1. Digiuno

    Periodo di astensione totale o parziale dagli alimenti – sia volontaria sia in osservanza di una prescrizione medica o di un precetto ecclesiastico – durante il quale l’organismo consuma i materiali nutritivi accumulati in precedenza. medicina Come conseguenza del d. si manifesta una perdita di peso del corpo: la diminuzione di peso non è lineare ma rallenta con il tempo Leggi

    digiuno si trova anche nelle opere:
    Enciclopedie on line (2010)

    In anatomia, la seconda porzione dell’intestino tenue, così detto perché nel cadavere risulta quasi privo di contenuto. Si continua, senza precisa delimitazione, con l’ileo, dal quale si differenzia poco (per il maggior spessore delle pareti, per il maggior numero di villi e pliche circolari, per la mancanza di noduli di Peyer), sicché si definisce complessivamente digiunoileo la porzione mobile dell’intestino tenue in rapporto con il mesentere

    Dizionario di Medicina (2010)

    digiuno Seconda porzione dell’intestino tenue, così detto perché nel cadavere risulta quasi privo di contenuto. Il d

    Universo del Corpo (1999)

    Il vocabolo, che deriva dal latino ieiunus, "a stomaco vuoto, digiuno", indica lo stato di non-assunzione di alimenti, intenzionale o per necessità

    Enciclopedia Dantesca (1970)

    " Astensione dal cibo " (o limitazione di esso), che, condizionata dal suo scopo edificante, vale " penitenza ": Pd XXII 89 Pier cominciò sanz'oro e sanz'argento, / e io con orazione e con digiuno

    Enciclopedia Dantesca (1970)

    (agg.)

    Enciclopedia Italiana (1931)

    Fisiologia. - L'astensione, volontaria o imposta da varie cause (malattie, naufragio, ecc

  2. Ileo

    Segmento dell’intestino tenue, comunemente descritto insieme al digiuno (tratto digiuno-ileo ). La valvola ileocecale o ileocolica (detta anche valvola di Falloppio o valvola di Bahuin) è la valvola che fa comunicare l’intestino tenue con il crasso e permette il passaggio del contenuto intestinale in una sola direzione, cioè dal tenue nel crasso. In patologia, ernia ileocecale , ernia interna molto rara, costituita da un segmento di intestino tenue che si introduce in una delle fossette... Leggi

  3. Glicemia

    Il contenuto in glucosio del sangue. Normalmente nell’individuo digiuno da circa 12 ore questo risulta compreso tra 70 e 95 mg/100 ml di sangue, se determinato con metodi enzimatici specifici. La g. può, in condizioni morbose, presentare significative variazioni, sia in aumento (iperglicemia ), come si ha nel diabete mellito, sia in diminuzione (ipoglicemia ). La curva glicemica rappresenta il tracciato che si ottiene registrando, a intervalli regolari, i valori che la g... Leggi

  4. Gastrosuccorrea

    Esagerata e continua secrezione di succo gastrico durante i pasti e a digiuno con peso e bruciore all’epigastrio, eruttazioni acide, vomito iperacido la mattina a digiuno.... Leggi

    Categoria: Patologia
  5. Iperossalemia

    Eccesso nel sangue di acido ossalico, i cui valori normali a digiuno sono di 2-3,5 mg %. L’iperossaluria è l’eccessiva escrezione urinaria di ossalato. A seconda del deficit enzimatico ereditario che ne è responsabile, se ne distinguono due tipi. Neltipo I , l’enzima carente è la 2-idrossi-3-ossoadipatocarbossilasi (enzima del metabolismo della glicina) che porta a un accumulo di gliossilato, in parte ossidato in ossalato. Neltipo II , l’enzima deficitario è la D... Leggi

  6. Gastrodigiunostomia

    Anastomosi chirurgica tra lo stomaco e il primo tratto del digiuno. Viene eseguita a seguito di resezione gastroduodenale (asportazione dei due terzi inferiori dello stomaco e del breve tratto iniziale del duodeno) o per escludere piloro e duodeno in caso di ulcere, tumori, aderenze ecc. GastroduodenostomiaAnastomosi tra lo stomaco e il duodeno, eseguita in passato dopo resezione pilorica, gastrica ecc. È stata sostituita dalla gastroenterostomia , anastomosi chirurgica... Leggi

    Categoria: Chirurgia
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  7. Mesentere

    In anatomia umana, ampia ripiegatura del peritoneo che congiunge l’intestino tenue alla parete posteriore dell’addome; rappresenta il meso dell’intestino tenue. Quando viene tratto verso l’esterno (apertura laparatomica), il m. si dispiega a guisa di ventaglio e mostra in trasparenza una ricchissima trama vascolare, arteriosa, venosa e linfatica. L’intestino mesenterico è la porzione dell’intestino tenue, rappresentata dal digiuno e dall’ileo, connessa alla parete posteriore dell... Leggi

  8. Atrofia

    Riduzione di volume di tessuti e organi dovuta alla diminuzione di volume delle singole cellule e della sostanza intercellulare; è per lo più accompagnata anche da diminuzione numerica degli elementi cellulari. Nell’uomo si hanno a. fisiologiche (in rapporto alla senilità, all’involuzione di alcuni organi, come per es. il timo, in varie età della vita) e a. patologiche (digiuno, carenze alimentari, febbre, disturbi circolatori, disordini neuroendocrini, inattività funzionale ecc... Leggi

  9. Kippur

    Kippūr Il digiuno d’espiazione per i peccati commessi dal popolo, che gli Ebrei celebrano nel decimo giorno (giorno dell’espiazione, Yom K. ) del mese di tishrī. Dalla festività ha preso nome la guerra del K. , ossia il quarto conflitto arabo-israeliano, scoppiato il 6 ottobre 1973, giorno del k., per iniziativa dell’Egitto e della Siria (➔ arabo-israeliane, guerre).... Leggi

  10. Duodeno

    Porzione fissa dell’intestino tenue lunga circa 25 cm, a forma di C, che abbraccia nella sua concavità la testa del pancreas. Si estende dal piloro alla flessura duodenodigiunale (o angolo di Treitz), l’angolo formato a sinistra della seconda vertebra lombare dall’intestino tenue, che si assume come limite tra il d. e il digiuno. Nel d. sboccano il coledoco e il dotto pancreatico a livello della papilla di Vater ed è in rapporto con le formazioni anatomiche vicine (fegato, cistifellea... Leggi

  11. Bulimia

    Patologica voracità associata in vario modo a diverse malattie (diabete, anchilostomiasi, lesioni diencefaliche, para;lisi progressiva, oligofrenia ecc.).B. nervosaSindrome di interesse psichiatrico, caratterizzata da abbuffate alimentari, intese come episodi di ingestione di notevoli quantità di cibo, associate alla sensazione di perdita di controllo e seguite da condotte di compenso, come digiuno, vomito, uso di purganti o lassativi, o eccessive prestazioni fisiche che, nelle... Leggi

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