire come ‘citazioni’ elementi appartenenti a stili e scuole precedenti. Nell’arte figurativa degli ultimi decenni del 20° sec., il c. costituisce un aspetto dell’anacronismo, con il quale a volte si identifica.... Leggi
Atto introduttivo del processo ordinario di cognizione, con il quale l’attore propone la domanda e conviene in giudizio la controparte, invitandola a comparire in udienza nella data fissata. Svolge due funzioni principali (la cosiddetta vocatio in ius, ovvero la chiamata in giudizio del convenuto, e la cosiddetta editio actionis, ovvero la proposizione della domanda giudiziale), in ordine alle quali il c.p.c. disciplina il contenuto della citazione (art. 163 c.p.c.) e il suo regime di validità (art. 164 c.p.c.)... Leggi
Cantautore e compositore italiano (n. Ionia, Catania, 1945). Raggiunto il successo con una personale reinterpretazione del pop, caratterizzata da citazioni colte, un uso innovativo dell'elettronica e testi ricchi di motivi dissacranti, ma anche da richiami mistico-filosofici e melodie sapienti, è poi passato alla produzione di lavori più raffinati con una particolare attenzione verso la tradizione colta... Leggi
Nome comune ai quattro primi libri del Nuovo Testamento (V. di Matteo, V. di Marco, V. di Luca, V. di Giovanni; ➔ Bibbia) e, secondariamente, ad altre composizioni antiche che hanno per contenuto qualche analogia con i quattro V. canonici, ma che non sono entrati nel canone del Nuovo Testamento e sono quindi detti v. apocrifi . Nei primi secoli del cristianesimo ne circolò un gran numero, ma oggi per lo più sono noti indirettamente, per citazioni dei contemporanei... Leggi
Dall’inglese sky-scraper, edificio di marcato sviluppo verticale, con un notevole numero di piani: comunemente si definiscono g. gli edifici con almeno 15-20 piani, cioè un’altezza minima di m 50-70. Affermatosi a partire dalla seconda metà del 19° sec., il g... Leggi
Anche nei sogni faccio uso di citazioni.
Lalla Romano
Il bello delle citazioni è che ci danno una certa intimità con gli autori delle frasi che citiamo e spesso, in società, questo fa colpo.
Kenneth Williams
Parola o frase che s’interpone nel discorso, interrompendone il senso e talora anche il costrutto, per aggiungere un chiarimento o una precisazione, per fare un’osservazione, un rinvio (anche alle note a piè di pagina), per una momentanea digressione ecc. Ciascuno dei due segni grafici entro cui viene incluso l’inciso nella scrittura, o una serie di operazioni nelle espressioni matematiche. linguisticaOltre alle p. tonde ( ) che includono l’inciso esistono altre specie di p., che hanno funzioni proprie: le p. quadre [ ], usate per es... Leggi
Complesso di testi sacri da cui prende nome la più antica religione delle popolazioni arie dell’India (vedismo ), da cui successivamente si svilupperà l’induismo. I V. sono compresi in 4 raccolte (saṃhitā), dette propriamente: Ṛgveda («v. degli inni»), raccolta originale e la più importante fra tutte; Yajurveda («v. delle formule sacrificali»), la cui materia è in parte ricavata dal Ṛgveda e in parte originale; Sāmaveda («v... Leggi
Parola latina («diritto») che si usa anche in contesti italiani; seguita da particolari determinazioni, serve a indicare speciali istituti giuridici. Al plurale, nell’esperienza giuridica postclassica, si indicavano come iura i passi delle opere dei grandi giuristi del passato, al fine di distinguerli dalle leges, che erano invece le costituzioni imperiali. 1. I... Leggi
Pittore (Siegen, Vestfalia, 1577 - Anversa 1640). Nato in Germania, dopo la morte del padre (1587), si trasferì con la famiglia ad Anversa (1589), dove frequentò prima la bottega del pittore di paesaggi Tobias Verhaecht, in seguito (1692) quella di A. van Noort e quindi (1595-97) proseguì il suo apprendistato presso il pittore di tradizione romanista O. van Veen, l'unico ad avere avuto una certa importanza per la formazione del giovane artista. Nel 1598 R. venne ammesso in qualità di maestro nella gilda di San Luca di Anversa... Leggi
Conversazione o conferenza diretta dagli antichi filosofi a un pubblico più vasto di quello ristretto della scuola, e pertanto di tono più popolare e rivolta con preferenza a questioni di etica. Iniziata praticamente da Socrate, e seguita poi da Senofonte e, nel periodo ellenistico, da Diogene e da cinici e stoici, assunse un carattere letterario con Bione di Boristene (3° sec. a.C.) i cui scritti sono conosciuti però soltanto attraverso citazioni di scrittori posteriori... Leggi
Opera («Sentenze di Paolo») della giurisprudenza postclassica romana, che un tempo si riteneva ispirata ad altra precedente del giurista classico Paolo Giulio, ma che oggi si fa per lo più risalire, almeno nella sua prima stesura, a un’età compresa tra la fine del 3° e l’inizio del 4° sec. d.C. Contiene non solo passi di Paolo e di altri giuristi romani, ma anche epitomi di costituzioni imperiali, alcune delle quali emanate nel 5° sec., a testimonianza dei numerosi interventi di integrazione e aggiornamento che essa certamente subì, nel corso del tempo... Leggi