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Ammiraglio e doge di Venezia (Venezia 1107 circa - Costantinopoli 1205), primo della famiglia. Iniziò la vita politica nel 1172 come ambasciatore di Venezia presso l'imperatore Manuele Comneno, e subito dopo presso Guglielmo II re di Sicilia. Il 21 giugno 1192, ottantacinquenne e cieco, fu assunto al dogato e s'impegnò, primo fra i dogi di Venezia, con la promissione ducale a rispettare alcune consuetudini e ad accettare limiti alla sua autorità... Leggi
Patriota (Varese 1827 - Roma 1849), figlio di Tullio; col fratello Emilio prese parte alle Cinque giornate di Milano, alle operazioni del battaglione dei bersaglieri lombardi di L. Manara nel Bresciano, nel Trentino, alla battaglia di Novara e alla difesa di Roma, dove cadde durante l'assalto di Villa Corsini.... Leggi
(croato Zadar) Città della Croazia (69.556 ab. nel 2001), nella Dalmazia settentrionale, sulla costa del canale omonimo. Il centro è raccolto su una stretta e lunga penisola parallela alla costa, ridotta a isola con lo scavo di un canale al principio del Seicento, e più tardi unita di nuovo alla terraferma. Il sobborgo di Cerarìa, situato sulla sponda nord-orientale del porto, è collegato alla città con un ponte, che limita praticamente il porto, la cui estrema parte interna forma la Valle de’ Ghisi... Leggi
Nome (dall’arabo mautabān, moneta in corso durante le crociate) dato al ducato d’argento o grosso, fatto coniare dal doge Enrico Dandolo verso il 1202; prima moneta veneziana importante, ebbe largo credito e fu imitato in altre zecche italiane.... Leggi
Comune della prov. di Gorizia (115,1 km2, in gran parte acque interne, con 8663 ab. nel 2008). Sorge su un’isola al margine della laguna a cui dà nome (Laguna di G. ) ed è collegata alla terraferma da una strada che, su una striscia di sostegno artificiale, attraversa la laguna stessa. Molto sviluppato il turismo, favorito da un’adeguata attrezzatura ricettiva. Sono attive la pesca lagunare e marittima e l’industria conserviera del pesce. Di origine romana (ad Aquas Gradatas), G. fu il porto (gradus «scalo») avanzato di Aquileia... Leggi
(gr. Θεσσαλονίκη) Città, fondata da Cassandro nei pressi dell’antica Terme. In età medievale il nome divenne Salonicco . Regno di T. Fondato da Bonifacio I marchese del Monferrato, dopo la presa di Costantinopoli nel 1204, comprendeva la Macedonia a O del Mesta, Tessaglia o Grande Valacchia, Beozia, Attica, Megaride, Peloponneso, in gran parte principati e baronie soggetti al re. Bonifacio si era impadronito della Macedonia in contrasto con gli altri capi della crociata e dopo un conflitto armato con l’imperatore Baldovino I... Leggi
(o quartaruolo) Antica unità di misura di capacità per il vino usata a Roma, equivalente a 14,585 l; era la quarta parte del barile. Piccola moneta di mistura veneziana, coniata a cominciare dal dogato di Enrico Dandolo, del valore di 1/4 di denaro.Moneta di Giovanna II d’Angiò-Durazzo regina di Napoli, coniata all’Aquila e chiamata q. aquilano , equivalente a 1/4 di carlino, detta anche cella.... Leggi
Doge di Venezia (Venezia 1306 - ivi 1354), quarto della famiglia. Entrato giovanissimo nella carriera pubblica, ricoprì le più alte cariche dello stato: nel 1328 procuratore di S. Marco, nel 1333 podestà di Trieste, nel 1336 provveditore in campo, fu il 4 genn. 1343 eletto doge. Ispirandosi all'esempio di Enrico D. al quale gli piacque ricollegarsi, spiegò notevoli doti di politico, di uomo d'azione e di letterato... Leggi
Pittore (Venezia 1579 circa - ivi 1620). A Roma (dal 1598 circa) fu allievo dello scultore C. Mariani, accostandosi in seguito alla cerchia dei caravaggeschi. S. dimostrò, soprattutto nelle opere del primo periodo (Riposo durante la fuga in Egitto, 1606, Frascati, eremo dei Camaldolesi; Banchetto del ricco Epulone, Roma, Pinacoteca capitolina), un'interpretazione personale del caravaggismo, moderato da un uso della luce e del colore di tradizione veneziana e da una visione più intima, che lo avvicina a O. Gentileschi e a A... Leggi
Nipote del doge Enrico Dandolo, fu terza moglie di Stefano Primo Coronato (1196-1227), re di Serbia, che grazie anche a questo matrimonio orientò la sua politica verso Venezia e il papato, ottenendo nel 1217 la corona reale.... Leggi
Doge di Venezia (m. Venezia 1229), 44º della serie tradizionale, figlio di Sebastiano. Succeduto nell'ag. 1205 a Enrico Dandolo, dovette affrontare l'organizzazione, lo sfruttamento e la difesa del nuovo vastissimo impero conquistato in Oriente dai Veneziani sotto Dandolo, in concorrenza con i signori latini di Bisanzio e contro i tentativi di riscossa greca, la minaccia bulgara e le trame genovesi; sotto di lui fu anche organizzata la colonizzazione di Candia. Durante il suo... Leggi
Figlio secondogenito (m. 1228 circa) di Stefano Nemanja, cui successe (1196). Sostenne aspre lotte col fratello maggiore Stefano Vukan, che prese il suo posto dal 1202 al 1203. Costituitosi l'Impero latino d'Oriente, si appoggiò a Venezia e a Roma, sposò Anna, nipote di Enrico Dandolo, conquistatore di Costantinopoli, e ottenne (1217) da Onorio III la corona di re: di qui il titolo di Primo Coronato. Consolidò la struttura... Leggi
DANDOLO, Enrico. - Doge, ammiraglio, fondatore della potenza coloniale dei Veneziani nell'Impero d'Oriente. Se è vero che fu assunto al dogato (1192) in età di 85 anni, egli sarebbe nato prima del 1107. Coprì parecchie cariche pubbliche, fra cui quella di ambasciatore, o legato, di Venezia presso Guglielmo II di Sicilia e presso l'imperatore Manuele Comneno, col quale, secondo la tradizione raccolta dal Sanudo, sarebbe venuto a grave conflitto tanto che l'imperatore l'avrebbe fatto abbacinare. Leggi
DANDOLO, Enrico. - Nato a Varese il 26 giugno 1827, morto a Roma il 3 giugno 1849. Discepolo di Angelo Fava, trascorse la sua fanciullezza (1835-38) nella villa materna di Adro, e dopo una dimora di due anni in Roma con tutti i suoi, tornò in Lombardia, dove attese a severi studi. Fin dalla prima delle Cinque Giornate, insieme col Fava, col Manara, col Morosini, ecc., partecipò agli eroici combattimenti; e, liberata la Lombardia dagli Austriaci, fu, in qualità di capitano, ascritto a quel. Leggi
DANDOLO, Andrea. - Quarto doge della famiglia, figlio di Fantino, discendente dal cugino del grande Enrico. Giovanissimo, era asceso alle maggiori cariche, e già nel 1331 era procuratore di S. Marco, nel 1333 podestà di Trieste, nel 1336 provveditore in campo, e il 4 gennaio 1343, veniva, contrariamente alle tradizioni veneziane, assunto all'alta dignità ducale. La sua figura ricorda, in qualche linea, quella del maggior suo predecessore, al quale egli stesso si compiacque, dimenticando gli. Leggi
VENEZIA (A. T., 22-23). - Città del Veneto, capoluogo della provincia omonima.Sommario - la città (p. 48). - Storia (p. 52); Istituzioni della Repubblica (p. 58). - Arti figurative (P. 60). - Biblioteche e istituti di cultura: Biblioteche e archivî (p. 67); Istituti d'istruzione (p. 67); Gallerie e musei (p. 67); Istituti di cultura (p. 68). - Vita teatrale (p. 69). - Vita musicale (p. 68). - Letteratura dialettale (p. 71). - Folklore (p. 73). - I dominî veneziani d'oltremare (p. 74). - La provincia di Venezia (p. 76). - Tavv. XI-XX.La città. Leggi
DANDOLO, Emilio. - Nato a Varese il 4 aprile 1830, morto a Milano il 20 febbraio 1857. Fu compagno di studî del fratello Enrico, col quale partecipò alla lotta delle Cinque Giornate e alle vicende del battaglione dei bersaglieri lombardi del Manara, del quale era aiutante. Combatté contro i Napoletani e i Francesi alla difesa di Roma; e continuò nella lotta anche dopo la morte del fratello. A Villa Spada, il 30 giugno, vide morire al suo fianco Luciano Manara e rimase egli stesso ferito. Leggi
DANDOLO, Tullio, conte. - Scrittore, nato a Varese il 2 settembre 1801, da Vincenzo (v.) e da Marianna Grossi, morto a Urbino il 6 aprile 1870. Ebbe fanciullezza assai agitata, poiché per le vicende dei tempi egli, come scrisse, fu sballottato dal liceo di Varese a quello di Zara, dove il padre era andato in qualità di provveditore generale, quindi a una pensione in Parigi, infine al liceo Longoni di Milano. Leggi
DANDOLO, Francesco. - Terzo doge della famiglia, discendente di un ramo collaterale del grande Enrico. Visse nella prima metà del sec. XIV, e fu doge fra il 1329 e il 1339, negli anni in cui ai gravi problemi della politica marinara, che incombevano tradizionalmente su Venezia, si aggiunsero quelli creati dallo sviluppo della signoria scaligera nella vicina terraferma. Si compiva allora da parte della Repubblica il primo passo verso quella politica continentale, da cui essa aveva sempre. Leggi
DANDOLO, Giovanni. - Secondo doge della famiglia, pronipote di Enrico, figlio di Gilberto, capitano generale dell'armata nel 1249. Il dogado di Giovanni (1280-1288) è, almeno esteriormente, meno brillante di quello di Enrico. Venezia si risentiva ancora del trattato di Ninfeo, della caduta dell'Impero latino, del rigoroso contrattacco genovese trionfante dal Bosforo alla Meloria. Leggi
SANUDO duchi di Nasso. - Fondatore di questa dinastia dell'Egeo fu Marco, forse nipote ex sorore di Enrico Dandolo. I suoi ascendenti diretti (padre e avo), se non ebbero dimora fissa a Costantinopoli, pare abbiano avuto strettissimi rapporti d'affari con Bisanzio. Si segnalò durante la quarta crociata, come militare e diplomatico, particolarmente nella conclusione del trattato di Adrianopoli. Leggi
DANDOLO. - Famiglia patrizia veneziana. Documenti del sec. X registrano nomi dei Dandolo, ma una genealogia abbastanza sicura non può essere fissata che dal sec. XI, con Domenico, che si può considerare il capostipite di quella stirpe, che grandeggia tra il XII e il XV secolo, a cominciare da Enrico, patriarca di Grado tra il 1130 e il 1182, testimone della pacificazione (1177) fra Alessandro III e Federico Barbarossa. Da questo momento la famiglia D. è chiamata a segnare del suo nome momenti. Leggi