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deus ex machina Nella tragedia greca, soprattutto a partire da Euripide, l’apparizione della divinità, realizzata con un meccanismo che si faceva discendere dall’alto. Poiché l’intervento della divinità serviva spesso per decidere una situazione non altrimenti risolvibile, la locuzione si usa per indicare la persona o l’evento che risolve una situazione difficile.... Leggi
Parte del teatro dove gli attori recitano. Per metonimia, l’azione scenica, l’attività teatrale e la professione d’attore, e, per traslato, altre forme di attività. teatroLa s. è costituita da una piattaforma sopraelevata rispetto al piano della sala, delimitata verso quest’ultima dalla ribalta, corrispondente al boccascena, e chiusa sugli altri lati dalle strutture che costituiscono la scenografia particolare di ciascuna azione drammatica. La s... Leggi
Complesso di organi collegati in modo che determinate forze applicate, dette forze motrici, compiano lavoro in vista di un determinato scopo, vincendo certe forze resistenti; il termine è quasi sempre accompagnato da una specificazione che ne precisa la natura (m. idraulica, m. elettrica ecc.) o, più spesso, lo scopo (m. escavatrice, m. agricola, m. sollevatrice ecc.). In realtà tale definizione non è la più generale possibile. Già nell’antichità, infatti, la parola m. fu usata non solo per indicare congegni atti a produrre lavoro, per es... Leggi
Poeta tragico ateniese (Salamina 480 a. C. - Pella 406), nato secondo la tradizione il giorno stesso della battaglia di Salamina (5 sett.), figlio di Mnesarco, o Mnesarchide, e di Clito, che secondo le tendenziose notizie tramandateci dai comici greci sarebbero stati un oste e una venditrice di erbaggi; ma da altre notizie si può indurre che fosse di famiglia agiata. Ebbe buona educazione e diede buoni saggi di pittura... Leggi
EURIPIDE (Εὐριπίδης, Euripĭdes). - Poeta tragico ateniese.Vita. - La data della morte, che oscilla nella tradizione fra il 407-06 e il 406-05, può determinarsi con sufficiente esattezza: gennaio o febbraio del 406. Infatti, nelle Lenee (gennaio) del 405, quando Aristofane rappresentò le Rane in cui si raffigurava la discesa di E. nell'Ade, non solo da più mesi E. ma anche Sofocle era morto; e si sa che Sofocle, in onore di E. Leggi
TRAGEDIA. - Origine. - È una delle questioni più oscure e più dibattute negli ultimi tempi. La parola τραγῳδία ("tragedia") è attica, mentre δρᾶμα ("dramma") è parola peloponnesiaca; l'etimologia è incerta, benché siano evidenti le parole da cui deriva (τράγος "capro", ᾠδή "canto"). Secondo un'interpretazione che risale agli Alessandrini del sec. III a. C. Leggi
SCENOTECNICA. - Tecnica della scena (teatrale, cinematografica, ecc.). Il concetto di tecnica della scena investe tutto quanto appartiene alla medesima e cioè: dalla recitazione al movimento degli attori e figuranti, dalla creazione degli scenarî alla loro illuminazione, dalla costruzione delle macchine alla organizzazione materiale dello spettacolo, dalla combinazione orchestica alla preparazione del dettaglio. Tecnica della scena, in senso totale, è tutto quanto contribuisce, artisticamente e tecnicamente, alla unità della rappresentazione. Equivale ad "arte della messa in scena". Leggi
DUMAS, Alexandre (Fils). - Autore drammatico, figlio del precedente, nato a Parigi il 27 luglio del 1824 e morto a Marly-le-Roy il 27 novembre del 1895. Nei primi anni della sua giovinezza menò vita scapestrata. Dopo alcuni romanzi che passarono inosservati, improvvisamente uno ottenne grandissimo successo: La dame aux camélias (1847), in cui il giovine di ventitré anni raccontava la storia d'un caso occorsogli con una celebre mondana parigina, Marie Duplessis; ma abbellito e trasfigurato dall'autore. Nonostante il diverso avviso del padre, il D. Leggi
FERNÁNDEZ de CÓRDOBA. - Antica famiglia castigliana suddivisa già nel sec. XV in varî rami tra cui i due degli Aguilar e dei conti di Cabra. In fiera lotta tra loro ai tempi delle dissensioni intestine di Cordova e ai tempi di Pietro, padre di Alfonso (1450-1503) capostipite dei marchesi di Priego, e di Consalvo il Gran Capitano (v. cordova, gonzalo fernández de, XI, p. Leggi
VICO, Giambattista. - Filosofo, storico, giureconsulto e critico letterario.1. Primi anni (1668-1686). - Terzultimo degli otto figliuoli di Antonio, figlio d'un contadino maddalonese e divenuto il più povero forse dei librai napoletani, e della napoletana Candida Masullo, figliuola a sua volta d'un lavorante di carrozze, nacque il 23 giugno 1668 a Napoli in un bugigattolo soprastante alla bottega paterna, sita al n. 31 della via S. Biagio dei Librai. Fanciulletto, ebbe temperamento allegro e irrequietissimo. Leggi
OMERO. - A O. la tradizione più antica assegnava ben più che non gli lascino oggi anche i critici più conservatori. Già nel sec. VII Callino citava la Tebaide attribuendola a lui. Poco più tardi di Callino, Semonide di Amorgo cita un verso dell'Iliade come dell'"uomo di Chio". Simonide di Ceo cita O. per una particolarità dei "Giuochi sulla tomba di Pelia", dunque per qualche cosa che non è e non potè mai essere nei poemi "omerici" a noi conservati. Pindaro conosce quali omerici l'Iliade e l'Odissea, ma parimente anche le Ciprie. Dunque già nel sec. VII si conosceva un grande poeta O. Leggi
SCENOGRAFIA. - Il termine trova la sua giustificazione nel disegno in prospettiva d'una architettura: viene, infatti, dall'antichità e dal Rinascimento usato come sinonimo di prospettiva. Leggi
COSTO DI PRODUZIONE. - Nel suo lento evolversi il concetto di costo di produzione presenta caratteri diversi in rapporto con le trasformazioni e con le specificazioni avvenute nel processo produttivo, e a seconda dell'aspetto sotto il quale il costo venne considerato.I fisiocrati ritennero che il costo fosse un elemento indipendente del processo produttivo, elemento costituito da diversi fattori, la cui concezione viene facendosi man mano più complessa. Secondo Quesnay gli elementi del costo di un prodotto, sul punto d'entrare nel mercato, sono: 1. Leggi
Emozione(App. V, ii, p. 101; v. emozione ed emotività, XIII, p. 935)La concezione, propria del senso comune, secondo cui le e. sarebbero reazioni irrazionali disgregatrici del comportamento appare ormai sostituita da quella che vede le e. come risposte adattive dell'organismo alle sollecitazioni ambientali. Negli animali superiori e nell'uomo l'adattamento non può più essere affidato a semplici reazioni riflesse o istintuali in quanto esse, per la loro rigidità, non consentirebbero di reagire appropriatamente a un ambiente complesso e altamente dinamico. Le e., come ha osservato K. Leggi