1. Elenchi sofistici

    Opera di Aristotele, in un libro, collocata dagli editori all'ultimo posto della raccolta di scritti logici denominata Organon, cioè dopo i Topici, di cui è stata spesso considerata il nono libro. Il suo tema è costituito dal modo di argomentare sofistico a favore o contro una certa tesi, chiamato appunto elenchos... Leggi

  2. Analytica Priora

    Opera di Aristotele, in due libri, inclusa dagli editori nella raccolta di scritti logici denominata Organon, tra il De Interpretatione e gli Analytica Posteriora. Tradotta da Boezio, rimase tuttavia ignorata nel Medioevo sino all'inizio del sec. XII, allorché venne riscoperta insieme con gli altri scritti logici di Aristotele non compresi nella Logica vetus e detti perciò Logica nova. Della versione boeziana vennero alla luce in quel periodo due redazioni diverse, la ‛ carnutense ' e la ‛ fiorentina ', di cui la seconda non è che una rielaborazione della prima... Leggi

  3. Retorica

    Opera di Aristotele, in tre libri, contenente l'esposizione delle tecniche necessarie per argomentare in modo persuasivo. Da non confondere con la Rhetorica ad Alexandrum, ugualmente tramandata come parte del corpus aristotelicum, ma di autenticità alquanto controversa.Nel Medioevo la R. ebbe due traduzioni dal greco in latino. Una prima, la translatio vetus, di autore anonimo, risale alla prima metà del sec. XIII, ma ha avuto scarsa diffusione; essa infatti è conservata solo in tre manoscritti... Leggi

  4. Averroismo

    Con questo termine, non del tutto proprio, si suole indicare quella corrente o tendenza del pensiero filosofico occidentale dei secoli XIII e XIV che, in sede di interpretazione dei testi aristotelici, si richiamò ai commenti di Averroè (v.), accettandone esplicitamente anche quelle conclusioni - soprattutto il principio dell'eternità del mondo e la concezione dell'intelletto possibile (v.) unico e separato per tutta la specie umana - che sembravano contrastare con alcuni motivi fondamentali della tradizione religiosa e teologica cristiana... Leggi

  5. Traiano, Marco Ulpio

    Imperatore romano. Nato nel 53 d.C. a Italica, nella Spagna Betica, percorse negli anni giovanili una brillante carriera militare e il cursus honorum, segnalandosi per qualità di energia, di dirittura e di disinteresse che indussero l'imperatore Nerva a designarlo, con l'adozione e l'associazione al potere, come proprio successore.Asceso al principato nel 98, T... Leggi

  6. Bibbia

    Presa nel suo complesso (= libri dell'Antico e del Nuovo Testamento), senza dubbio la B. costituisce la fonte citata più frequentemente o comunque utilizzata da Dante. Ma nell'esame delle singole opere si notano differenze rilevanti, non sempre spiegabili con la diversità della materia; compare una certa evoluzione nella conoscenza sempre più approfondita. Difatti nelle Rime manca ogni utilizzazione diretta della Sacra Scrittura, se si eccettua qualche discutibile reminiscenza verbale... Leggi

  7. Sigieri di Brabante

    Filosofo del XIII secolo, ricordato da D. nel passo di Pd X 136, nel gruppo degli spiriti sapienti.I dati della sua giovinezza sono molto oscuri; e, in realtà, sappiamo soltanto che all'università di Parigi egli fece parte della ‛ Nazionale piccarda ', mentre è illazione del tutto ipotetica, anzi scarsamente fondata, che fosse discepolo di Alberto Magno. Più probabile è la supposizione che S... Leggi

  8. Filosofia

    Il concetto di f. in Dante. Per f., ai tempi di D., s'intendeva tutto l'ambito del sapere compreso nelle opere di Aristotele, il Filosofo per antonomasia. Anzi, negli ultimi secoli del Medioevo, essa aveva acquistato il significato di " sapere profano " in contrapposizione alla teologia. D. ne dà l'etimo: amistanza a sapienza, o vero a sapere (Cv III XI 6; cfr. anche XI 1 e 9 [2 volte], XII 12, IV II 18), facendo risalire l'origine del vocabolo ‛ filosofo ', dal quale derivò quello di f., a Pitagora; prima di quest'ultimo, afferma D... Leggi

  9. Allegoria

    Per valutare correttamente il posto occupato dall'a. nell'opera sia di D. che di qualunque altro, bisogna intendersi anzitutto sul significato del termine.La nozione di A. - Le due allegorie. - La cosa migliore è partire dalla definizione cento volte ripetuta nell'antichità sia classica che cristiana, e che verrà ripresa nel Medioevo a cominciare dallo stesso D., come presto vedremo. Conformemente all'etimologia greca, l'a. è una figura retorica consistente nel " dire altro " da ciò che vuol significare (cfr. Eraclito Quaest. homer. V 2)... Leggi