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Termine derivante dal significato che il vocabolo soggetto acquista nell’età moderna, quando viene riferito essenzialmente all’attività pensante. Esso designa quindi, in generale, ogni concezione che risolva, in qualsiasi modo e misura, la realtà delle cose nella realtà stessa del pensiero che le pensa, o comunque dell’esperienza conoscitiva a cui esse sono presenti. Si specifica perciò, principalmente, in s. empirico, quando il soggetto della conoscenza è identificato con il... Leggi
Termine il cui uso copre un’ampia gamma di significati che rinviano sia all’esser sottoposto o all’essere sostrato (➔) di determinati accidenti che concorrono all’identificazione di una data sostanza, sia alla connotazione propria di tale sostanza nella sua peculiarità e, in età moderna in modo sempre più deciso, nella sua attività cosciente. In tal senso il concetto di s... Leggi
dell’età moderna. Le radici romane... Leggi
Concetto strettamente connesso a quello di storia: attribuire p. alla storia significa individuare in essa un avanzamento, un continuo miglioramento. Il concetto di p. è relativamente recente nella cultura occidentale, essendo sorto agli inizi dell’età moderna, mentre il mondo classico appare piuttosto legato, da un lato, alla dottrina della mitica età dell’oro (Esiodo, Platone), in confronto a cui tutta la storia successiva si configura come un processo di decadenza, dall’altro, a... Leggi
dialogo Procedimento di ricerca condotta mediante interrogazioni fra due o più interlocutori, e in tal senso, come pratica filosofica, la sua origine è ricondotta a Socrate. Il termine indica anche il genere letterario di componimento in cui è adottata la forma dialogica e di cui gli scritti di Platone costituiscono i primi esempi. Se il d. è stato utilizzato, fra antichità ed Età moderna, soprattutto in quanto forma di scrittura, nella filosofia del sec. 20° si è avuto un importante ritorno di... Leggi
Termine non utilizzato nella filosofia antica, ed entrato nell’uso in epoca tardo-antica e medievale, dapprima per designare i trattati di Aristotele che seguono quelli di fisica («μετὰ τὰ φυσικά», da cui la forma contratta μεταφυσικά), raccolti ed editi da Andronico di Rodi (1° sec. a.C.), e successivamente per indicare la «scienza prima» o «delle cose prime», logicamente e ontologicamente collocata in rapporto fondante e subordinante rispetto alle altre scienze... Leggi
Dal lat. sublimis, comp. di sub «sotto» e limen «soglia»: propr. «che giunge fin sotto la soglia più alta», quindi (in senso spirituale, intellettuale, estetico) «nobilissimo, eccelso», «la manifestazione del bello e del grande, nel suo più alto grado». In estetica, concetto elaborato in ambiente neoplatonico tra il 1° e il 2° sec. a.C. (la trattazione più antica è contenuta nell’opera, del 1° sec. d.C... Leggi
Espressione che comunemente è riferita al complesso di eventi che ha segnato la nascita e l’affermazione in Europa della scienza moderna, nel periodo convenzionalmente compreso tra la pubblicazione del De revolutionibus orbium coelestium di Copernico (1543) e quella dei due capolavori di Newton, vale a dire i Principia mathematica philosophiae naturalis (1687) e gli Opticks (1704). Le origini della scienza moderna: il dibattito storiografico ed epistemologico. Le origini... Leggi
Locuz. che ha assunto, nel corso della storia della filosofia, significati diversi e che, in età moderna, è stata prevalentemente utilizzata per identificare, in polemica con gli orientamenti razionalistici, scettici, idealistici, la «ragione naturale», il «sano intelletto» (in alcuni casi anche il «buon senso») in quanto fonte di conoscenze, intuizioni, ecc., dotate di immediata certezza. Dall’accezione aristotelica a quella moderna... Leggi
La dottrina delle diverse scuole scettiche greche ed ellenistiche la cui tradizione fu iniziata da Pirrone di Elide (➔). Come organica tradizione speculativa, in riferimento alla verità considerata filosoficamente nel suo complesso, lo s. appartiene propriamente al mondo antico, poiché nell’età medievale e moderna appare rappresentato soltanto da manifestazioni sporadiche... Leggi
Il termine astronomico, che indica la linea, mobile e dinamica, che divide la Terra dal cielo, viene utilizzato metaforicamente in filosofia per indicare in generale il limite in cui si separano, ma anche si collegano, l’indeterminato e il determinato, il finito e l’infinito, con riferimento, innanzitutto, allo spazio. È soprattutto con l’età moderna, e in partic... Leggi
Il termine gr. ἰδέα («aspetto, forma, apparenza» dal tema di ἰδεῖν «vedere») passò nel linguaggio filosofico già nell’età presocratica, quando, per es., venne usato da Democrito per significare, in conformità con il suo senso originario, l’atomo stesso, che in forza del suo carattere prevalentemente formale e geometrico era in primo luogo «forma, schema visibile». Il contributo di Platone. Ma la grande fortuna del termine si deve all’uso che Platone fece di esso, al pari di quello di... Leggi