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Considerata dono degli dèi agli uomini e mezzo per questi di accostarsi alla divinità fino ad identificarsi con essa, presso tutti i popoli antichi la d. si accompagna alle più importanti manifestazioni della vita religiosa e sociale. Mimetica, magica, incitatrice, costantemente sorretta dalla musica e strettamente connessa alla poesia, essa presiede alle cerimonie del culto, alle vicende nazionali di pace e di guerra ed a quelle che compiono il ciclo dell'individuo dalla nascita alla morte, conferendo ad ogni atto della vita un significato rituale e trascendente... Leggi
Città marittima situata sul litorale volsco, 58 km a S-E di Roma. Le popolazioni della zona svolsero una intensa attività marinara fino da epoca antichissima, anteriore senz'altro all'occupazione da parte dei Volsci, stanziatisi nella regione agli inizî del V sec. a. C. I toponimi di origine mediterranea, noti per mezzo delle fonti letterarie antiche, attestano l'esistenza di genti preindoeuropee, la cui attività commerciale è documentata da materiale delle isole pontine ivi rinvenuto... Leggi
Divinità cretesi al seguito di Rhea e di Zeus. Si confondono presto con i Coribanti che, invece, erano al seguito di Cibele e di Attis, con i Dattili, i Cabirî ed altri genî simili (Paus., v, 7, 6). Danzavano armati percuotendo lo scudo con la spada, danze ricordate anche da Omero (Il., xvi, 617; xviii, 591) che, però, non nomina i Cureti. A Creta si attribuivano loro tutte le qualità dei buoni geni tutelari, come la invenzione della pastorizia, della caccia e di tutte... Leggi
Donne invasate al seguito (thìasos) di Dioniso, chiamate per lo più Βάκχαι (lat. Bacchae), nella letteratura antica, mentre sui vasi classici dipinti è preferita la denominazione ΜΑΙΝΑΣ. Al culto dionisiaco prendono parte anche invasati di sesso maschile, ma questa esaltazione è più pronunciata nelle m., specie nell'arte figurativa. Qui non si tratta di una frenesia qualsiasi, neanche di un semplice stato di ebbrezza, ma di un invasamento divino, di un "entusiasmo" come lo chiamarono i Greci... Leggi
È termine tecnico principalmente della musica, della poesia e della danza, ed equivale ai due termini greci metron e rhythmòs (in numerum exsultare; se movere extra numerum).Il termine, sia nella espressione latina, che nelle due greche, è usuale nel lessico critico della retorica. Infatti, mentre un componimento poetico deve essere metrico e ritmico (il metro in questo caso riguarda le sillabe, il ritmo si manifesta anche fuori della sillaba e abbraccia anche fenomeni naturali come il galoppo di un cavallo, il battito delle ali, ecc... Leggi
Ceramografo attico la cui attività può esser circoscritta sullo scorcio del VI e nei primi due decennî del V sec. a. C. Il Furtwängler per primo riconobbe nel gruppo delle opere firmate da Euphronios come vasaio, una nuova personalità di pittore che venne distinta col nome di un personaggio, Panaitios, che incontriamo anche acclamato in opere di Onesimos, Douris, del Pittore Magnoncourt, ecc.Il composito "Euphronios" della generazione di H. Klein e di P... Leggi
Fonte principale per l'identificazione del significato sono le menzioni letterarie, di cui quella nell'Onomastikon di Polluce (2, 153) offre la definizione più esatta: χειρονομῆσαι δὲ τὸ ταῖν χεροῖν ἐν ῥυϑμῷ κινηϑῆναι (gesticolare ritmicamente).Dobbiamo al solo Quintiliano una descrizione dettagliata dell'estensione del significato del termine cheironomia; gli altri scrittori l'impiegano unicamente per determinati aspetti del concetto nel suo complesso. Quintiliano tratta della ch. (Inst. orat... Leggi
Tra le varie popolazioni barbariche del mondo antico, la negra ha più d'ogni altra attratto l'interesse degli artisti che ne hanno dato vivaci caratterizzazioni. Sebbene sotto il nome di negri siano comprese varie razze, che presentano diversi caratteri somatici, l'arte antica si limitò in genere a creare un tipo fisso di n. distinto dal color nero della pelle, dai capelli lanosi, dal naso corto largo e schiacciato, dalle labbra grosse ed everse, riunendo cioè tutti gli elementi più caratteristici... Leggi
A) Maschera funebre. - L'usanza di coprire con una m. il volto dei defunti, si incontra sin dai tempi più antichi in diversi luoghi. Le maschere funebri traggono origine da convinzioni magiche: in molti popoli la fede nell'Oltretomba richiede che la testa rimanga intatta dopo la morte. A questo, appunto, serve la m., la quale, nello stesso tempo, difende il cadavere dall'eventuale potenza dei dèmoni ostili. Inoltre, il superstite spesso scorge un pericolo nei poteri demoniaci che il defunto può aver acquistato con la morte... Leggi
Divinità locale della città siriaca di Emesa (Ḥoms), sul fiume Oronte. Il suo nome è generalmente spiegato come "dio della montagna", dal siriaco alāhā' "dio" e dall'arabo giabal "montagna", oppure come el-gābel, deus formans, deus creator, ma entrambe le etimologie sono insoddisfacenti. E. era rappresentato da una pietra conica, di colore nero, che si diceva caduta dal cielo... Leggi
Feste e cerimonie orgiastiche del culto di Dioniso, passate dalla Magna Grecia all'Etruria e, di qui, a Roma, ove, per la loro licenziosità, furono vietate mediante senatoconsulto dopo il 186 a. C. Raffigurazioni di tali cerimonie o riti affini sono piuttosto rare, se riferite a personaggi umani piuttosto che mitici. Una scena di b. la ritroviamo, probabilmente, su un sarcofago di Chiusi del V sec. a. C... Leggi
Il nome (dovuto a E. Gerhard) ha un mero valore di classificazione e sta a indicare nell'intenzione degli studiosi della metà del secolo scorso, una classe apparentemente intermedia tra le due grandi categorie di vasi ellenici e italici che allora venivano ad esser costituite e separate. Una minima giustificazione del nome può vedersi nel fatto che in apparenza si tratta di prodotti destinati, almeno in grandissima prevalenza, al mercato dell'Italia centrale. La quasi totalità delle provenienze note si riferisce infatti a località dell'Etruria meridionale, tra Veio e Chiusi... Leggi