Fiume della Sardegna settentrionale (123 km, bacino di 2477 km2), formato dal Rio Mannu di Ozieri e dal Rio Mannu di Berchidda, provenienti il primo dall’altopiano di Campo Giavesu, il secondo dal massiccio del Limbara. Sfocia nel Golfo dell’Asinara. Sbarrato presso la stretta del Muzzone, formato dalle gole granitiche del Limbara, ha prodotto un lago artificiale (Lago del C. , con una capacità di 254.000.000 m3). L’impianto idroelettrico, entrato in funzione nel 1937, fu il primo impianto in caverna (lunga 82 m, larga 9, alta 12) realizzato in Italia. Leggi
Santa Maria Coghinas Comune della prov. di Sassari (22 km2 con 1444 ab. nel 2008, detti Coghinesi ).... Leggi
Denominazione storica della zona nord-orientale della Sardegna, oggi riferita alla regione definita a occidente dal basso Coghinas e dall’omonimo lago artificiale, e a sud dalle pendici meridionali del Limbara. La costa è generalmente frastagliata e articolata, con strette e lunghe insenature (fra cui il Golfo di Arzachena e il Golfo di Olbia) ed è fronteggiata da numerose isole, di cui le maggiori sono La Maddalena e Caprera. Il rilievo è caratterizzato da allineamenti di brevi... Leggi
Regione geografica della Sardegna settentrionale, sul Golfo dell’Asinara, delimitata a E dal fiume Coghinas, a S dal Monte Sassu (640 m), a O dal fiume Silis. La superficie è di circa 480 km2 e ha una popolazione complessiva di circa 24.000 abitanti. Modeste le risorse dell’agricoltura, nonostante la bonifica della pianura del basso Coghinas. Notevole sviluppo ha avuto il turismo balneare. Tra i centri principali, Castelsardo e Osilo.... Leggi
Uno dei quattro giudicati della Sardegna; designò, dal nome della città romana di Turris (Porto Torres), la regione di Logudoro. Sorto alla metà dell’11° sec., era costituito dalla parte nord-occidentale dell’isola fino al corso del Coghinas. I primi giudici appartengono alla dinastia dei Lacon e tra essi i più noti sono Mariano I (1070-1110), suo figlio Costantino , continuatore della politica d’alleanza con Pisa, e Gonnario (1128-1155), sotto il cui governo... Leggi
tecnicaIl complesso delle opere che servono alla presa dell’acqua e alla sua condotta e distribuzione. 1. StoriaLe antiche civiltà mesopotamiche si avvalsero delle acque del Tigri e dell’Eufrate che venivano convogliate verso i centri abitati mediante a. a condotte coperte. Il re assiro Sennacherib condusse a Ninive le acque del Khoser da Kisri. In Palestina l’a. di Siloe, con condotto scavato nella roccia, lungo 533 m, portava l’acqua a Gerusalemme; sono visibili resti d’altri a. in Samaria e Galilea. Molti furono gli a... Leggi
Rilievo della Sardegna settentrionale, situato tra Sassari e Olbia e diretto da NE a SO, formato da una cresta seghettata di rocce granitiche che rappresentano la parte culminante della Gallura. La cima più elevata è la Punta Balistreri (1359 m). Il massiccio domina il lago artificiale di Coghinas (a SO) e la valle del Rio Alzolas. L’originario manto vegetale è ora assai degradato e vi prevalgono i pascoli; solo in basso e nelle vallate permangono sugheri, lentischi e olivastri... Leggi
Regione dell’Italia insulare (24.090 km2 con 1.665.617 ab. nel 2008, ripartiti in 377 Comuni; densità 69 ab./km2), costituita dall’isola omonima (23.833 km2; la seconda, per superficie, del Mediterraneo) e da diverse isole minori, le più notevoli delle quali fronteggiano le coste nord-orientali (Arcipelago della Maddalena, Tavolara), nord-occidentali (Asinara) e sud-occidentali (Sant’Antioco, San Pietro). È situata al centro del bacino occidentale del Mediterraneo, a uguale distanza (350-360 km) dalla costa ligure, dal Mezzogiorno francese, dalle Baleari... Leggi
COGHINAS (A. T., 27-28-29). - Fiume della Sardegna settentrionale, lungo 105 km., con 2447 kmq. di bacino; ha una portata in piena di 2000 mc., di poche decine di litri nell'estate. È formato di due rami principali di cui l'occidentale, detto volgarmente Riu Mannu d'Ozieri, ha le scaturigini più remote nel Marghine dai Monti di Bolotana; l'altro, detto Riu Mannu d'Oschiri ha le sorgenti nell'altipiano di Buddusò. Dalla loro unione si forma il Coghinas, che si dirige attraverso gole quasi sempre. Leggi
SARDEGNA (A. T., 29 bis). - Generalità. - La Sardegna, che con le isole minori circostanti occupa un'area di 24.090 kmq., è la seconda isola del Mediterraneo, inferiore di poco più di 1600 kmq. alla Sicilia. L'estremità meridionale è il Capo Teulada (38° 51′ 52′′ lat. N., all'incirca la latitudine di Catanzaro), l'estremità settentrionale è la Punta del Falcone (41° 15′ 42′′, all'incirca la latitudine di Terracina); le longitudini estreme sono 9° 50′ long. E. (Capo Comino, all'incirca sul meridiano de La Spezia) e 8° 8′ (Capo dell'Argentiera, all'incirca sul meridiano di Oneglia). Leggi
GALLURA (A. T., 27-28-29). - La regione più settentrionale della Sardegna, limitata a O. dal corso inferiore del Coghinas, a N. dal mare delle Bocche di Bonifacio, a E. dal Mar Tirreno sino alla Punta Pedrami, a S. dalla catena del Limbara e da una linea che, lasciando fuori il villaggio di Monti, vada al M. Nieddu e al M. Longu di fronte all'isolotto dei Pedrami. Essa corrisponde approssimativamente all'ex. circondario di Tempio e comprende i comuni di Aggius (kmq. 289,01, 4608 ab. secondo il. Leggi
ANGLONA (A. T., 27-28-29). - Regione della Sardegna settentrionale, fra la Gallura a est, la Romandia a ovest, il mare al nord, e il Logudoro a sud. Tanto l'Anglona, quanto la Romandia e la vicina Nurra, sono parti dell'antico giudicato di Logudoro, nome che come espressione geografica si è andato a poco a poco determinando e in parte restringendo. Leggi
SARDEGNA (XXX, p. 836). - In dipendenza degli eventi della seconda Guerra mondiale 25 comuni su 277 risultano variamente danneggiati; di essi 16 nella provincia di Cagliari. In tutta la provincia i vani distrutti o resi inabitabili furono 19.163, di cui a Cagliari 18.156, e il rimanente nei comuni di Carloforte, S. Antioco, Palmas Suergiu, Carbonia, Setzu, Oristano, Milis, Gonnosfanàdiga. Altri centri della Sardegna notevolmente danneggiati furono Olbia (15%) e Alghero (quasi 10%) con un totale di vani distrutti o danneggiati di 1352. Nella provincia di Nuoro i danni sono stati irrilevanti. Leggi
TIRSO (A. T., 29 bis). - Il maggiore fiume della Sardegna per lunghezza (km. 150) e per superficie del bacino (kmq. 3376); la portata media, di 16,6 mc. al secondo con massime primaverili di 2000 mc./sec. e secche quasi assolute estive, è superata da quella del Flumendosa. Come il fiume Coghinas, il Tirso nasce dall'altipiano granitico di Buddusò; attraversa poi tutta la parte centrale dell'isola, con direzione NE.-SO., per sfociare nel golfo di Oristano a circa 6 km. a N. da questa città. Leggi
SASSARI (XXX, p. 886). - La valle di Rosello (non del Rossello, cfr. pp. 886,887), al dilà della quale si stanno estendendo i nuovi quartieri cittadini, non è stata colmata (cfr. p.887), ma è stata sorpassata con la costruzione di un viadotto in cemento armato lungo 180 m. e largo 12, che unisce la borgata di Baddimanna (non Baddi Mannu) al resto della città, e da un minore rilevato a valle.La Piazza a Cavallino (veramente Piazza Cavallino) è ora intitolata Piazza del Plebiscito. Leggi
TORRES, Giudicato di. - Insieme con quelli di Gallura, Cagliari e Arborea, il giudicato di Torres costituisce una delle quattro partes autonome in cui si trovò divisa la Sardegna nel Medioevo dopo la definitiva caduta del dominio bizantino. Il giudicato prende il nome dalla città romana di Turris (oggi Portotorres) onde, come è stato supposto, anche il nome assunto da tutta la regione: Logudoro (locu de Torres).Il giudicato di Torres, che si venne formando verso la metà del sec. Leggi
SASSARI (Tathari; lat. Sacer; A. T., 29 bis). - Città della Sardegna, capoluogo della proviucia omonima. Sorge a 10 km. dal mare al margine orientale della vasta pianura di calcari mesozoici che dal Golfo dell'Asinara si protende fino a quello di Alghero e che separa la regione paleozoica della Nurra dagli altipiani calcarei dell'Anglona e da quelli basaltici del Logudoro.La città (225 m. s. m. Leggi
ELETTRICA, ENERGIA (XIII, p. 637). - Centrali termoelettriche con turbine a vapore (p. 638). - La tecnica della costruzione delle centrali nell'ultimo quindicennio è stata caratterizzata dall'aumento della pressione e della temperatura del vapore: per potenze sotto i 30.000 kW sono generalmente adottati valori intorno a 35 ÷ 50 kg./cm.2 e 400 ÷ 450° C; per potenze di 50.000 kW ed oltre si sale a 65 ÷ 90 kg./cm.2 a e 500 ÷ 515° C; si hanno anche esempî di centrali ad oltre 100 kg/cm2 e temperatura corrispondentemente maggiore (massimi finora raggiunti: 160 kg./cm.2 e 565° C). Leggi