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Sostanza naturale (per es., il saccarosio) o artificiale (per es., la saccarina) capace di dare sapore dolce ad alimenti e bevande. I d. si possono dividere anche in calorici (carboidrati e alcol polivalenti) e non calorici, questi ultimi molto richiesti come sostituti del saccarosio Leggi
Miscela di mono- e disaccaridi idrogenati dotata di potere dolcificante pari a circa il 60% di quello del saccarosio. I componenti principali sono il 6-O-α-D-glucopiranosil-D-sorbitolo e l’1-O-α-D-glucopiranosil-D-mannitolo diidrato. È un dolcificante di massa (➔ dolcificante) che ha trovato impiego relativamente ampio in caramelle, gomme da masticare e biscotti privi di saccarosio.... Leggi
Nome depositato dell’estere metilico della l-aspartil-l-fenilalanina. Per il notevole potere dolcificante (circa 200 volte più del saccarosio) e per la completa assenza di tossicità, viene utilizzato come dolcificante non calorico (per bevande, in pasticceria ecc.). Per produrlo si fa largo uso delle sintesi enzimatiche utilizzando la termolisina, una proteasi prodotta da Bacillus thermoproteoliticus, che viene immobilizzata in una matrice polimerica. Il dosaggio giornaliero... Leggi
Proteina isolata dai frutti di Synsepalum dulcificum, arbusto dell’Africa tropicale: ha la particolarità di far avvertire come dolce ogni sapore aspro; è stata proposta come dolcificante ipocalorico.... Leggi
Disaccaride, C12H22O11•H2O. Si può estrarre dal malto, è costituito da due molecole di glucosio unite da un legame α-glicosodico che viene scisso dalla maltasi. Si presenta in cristalli incolori, solubili in acqua e alcol; si trova in natura nella forma destrogira; si usa come agente dolcificante nell’industria dolciaria, della birra ecc.; è impiegato come mezzo di coltura per terreni batteriologici o come stabilizzante dei polisolfuri. Nell’uomo si forma m... Leggi
Composto chimico (detto anche sucrina o sicosina), immide ciclica dell’acido o-solfobenzoico, di formula polvere bianca cristallina, inodore, di sapore dolce persistente, ancora percettibile in soluzione acquosa alla diluizione 1:100.000; poco solubile in acqua fredda, più solubile in acqua bollente, in alcol, in glicerina. L’atomo di idrogeno del gruppo imminico, per la presenza dei due gruppi elettrofili CO e SO2, possiede proprietà acide e perciò la s. forma con i metalli sali ben definiti, noti con il nome di saccarinati... Leggi
Nome comune di varie specie di piante del genere Sorbus e in particolare di Sorbus domestica (v. fig.), arbusto, o albero, delle Rosacee, alto fino a 20 m, con foglie imparipennate a 6-10 paia di segmenti, bianco-pubescenti inferiormente, con piccoli fiori bianchi riuniti in grappoli corimbiformi. È spontaneo in varie regioni del Mediterraneo (Spagna, Italia, regione balcanica ecc.), nell’Europa centrale è stato introdotto nel Medioevo. Si coltiva in molte varietà, per i frutti mangerecci (sorbe), piccoli pomi, di 2-4 cm di diametro, ovoidali o piriformi, di color bruno porporino... Leggi
(o glicosio) Il monosaccaride più diffuso in natura. È chiamato anche destrosio ; un tempo era noto anche con i nomi di zucchero d’uva o d’amido . 1. GeneralitàIl g. si trova allo stato libero nella frutta dolce, nel miele, nel nettare dei fiori e in piccole quantità negli organismi animali. Sotto forma combinata si trova in molti glicosidi; allo stato di polimero costituisce l’amido, la cellulosa, il glicogeno ecc... Leggi
Nel linguaggio scientifico, nome generico di monosaccaridi, disaccaridi e oligosaccaridi; sono composti solubili in acqua e generalmente dolci. Per estensione, il termine comprende l’insieme dei glicidi.Nell’uso comune s’intende per z. il saccarosio; sostanza bianca, dolce e cristallina (quando è raffinata), che ha larga parte nell’alimentazione. Si estrae essenzialmente da due fonti vegetali: la canna da z. (Saccharum officinarum), una pianta perenne e gigante coltivata nelle regioni tropicali (che lo contiene immagazzinato nel fusto), e la barbabietola da z... Leggi
Prodotto di secrezione delle ghiandole mammarie; si presenta come un liquido bianco opaco, di composizione chimica complessa; è destinato ad alimentare la prole dei Mammiferi, per la quale rappresenta un alimento completo e indispensabile del primo periodo della vita. Oltre al l. materno nel periodo dell’allattamento, l’uomo usa come alimento di grande pregio, anche nel resto della vita, il l. di animali, che è anche oggetto di una grande industria. A norma di legge per l. alimentare deve intendersi (art. 15 r.d... Leggi
Nome depositato del sale di potassio del composto chimico di formula:formulache si ottiene per reazione fra isocianato di fluorosolfonile ed etere ter-butilico. È una polvere cristallina, incolore, facilmente solubile in acqua, stabile al calore e in un ampio intervallo di valori di pH, dotata di un notevole potere dolcificante (circa 200 volte più del saccarosio). Non è assorbito dall’organismo e viene espulso rapidamente nelle urine, senza essere metabolizzato... Leggi
Proteina dimerica presente nei frutti della pianta tropicale Dioscoreophyllum cumminsii, dotata di elevate proprietà dolcificanti. Il nome deriva dal Monell chemical senses center (Pennsylvania), dove è stata scoperta. È costituita da 2 subunità (denominate A e B) formate rispettivamente da 44 e 50 amminoacidi, ha un peso molecolare di circa 11.000, non contiene carboidrati a essa associati (meno del 5% in massa) e, a parità di massa, ha un potere dolcificante 3000 volte superiore al... Leggi
DOLCIFICANTI(App. II, I, p. 801)Dolcificanti artificiali− I d., oltre che in naturali e di sintesi, si dividono in calorici e non calorici (o acalorici), a seconda che siano caratterizzati da un elevato o basso valore calorico, o nutritivo. La produzione dei d. proposti o usati in passato − saccarina (XXX, p. 388), dulcina, etere n-propilico del 2-ammino nitrofenolo (App. II, i, p. 801) e anche i ciclammati, entrati nell'uso nel dopoguerra − è stata o sospesa o abbandonata perché a un loro uso prolungato è stata attribuita una particolare pericolosità (tossicità, proprietà oncogene, ecc.). Leggi
DOLCIFICANTI ARTIFICIALI. - Le diverse sostanze dotate di sapore dolce che finora si conoscono possono avere origine biologica (zuccheri, amminoacidi) oppure rappresentano prodotti di laboratorio o dell'industria. Queste ultime sostanze sono molto più numerose di quelle naturali ed il loro sapore dolce, più o meno marcato, è di solito poco gradevole perché ad esso si sovrappongono anche altri sapori. Tra queste sostanze di sintesi sono particolarmente degne di nota alcune, che possiedono proprietà dolcificanti straordinariamente elevate (v. sotto). Leggi
SACCARINA (o solfoimide benzoica C7H5O3NS). - È la sostanza più usata come surrogato dello zucchero: però in parecchi stati il suo impiego per edulcorare bevande e alimenti è vietato. Fu preparata per la prima volta da Fahlberg e Remsen (1879). Fahlberg, accortosi a caso dello straordinario sapore dolce, si pose tosto a fabbricarla su vasta scala impiantando una vera industria della saccarina, che fece la sua prima comparsa nel 1885 a Londra all'esposizione delle invenzioni. Leggi
STAZIONI idrominerali. - Vengono così denominate le località che posseggono acque minerali utilizzate a mezzo d'appositi impianti per scopo curativo. Meno propriamente sono anche chiamate stazioni termali, poiché nel significato comune vi si comprendono anche quelle ove sono usate acque minerali fredde, cioè non termali. Questa pratica terapeutica ha tradizioni antichissime, specialmente in Italia, come pure negli altri paesi che ricevettero l'impronta della civiltà romana (v. bagni). Leggi
ENZIMI (XIV, p. 44; App. II, 1, p. 856; III, 1, p. 558). - Poiché gli e. sono di natura proteica, il problema della loro sintesi s'identifica con quello della sintesi delle proteine specifiche; soltanto la formazione dei coenzimi batte vie particolari, diverse da caso a caso. Precursori fondamentali degli e. sono gli amminoacidi. La carenza di amminoacidi, soprattutto essenziali, causa una minore produzione di e. e soprattutto di alcuni di essi; per es. Leggi
BiotecnologiaBiotecnologie e genetica di Roberto GambariCon il termine biotecnologia ci si riferisce a un settore molto vasto della ricerca, che prevede l'utilizzo di organismi viventi o di loro componenti subcellulari al fine di ottenere risultati trasferibili a settori applicativi molto diversificati, quali, tra gli altri, i settori biomedico, farmaceutico, agro-alimentare, industriale e ambientale. In molti casi, le b. innovative sono basate sull'uso di molecole di DNA ricombinante (definito ingegneria genetica) e su procedimenti di fusione cellulare e di trasferimento genico. Leggi
ALIMENTAZIONE. - Si dicono alimenti quelle sostanze che introdotte nell'organismo servono a sopperire al suo dispendio in forza viva, a fornirgli i materiali di riparazione e di accrescimento, se questo si verifica, e a fornirgli infine alcune sostanze (vitamine) indispensabili al normale svolgimento di funzioni fondamentali per la vita dell'individuo e della specie.Gli alimenti, meno l'ossigeno che viene introdotto per le vie respiratorie (v. respirazione), vengono introdotti per la bocca nel tubo digerente, dove subiscono importanti modificazioni chimiche e chimico-fisiche (v. Leggi
ACQUA (dal lat. aqua; fr. eau; sp. agua; ted. Wasser; ingl. water). - L'acqua è il liquido più diffuso in natura, tanto che gli antichi la consideravano uno dei quattro elementi.Chimicamente essa è un composto di idrogeno e ossigeno, secondo la formula H2O.Acqua in natura.L'acqua abbonda in natura, e si trova presente in tutti e tre gli stati: solida, liquida e allo stato di vapore. Leggi
ALCALI (dall'arabo al-qalī "potassa"). - Con la parola alcali, seguita da diversi aggettivi, si designavano anticamente i numerosi sali di potassio, di sodio e di ammonio conosciuti. Così, p. es., si chiamavano: alcali minerale saturato o alcali pneumatico il bicarbonato di sodio, alcali dolcificato il carbonato potassico, alcali concreto il carbonato ammonico, alcali vegetale vitriolato il solfato potassico, ecc.S'indicano oggi con questo nome gli ossidi e gl'idrati di litio, sodio, potassio, rubidio, cesio (alcali caustici). L'ammoniaca si chiama anche alcali volatile. Leggi