1. Endimione

    (gr. ᾿Ενδυμίων) Eroe della mitologia greca; nelle versioni più importanti del suo mito appare amato da Selene (la Luna). Secondo Pausania e Apollodoro era re di Elide; ebbe da Selene 50 figlie; da Zeus ricevette la possibilità di sostituire la morte con un sonno eterno. Il motivo del sonno ricorre nella versione asiatica: qui è Selene stessa che immerge in un sonno eterno l’eroe in una grotta del monte Latmo in Caria. Secondo altre tradizioni il dio Ipno avrebbe dato la possibilità a E., del quale si era innamorato, di dormire a occhi aperti Leggi

    endimione si trova anche nelle opere:
    Enciclopedia dell' Arte Antica (1960)

    Figlio di Aetlio e di Calice, re di Elis, secondo alcune fonti, secondo altre proveniente dalla Caria, dove si mostrava la sua tomba in una grotta presso il Latmo

    Enciclopedia Italiana (1932)

    Giovane pastore di grande bellezza, di cui la leggenda greca narrava che fosse stato amato dalla Luna (Selene)

  2. Selene

    (gr. Σελήνη) Divinità greca, personificazione della Luna. Figlia di Iperione e di Teia, sorella (o moglie, o figlia) di Elio, fu poi identificata con Artemide. Era rappresentata su un carro d’argento tirato da buoi bianchi (o cavalli o cervi). Nell’età ellenistica fu identificata con Ecate e dagli Egizi con Iside. Noto il mito dei suoi amori con il pastore Endimione, da cui avrebbe avuto 50 figlie. Nelle figurazioni più antiche aveva il disco lunare in testa; in seguito il crescente... Leggi

  3. Metastasio ‹-ʃio›, Pietro

    Poeta (Roma 1698 - Vienna 1782). Figlio di Felice Trapassi, soldato dell'esercito pontificio e poi salumiere. A 12 anni, nella bottega di un orefice, dove era stato messo per imparare l'arte, fu udito improvvisare da G. V. Gravina, che lo prese in casa sua, lo adottò come figlio, gli grecizzò il nome in Metastasio. Gravina gli fece abbandonare l'abitudine dell'improvvisazione, gli diede una solida istruzione classica e, condottolo in Calabria (a Scalea) dal cugino Gregorio Caloprese, gli fece insegnare la filosofia cartesiana. Tornato a Roma, M... Leggi

  4. Errico, Scipione

    Letterato (Messina 1592 - ivi 1670) vissuto a Roma e a Venezia; dopo i due idillî Endimione e Arianna (1611) scrisse poemi (più notevole di tutti Babilonia distrutta, 1624) e poemetti (La via lattea, 1614); le Rime, pubblicate nel 1619 e le Poesie liriche del 1646 rivelano la sua grande ammirazione per G. B. Marino, a difesa della cui opera scrisse, contro l'Occhiale di T. Stigliani, L'Occhiale appannato (1629). A difesa del Marino compose anche due commedie (Le rivolte di... Leggi

  5. Foto su Endimione

  6. Caritèo

    Poeta (Barcellona 1450 circa - Napoli 1514); di nome Benedetto Gareth, si fece chiamare il C. - adattamento umanistico del cognome - nella Accademia alfonsina. Venuto dalla Spagna a Napoli, fu protetto, ed ebbe uffici pubblici sino a quello di segretario di stato (1495), dai re aragonesi, cui restò fedele anche nelle avversità. Ha fama soprattutto per il suo canzoniere, Endimione (dal nome Luna che diede alla dama celebrata; 1506 e, ampliato, 1509), in parte anche d'argomento storico... Leggi

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  7. French ‹frènč›, Daniel Chester

    Scultore inglese (Exeter 1850 - Stockbridge, Mass., 1931). Rappresentante della tradizione accademica, si orientò verso un elegante naturalismo. Svolse attività multiforme e intensa: ritratti (di R. W. Emerson), Endimione (eseguito a Firenze), monumenti commemorativi allegorici, grandi statue ideali (monumenti a M. Milmore nel cimitero di For est Hills a Boston, a Lincoln in Lincoln, a Washington a Parigi, ecc.).... Leggi

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  8. Guidi, Alessandro

    Poeta (Pavia 1650 - Frascati 1712); sedicenne era già alla corte dei Farnese a Parma, dove nel 1681 pubblicò Poesie liriche (ripudiate poi nel 1691 insieme con tutte quelle opere che G. considerava d'imitazione mariniana) e il melodramma Amalasunta in Italia, musicato da Policci. Recatosi a Roma nel 1683, entrò nelle grazie della regina Maria Cristina di Svezia, che lo convinse a trasferirsi in questa città, il che egli fece due anni dopo. Nel 1691 entrò nell'Accademia degli Arcadi che la regina aveva fondato nel 1656... Leggi

  9. Althann ‹àlthan›, Marianna Pignatelli contessa di

    Favorita (Alcudia, Spagna, 1689 - Vienna 1755) dell'imperatore Carlo VI. Sposò a Barcellona Giovanni Venceslao conte d'A., di cui rimase vedova nel 1722. Nel 1721 il Metastasio le dedicò l'Endimione; nel 1730 ella lo chiamò a Vienna, a lui legandosi con vincoli d'affetto.... Leggi

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  10. Drayton ‹drèitn›, Michael

    Poeta (Hartshill, Warwickshire, 1563 - Londra 1631). Fu scrittore fecondo e versatile. Contribuì alla voga dei canzonieri, come altri sonettisti elisabettiani, con Idea. The Shepheards garland (1593), raccolta di egloghe alla maniera spenseriana, e Ideas Mirrour (1594), raccolta di 51 sonetti. Compose poemi pastorali: Endimion and Phoebe (1595); The Shepheards sirena (1627), in metro spenseriano, e The muses' Elizium (1630). Collaborò con H. Chettle, Th. Dekker e... Leggi

  11. Gombauld ‹ġõbó›, Jean-Ogier de

    Poeta francese (Saint-Just-de-Lussac, Saintonge, fine sec. 16º - Parigi 1666). Protetto dalla reggente Maria de' Medici, ebbe meno fortuna sotto Richelieu; entrò all'Académie française fin dalla fondazione (1634). S'impose ai contemporanei per la sua nobiltà, la sua indipendenza, la sua eleganza, e fu tra i frequentatori del salotto della marchesa di Rambouillet. Scrisse un romanzo mitologico, Endimion (1624), la pastorale Amaranthe (1631), la tragedia Les... Leggi

  12. RISULTATI DALL'ENCICLOPEDIA ITALIANA

    • ENDIMIONE

      ENDIMIONE (Ενδυμίων, Endymion). - Giovane pastore di grande bellezza, di cui la leggenda greca narrava che fosse stato amato dalla Luna (Selene). Questo amore divino per il bel giovanetto, secondo la forma più diffusa della leggenda, era localizzato sul monte Latmo in Caria, a poca distanza da Mileto e da Eraclea; ivi la dea, scesa a comtemplare il giovane dormiente, gli avrebbe dato un eterno sonno per poterlo furtivamente venire a baciare. Ma con E., sia in rapporto con tale lungo sonno, sia. Leggi

    • BENTI BULGARELLI

      BENTI BULGARELLI, Marianna. - Celebre amica di Pietro Metastasio, del quale fu per oltre un decennio la musa ispiratrice. Era nata nel 1684 a Roma, onde il nome rimastole in arte di "Romanina". Cantando a Roma nel 1721 nell'Endimione e negli Orti Esperidi (libretto del Metastasio), conobbe il poeta, che aveva 14 anni meno di lei, e se ne innamorò. Leggi

    • SIBILLA ALERAMO

      SIBILLA ALERAMO. - Pseudonimo di Rina Faccio, scrittrice, nata ad Alessandria (Piemonte) il 14 agosto 1876.L'Aleramo si provò nel romanzo, nel teatro, nella lirica e nella prosa lirico-critica; con varia fortuna, benché il suo primo romanzo, Una donna, sia forse il suo libro più popolare. A carattere autobiografico e documentario, con qualche tono di rivendicazione femminista, esso non è certo il migliore dell'Aleramo, la quale si staccò subito da codesti modi, aspirando a un'arte più schietta.Oggi si vede che nella narrativa (Il passaggio; Amo, dunque sono, ecc. Leggi

    • PESCETTI

      PESCETTI, Ciovanni Battista. - Nato a Venezia nei primi anni del sec. XVIII, morto dopo il 1766, allievo di Antonio Lotti, compositore di musica sacra e teatrale e cembalista, fu coetaneo, amico e anche collaboratore di B. Galuppi (v.). Nel 1730 compose per i teatri di Roma un'opera Costantino pio. Fu a Londra dal 1736 al 1740 circa e vi compose alcune opere quali Demetrio, il Vello d'oro e una cantata Diana ed Endimione.Compose inoltre l'Ezio, eseguito anche a Praga, nel 1760. Fu nominato, nel. Leggi

    • ERRICO

      ERRICO, Scipione. - Nato nel 1592 a Messina, dove morì il 18 settembre 1670, fu poeta, critico, erudito fecondissimo. A ventidue anni pubblicò a Messina il poemetto La via lattea (1614) e nel 1619 pure in Messina le Rime, che furono poi ristampate con altri componimenti poetici, e dedicate al principe Leopoldo de' Medici (Venezia 1646). Leggi

    • ALBERTI

      ALBERTI, Domenico. - Nobile veneto, dilettante di musica, nato a Venezia circa il 1710 e morto, sembra, a Roma nel 1740. Cantante, cembalista e compositore, fu allievo del prete Antonio Biffi, maestro di cappella di S. Marco (a sua volta allievo di G. Legrenzi) e di Antonio Lotti, successore del Biffi. Ebbe una notevole cultura tecnica, sebbene la strada da lui scelta non fosse consona alla tradizione dalla quale discendeva. Leggi

    • GARETH

      GARETH, Benedetto, detto il Cariteo. - Poeta, nato verso il 1450 a Barcellona, morto a Napoli nel 1514. Verso il 1467-1468 venne a Napoli allora dominata dagli Aragonesi. Valentissimo nella musica, affascinante nella conversazione, ebbe amici il Pontano, il Sannazaro, il Galateo e i migliori letterati napoletani. Nella Accademia Alfonsina fu il Cariteo, cioè il "prediletto dalle Grazie". Nel 1486 fu nominato "percettore dei diritti del sigillo della Regia Camera", nel 1495 scelto a succedere al Pontano nel posto di segretario di stato. Alla calata di Carlo VIII, seguì il suo re nell'esilio. Leggi

    • GIROLAMO

      GIROLAMO da Carpi. - Pittore e architetto. Nacque a Ferrara nel 1501 da Tommaso detto Sellaio oriundo di Carpi, pittore; morì ivi nel 1556. A Modena e a Parma ben presto studiò e copiò abilmente le opere del Correggio e subì l'influenza del Parmigianino, ma tornato a Ferrara egli impostò il proprio stile sul gusto di questa scuola seguendo il Dosso e specialmente il Garofalo col quale talvolta ebbe a collaborare, ritenendo anche impressioni della scuola romana. Leggi

    • GUIDI

      GUIDI, Alessandro. - Poeta, nato a Pavia il 14 giugno 1650, morto a Frascati il 13 giugno 1712. Iniziò la sua carriera poetica alla corte del duca Ranuccio Farnese a Parma, alla quale fu ammesso sedicenne. Nel 1681 pubblicò una raccolta dei versi scritti nel primo periodo della sua permanenza a Parma, e nello stesso anno diede alle stampe il melodramma Amalasunta in Italia. In questa produzione giovanile, ch'egli più tardi ripudiò, fu marinista, pur manifestando disposizioni a una lirica di sensi più virili. Leggi

    • MOLA

      MOLA, Pier Francesco. - Pittore e incisore, nato a Coldrerio (Canton Ticino) nel 1612, morto a Roma nel 1666. Venuto, ancora fanciullo, a Roma, vi ebbe a primo maestro il Cavalier d'Arpino e vi conobbe la pittura del Guercino. Sono probabili opere sue di gioventù gli affreschi del Gesù e il Nathan e David della Pihacoteca capitolina. Passato, forse intorno al 1635, a Bologna, vi fu a contatto con l'Albani; dipinse allora, con spirito affine al maestro, quadri di piccole dimensioni, quali il Battesimo di Gesù della coll. Bridgewater a Londra. Leggi