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medicinaAzione dannosa esercitata sull’organismo da sostanze esogene. Negli a. si rendono necessari soccorsi d’urgenza per neutralizzare al più presto l’azione del veleno, favorirne la rapida eliminazione, curare opportunamente i sintomi più gravi e minacciosi. La neutralizzazione è difficile perché la parte già assorbita e circolante può essere solo in particolari casi vinta da un antidoto chimico... Leggi
Atto rituale per cui persone o cose in stato di impurità si rendono degne di entrare o rientrare a contatto con il sacro. In particolare, nella liturgia cattolica, l’atto con cui si riportano all’uso comune oggetti che sono stati a contatto con le cose sacre.Nel linguaggio mistico, la p. dell’anima è la rimozione degli ostacoli che si oppongono al raggiungimento della perfezione; si dice attiva in quanto legata alla mortificazione e alla penitenza; si dice passiva in quanto dipende, nei più alti stati mistici, dall’intervento diretto di Dio. Riti di p... Leggi
biologia Organismo eucariote, filamentoso, immobile, che trae il proprio nutrimento da altri organismi, vivi o in decomposizione. I f. si differenziano dagli organismi animali perché privi di apparati locomotori o di sistemi specializzati di ingestione e digestione di alimenti, e da quelli vegetali per la mancanza di sistemi fotosintetici. I f. costituiscono un gruppo sistematico comprendente organismi di aspetto molto diverso, alcuni macroscopici, come i f. mangerecci, altri così minuti che si possono osservare bene solo al microscopio. Per es., sono f... Leggi
Farmaco capace di provocare il vomito senza causare altri notevoli effetti collaterali. Alcuni e., come l’apomorfina, agiscono stimolando il centro bulbare del vomito (e. centrali ); altri, più numerosi, stimolano le terminazioni nervose sensitive del nervo vago (per esempio quelle della mucosa gastrica), o del nervo glosso-faringeo, causando il vomito in via riflessa.... Leggi
Famiglia di piante Dicotiledoni, ordine Asterali, acquatiche e di palude, con foglie semplici o trifoliate e fiori pentameri ermafroditi e attinomorfi. Le M. comprendono 5 generi subcosmopoliti (Menyanthes, Liparophyllum, Nephro;phyllidium, Nymphoides, Villarsia) con una quarantina di specie. In Italia vivono Nymphoides peltata (v. fig.) e Menyanthes trifoliata, dai cui rizomi si ricava un glicoside amaro, la meniantina (C33H54O14), solubile in acqua e non in alcol, dotato di proprietà febbrifughe, purgative, emetiche.... Leggi
Nome che si dà all’ossisolfuro d’antimonio, largamente utilizzato in passato (anche sotto i nomi di polvere dei certosini, chermes di Cluzel ecc.) per le sue proprietà emetiche. Una varietà meno pura, detta chermes caballino, è usata in veterinaria.... Leggi
Filologo e poeta ebreo (Copenaghen 1725 - Amburgo 1805). Visse ad Amsterdam, Copenaghen e Berlino come rappresentante di banca. La sua prima opera è una traduzione in ebraico dell'apocrifo Sapienza di Salomone (1755, pubbl. 1780), cui seguirono, fra gli altri, Yēin Lĕbānōn ("Il vino del Libano", 1775) e Dibrē shalōm wĕ emet ("Parole di pace e verità", 1782), dove W. affronta problemi di linguistica. Il suo capolavoro sono gli Shirē tiferet ("Canti di lode") composti... Leggi
Medico (Verona 1553 circa - Venezia 1604); dal 1593 preside del collegio dei medici della sua città. Sotto l'influsso delle dottrine paracelsiane prolungò l'uso in terapia dell'antimonio, di cui per primo ottenne e impiegò l'ossicloruro, polvere bianca, cristallina che egli chiamò "pulvis angelicus" e che è rimasta nota, fino a tempi recenti, come polvere di Algarotti. Con questa l'autore preparò delle pillole (pillole di A.), che ebbero per molto tempo larghissimo impiego a scopo purgativo o emetico.... Leggi
EMETICI (gr. ἐμετικός "vomitorio"). - Sostanze che fanno vomitare senza produrre altre gravi manifestazioni generali: p. es. l'apomorfina, l'ipecacuana, il solfato di rame, il tartrato d'antimonile e di potassio. Gli emetici si distinguono in centrali e periferici (o riflessi). I primi (apomorfina) provocano il vomito (v. Leggi
CLORATO POTASSICO (lat. Kalium chloricum) o sale di Berthollet. - Importante derivato dal cloro (v.), dalla formula KClO3, molto usato in terapia. È una sostanza in tavolette monocline, bianche, splendenti, di sapore salino fresco, inalterabile all'aria; si scioglie in 16 parti d'acqua fredda e due d'acqua bollente. Se riscaldato, battuto e triturato insieme con sostanze organiche o con altri corpi riduttori, esplode con violenza. Leggi
EMETINA. - È uno degli alcaloidi più importanti della ipecacuana (v. ipecacuana), di cui è officinale la radice. Oltre l'emetina, contenutavi nella quantità di circa l'1% e isolata per la prima volta nel 1817 da P.G. Pelletier e F. Magendie, la radice contiene anche cefaleina, psicotrina, metilpsicotrina, ipecuanina e idroipecacuanina. La fornnula bruta dell'emetina non è ancora ben stabilita: (C29H40N2O4 secondo Carr e Ryman; C30H44N2O4 secondo Keller e C30H40N2O3 secondo Hesse) ma è ben sicuro però che contiene un gruppo metossilico O. Leggi
ESPETTORANTI (dal lat. expectñro "espettoro"; ted. hustenlösende [Heilmittel]). - Sono medicamenti che facilitano l'espettorazione delle secrezioni bronchiali, e ciò vale direttamente a eliminare una delle cause che determinano la tosse.Si considerano come espettoranti alcune droghe: poligala, scilla, ipecacuana, ecc.; alcune sostanze minerali: acetato d'ammonio, ioduri alcalini, antimoniali, ecc.; alcune sostanze organiche: la trementina e suoi derivati (terpina e terpinolo), l'eucaliptolo, ecc.; alcuni balsami (del Perù, del Tolù, storace); qualche resina (benzoino). Leggi
ACONITINA. - Nel 1833, per la prima volta, venne estratto dall'Aconitum napellus un alcaloide, detto aconitina (Geiger e Hesse). Tuttavia esistono diverse altre specie di aconitina, non meno interessanti, ma ancor meno studiate dal punto di vista chimico e tossicologico: godono a questo riguardo una trista celebrità i cosiddetti aconiti indiani, tra cui primeggia l'A. ferox col suo principio, conosciuto sotto il nome di pseudoaconitina, uno dei veleni più temibili che si conoscano. Leggi
AGRIFOGLIO (lat. scient. Ilex aquifolium L.; fr. houx; sp. acebo; ted. Stechpalme; ingl. holly). - Albero poligamo-dioico, della famiglia delle Aquifoliacee, di 7 ad 8 metri di altezza, a tronco diritto e rami eretto-patenti, con scorza liscia e verde: le foghe sono alterne, persistenti, lisce, coriacee, ovali, acute, a margine cartilagineo senza stipole. Leggi
POSOLOGIA. - Con questo nome (dal gr. πόσος "quanto" e λόγος "studio") s'indica quella parte della farmacologia che studia e determina la dose dei medicamenti; dose che, come già la definì Saladino d'Ascoli, medico del sec. XV, è la quantità limitata di un determinato rimedio atto a produrre un'azione medicamentosa sufficiente, non troppo debole, né superflua. Leggi
CLORALIO. - È l'aldeide tricloroacetica (CCl3•COH). Fu gcoperto dal Liebig nel 1832, facendo agire il cloro secco sull'alcool etilico a 96°; metodo usato anche oggi nell'industria. La reazione è fmita quando non si svolge più acido cloridrico e non viene assorbito più cloro. In una prima fase l'alcool etilico viene ossidato ad aldeide, che il cloro in eccesso trasforma poi in aldeide triclorurata.Insieme col cloralio si formano altri prodotti clorurati: acetale, alcoolato di cloralio, idrato di cloralio ed altre sostanze indifferenti. Leggi
ALCALINI. - Si chiama così un gruppo di sostanze al quale appartengono i sali basici (fosfati trimetallici), i sali ad acido debole (carbonati, bicarbonati, borati) e le basi libere (calce, magnesia). Anche i sali ad acido organico si considerano fisiologicamente come sostanze alcaline, perché nell'organismo facilmente vengono trasformati in carbonati.Il valore dell'alcalinità normale del sangue non può essere stabilmente aumentato dalle sostanze alcaline, poiché gli alcali eccedenti, passati in circolo, si eliminano rapidamente con le urine. Leggi
STRICNINA. - C21H22O2N2. Scoperta da Pelletier e Caventou (1818) nella fava di S. Ignazio (semi della Strychnos Ignatii), poi nella noce vomica (semi della S. nux vomica): si trova pure nella corteccia della falsa angostura, ecc. Stricnina e brucina, quasi sempre associate, sono i due alcaloidi principali di varie specie di Strychnos (loganiacee) dell'India e delle Filippine, in cui la vomicina è l'alcaloide secondario (fava di S. Ignazio: 1,5% stricnina, 0,5 brucina; noce vomica: 0,9-1,9 stricnina e 0,7-1,5 brucina; semi del commercio: 2,5 in media di stricnina + brucina). Leggi