6 risultati
Scongiuro mediante il quale, con parole (formule), azioni (gesti) e oggetti, la persona investita di un potere sacrale, in forza di questo o dell’invocazione di un essere soprannaturale, scaccia una potenza avversa e malefica. È frequente soprattutto nei casi in cui si ritiene di avere innanzi fenomeni di possessione demoniaca. Ha importanza, oltre che presso i popoli di interesse etnologico, anche nelle religioni di alcuni popoli di cultura più avanzata. Nella Chiesa cattolica il rito di e... Leggi
Scienza che ha per oggetto lo studio delle malattie, la loro cura e la loro prevenzione. 1. GeneralitàLa m. si distingue in: m. interna , la scienza medica in senso stretto, ossia la clinica medica, che comprende lo studio delle malattie il cui trattamento terapeutico è prevalentemente o solo medicamentoso, in contrapposizione alla medicinachirurgia; m. preventiva, complesso delle norme igieniche e delle misure profilattiche rivolte a prevenire una malattia. Per quanto concerne gli animali e le loro malattie si parla di m. veterinaria , e di m... Leggi
Formula, gesto o rito destinati ad allontanare o neutralizzare l’azione di potenze pericolose o nocive.Il carattere specifico dello s. consiste nel far appello a una potenza più forte, contrapponendo la sua azione a quella delle potenze malefiche da scongiurare. Così, per es., nella religiosità cristiana vive l’idea che basti pronunciare il nome di Dio, oppure semplicemente fare il segno della croce, per fugare i demoni o il diavolo... Leggi
Nel linguaggio religioso, persona posseduta da uno spirito maligno, che entra in essa e ne determina le parole e gli atti. Di i. si parla spesso nel Nuovo Testamento, dove l’intervento del demonio è in relazione al tentativo di ostacolare la missione di Cristo e l’avvento del Regno di Dio. La credenza nel potere malefico del diavolo è rimasta viva nel cristianesimo antico e medievale e la Chiesa istituì una classe di ministri superiori con l’ufficio di cacciare gli spiriti (esorcisti)... Leggi
Kèret Protagonista di un poema epico redatto in ugaritico, scoperto a Ra’s Shamra. K. è un re che, avendo perso la famiglia per disgrazia, ansioso di nuova progenie, su consiglio del dio El, muove contro il paese di Udum, ne vince il re e ottiene da questo la mano della figlia. Da costei ha la desiderata discendenza. Quindi si ammala, ma sembra che infine si salvi grazie a un esorcismo divino. Il poema è datato al 1500-1200 a.C.... Leggi
Maestro indiano di buddismo esoterico (n. in Uḍḍiyāna, od. Swāt, sec. 8º), celebrato dalle fonti come esorcista e taumaturgo. Chiamato in Tibet intorno al 747 dal re K'ri sroṅ lde btsan, operò la conversione al buddismo del paese, ove ricevette l'appellativo di guru Rin po c'e ("La gemma") e fu venerato come un secondo Buddha. L'Uḍḍiyāna, luogo dove secondo la leggenda P. nacque da un loto sbocciato nel mezzo di un lago, è per i buddisti tibetani una sorta di terra santa e meta di pellegrinaggio.... Leggi
ESORCISMO (dal gr. ἐξ-ορπισμός; cfr. il lat. ad-iuratio "scongiuro"; fr. exorcisme; sp. exorcismo; ted. Beschwörung; ingl. exorcism). - È un rito magico-religioso in virtù del quale, mediante formule, gesti e oggetti, adoperati insieme con l'invocazione di un essere dotato di potere soprannaturale, si cacciano via i mali influssi spiritici che danneggiano cose e persone. L'esorcismo appartiene alla categoria dei riti di purificazione o lustratorî e vi si ricorre specie per lottare contro le potenze spiritiche o demoniache che hanno preso possesso di una persona. Leggi
ESORCISMO (XIV, p. 340). - Folklore. - Nelle credenze popolari, la pratica degli esorcismi è ancora viva, sotto la forma e il nome di scongiuro. Come l'esorcismo, lo scongiuro consiste in atti e parole che sono ritenuti efficaci a prevenire i malefizî di qualunque natura o ad annientarne gli effetti.Gli atti possono consistere in: 1. atteggiamenti o gesti, come la mano cornuta, il volgere il deretano, il calare le brache, il mettere fuori la lingua, ecc.; 2. Leggi
ESORCISTA (gr. ἐξορπιστης). - Il vocabolo, frequente negli autori profani, giudei e cristiani, per designare chiunque, anche una sola volta, compiva o poteva compiere l'azione di "cacciare il demonio" dagli energumeni, apparisce in accezione tecnica della gerarchia ecclesiastica nel sec. III, in una lettera di papa Cornelio a Fabio d'Antiochia (Patr. lat., III, col. 768). In questa lettera si ha per la prima volta un'attestazione precisa del grado occupato dall'esorcista nella gerarchia. Ma la storia del titolo e dell'ufficio, anche posteriormente, non è delle più chiare. Leggi
INDIA (A. T., 93-94). - L'India Anteriore o India in senso stretto è il vasto paese dell'Asia meridionale, steso fra l'Oceano Indiano e il crinale di un grande arco montuoso, che, culminando nelle grandiose catene del Himālaya, affaccia le sue ultime propaggini, da una parte, al Mare Arabico, alla destra del bacino dell'Indo, e, dall'altra, sulla costa orientale del Golfo del Bengala. Politicamente il nome va riferito a un territorio ancor più vasto, di cui il re d'Inghilterra porta il titolo d'imperatore. L'Impero Indiano comprende infatti anche, a occidente, il paese dei Beluci (v. Leggi
DEMONI e SPIRITI. - In una concezione primitiva l'idea di spirito (dal lat. spiritus; gr. πνεῦμα; ebr. ruaḥ, propriamente "soffio" o "fiato") appartiene a un modo primitivo di concepire la natura, l'animismo (v.), secondo il quale tutte le cose vivono, dotate di un'anima come noi, e tutti gli effetti, di cui non si veda apertamente la causa, sono prodotti da spiriti o anime, come quelle dei defunti, vaganti all'intorno. Leggi
DIVINITÀ (fr. divinité; sp. divinidad; ted. Gottheit; ingl. deity). - A quasi tutte le forme della vita religiosa è comune l'esistenza di un rapporto con potenze superiori; non tutte però si possono qualificare come divinità. Negli stadî inferiori, sono oggetto della religiosità forze naturali, demoni, dei; ma solo quando il sentimento religioso si manifesta come venerazione, si può parlare anche del divino. Leggi
LAMAISMO. - La parola è ormai diventata d'uso generale per indicare il buddhismo tibetano. Essa deriva da bLama "maestro", appellativo usuale e onorifico con cui ogni tibetano laico designa i monaci. Ma negli ambienti religiosi "lama" può chiamarsi soltanto chi è notoriamente arrivato a un alto grado di santità e dottrina ed è perciò in grado di comunicare agli altri le sue esperienze o la sua sapienza. Leggi
FANTASMA (dal gr. ϕάντασμα "apparizione"). - Volgarmente si chiamano fantasmi le anime dei morti che ritornano o s'aggirano sulla terra sotto la forma di scheletri o di corpi umani avvolti in un aereo velo. I luoghi più frequentati da tali apparizioni sono, secondo la credenza popolare, i crocicchi, gli antichi castelli, le rupi, le chiese, i camposanti e le loro vicinanze. Assai diffusa è pure l'idea che a guardia dei tesori nascosti stia quasi sempre un fantasma, che talvolta è l'anima di un sacerdote o di un frate, e che si mostri in determinate ore (p. es. a mezzanotte, a mezzogiorno, ecc. Leggi
CATECUMENO (gr. κατηχούμενος). - È in senso proprio chiunque è nel catecumenato, cioè in quel periodo di prova a cui la Chiesa sottopone l'adulto desideroso del battesimo. Queste prove lo preparano intellettualmente e moralmente alla vita cristiana. Quando l'autorità lo giudica preparato, viene ammesso al battesimo. Questo periodo di preparazione, già documentato nel sec. II (Giustino, Tertulliano), appare nei secoli IV-VI ordinato organicamente. Leggi
CERIMONIA. - In liturgia, si dicono cerimonie tutte le azioni (atteggiamenti, movimenti, gesti) fissate dalla chiesa nelle funzioni religiose. Talora si distinguono dai riti; in tal caso cerimonia indica le parti accidentali d'una funzione, oppure le azioni in quanto distinte dalle parole che le accompagnano, ovvero in quanto sono considerate singolarmente, mentre rito è il loro insieme. Occasionarono l'istituzione delle cerimonie ragioni pratiche di decenza e di comodità, es. la palla per copricalice; ragioni estetiche o psicologiche, es. Leggi