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m. 1120/22). Allievo a Parigi di Manegoldo di Lautenbach, quindi di Anselmo di Laon e di Roscellino, fu arcidiacono di Notre-Dame e insegnante presso la scuola cattedrale di Parigi (1095 ca.), dove ebbe come discepolo Abelardo, con il quale entrò presto in polemica. Verso il 1110 rinunciò alle sue cariche e fondò la celebre scuola di San Vittore, che divenne uno dei maggiori centri del pensiero mistico medievale; fu intimo amico di Bernardo di Clairvaux... Leggi
Termine usato in generale (in contrapposizione a «intellettualismo» e a «razionalismo») per designare: (1) ogni concezione che ponga una preminenza della volontà sull’intelletto, o comunque su ogni altra funzione spirituale (v. psicologico e teologico); (2) ogni concezione che faccia della volontà il fondamento ultimo di tutta la realtà (v. metafisico). Il termine fu introdotto da F. Tönnies (nei suoi Studien zur Entwicklungsgeschichte des Spinoza, 1883), poi diffuso da Paulsen... Leggi
Forma italianizz. del nome del teologo e riformatore religioso Martin Luther (Eisleben, 1483 - ivi 1546). L’attività di riformatore. Nato in una famiglia di origini contadine, ma ambientatasi nella cittadina di Mansfeld (il padre, dapprima minatore, era imprenditore nel settore della lavorazione dei metalli), dopo aver studiato in Mansfeld, Magdeburgo, Eisenach, frequentò dal 1501 l’univ. di Erfurt, divenendo magister artium nel 1505... Leggi
casistica Parte della teologia morale che applica i principi a casi concreti – o talora anche solo ipotetici (‘casi di coscienza’) e vari secondo le circostanze – al fine di trovare la regola valida per ciascuno. Non mancano esempi di c. nell’età patristica e nel primo Medioevo, ma il suo iniziale sviluppo è da mettere in relazione con le modificazioni della disciplina penitenziale, l’avvento della filosofia scolastica e l’affermarsi del diritto canonico nel corso del sec. 13°. Di una vera e propria c. si può parlare solo a partire dalla Summa de casibus di Raimondo di Pennaforte (1238 ca.)... Leggi
Dal gr. ἱστοριογραφία, comp. di ἱστορία «storia» e -γραφία, der. di γράφω «scrivere». Scienza e pratica dello scrivere opere relative a eventi storici del passato, nella quale si possano riconoscere un’indagine critica e dei principi metodologici. La storiografia greca. La s. ha inizio in Grecia attraverso una duplice via: riconoscendo un contrasto fra il mondo mitico e la vita attuale e cercando di appianarlo, o concentrando la propria osservazione su fatti contemporanei. Tali processi hanno origine nella Ionia nel 6° sec. a.C. in correlazione con il sorgere della filosofia... Leggi
Teologo ed esegeta spagnolo (Cordova 1532 - Roma 1596). Discepolo a Salamanca di Domenico Soto, conseguito il dottorato si fece gesuita (1558) e, ancora novizio, fu chiamato dal generale D. Laínez a Roma come prof. di filosofia (1559-63) e teologia (1563-90) nel Collegio Romano. Nel 1569 fu nominato da Pio V teologo della Sacra Penitenzieria. Ebbe poi vari incarichi diplomatici in Polonia (1572), in Germania e in Belgio (1580), dove promulgò la condanna di Baio... Leggi