24 risultati
Asticciola di acciaio che, battuta sulla pietra focaia, ne fa scaturire scintille, utilizzata prima dell’invenzione dei fiammiferi per appiccare la fiamma all’esca per accendere il fuoco; da cui il nome al congegno per comunicare il fuoco alla carica propellente nelle antiche armi da fuoco portatili e oggi nel fucile da caccia... Leggi
Jönköping Città della Svezia (125.154 ab. nel 2008), sulla costa meridionale del lago Vättern; capoluogo dell’omonima contea (10.495 km2 con 335.246 ab. nel 2008). Deve il suo incremento allo sviluppo dell’industria, specie dei fiammiferi. Ospita, inoltre, industrie chimiche, meccaniche, tessili, del legno e delle calzature. L’area urbana include a E la città industriale Huskvarna.... Leggi
Piccolo stelo o asticella, di legno o di altro materiale combustibile, terminante a un estremo con una capocchia formata di sostanze che determinano l’innesco della combustione, previo sfregamento su una superficie ruvida o spalmata di miscele speciali. I f. si possono classificare in base alla natura dello stelo: di carta impregnata di paraffina (cerini ) e di legno; a seconda della presenza o meno nei componenti la capocchia dell’elemento essenziale all’accensione: f. comuni oa capocchia fosforica , che si accendono per sfregamento su qualunque superficie ruvida, e f... Leggi
Comune della prov. di Frosinone (118,9 km2 con 20.560 ab. nel 2008). Si trova a 570 m s.l.m. su uno sprone degli Ernici, sul quale si arrampicano le strade a forte pendenza (spesso addirittura scale); in alto è il castello di S. Leucio. Industria poligrafica, cartaria, dei fiammiferi e del legno. Sviluppato il turismo. È sede di diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede.L’antica Verulae, città degli Ernici, fu federata di Roma fino alla guerra sociale: ricevette allora la... Leggi
Inventore (Fossano, Cuneo, 1799 - Napoli 1883). Implicato nei moti liberali (1821), si rifugiò prima a Livorno, poi a Napoli (1834), dove impiantò una piccola fabbrica di sapone nella quale iniziò la produzione di fiammiferi. Fu l'inventore dei cerini che, col nome di candelette, mise in commercio nel 1835.... Leggi
Comune della prov. di Milano (21,8 km2 con 23.360 ab. nel 2008). Importante nodo di comunicazioni, lungo la statale Padana Superiore e la linea ferroviaria Milano-Torino. Industria tessile, meccanica (serrature), produzione di fiammiferi, mobili e carta. Battaglia di M. Fu combattuta il 4 giugno 1859, nel corso della seconda guerra d’Indipendenza, fra gli Austriaci e i Franco-Piemontesi... Leggi
L'onore è come i fiammiferi: serve solo una volta.
Marcel Pagnol
Tributo indiretto applicato sulla produzione o sul consumo di determinati beni. Le a. assicurano alcune importanti finalità del sistema fiscale: la realizzazione del principio della generalità dell’imposta (in quanto colpiscono prodotti di largo consumo, in proporzione al consumo stesso); l’assicurazione di un gettito immediato e costante per lo Stato; la possibilità di rapide manovre fiscali mediante il ritocco delle aliquote. Con il testo unico sulle a. (d. legisl. 504/1995) la normativa è stata razionalizzata al livello interno e coordinata e armonizzata con le direttive comunitarie... Leggi
botanicaNome comune delle piante appartenenti al genere Tilia, il legno che se ne ricava e l’infuso con effetto diaforetico che viene preparato con i loro fiori.Studi filogenetici condotti negli anni 1990 hanno permesso di includere le Tigliacee nella famiglia Malvacee appartenente all’ordine Malvali... Leggi
Miscela di idrocarburi paraffinici (➔ alcani) saturi e non saturi, a catena lineare o ramificata, contenenti in genere da 20 a 40 atomi di carbonio circa; presente in quantità variabile nei petroli grezzi, si forma anche a volte dalla distillazione di alcuni tipi di ligniti. La p. è una massa bianca cerosa, translucida, insapore, inodore, avente un punto di fusione tra 40 e 60 °C circa, insolubile in acqua, poco solubile nell’alcol, solubile nell’etere, nel solfuro di carbonio ecc.; brucia con fiamma chiara, non reagisce a freddo con gli acidi solforico, nitrico ecc... Leggi
Nome comune del genere Populus, in particolare del p. nero o nostrano e del legno che da questo si trae. Il genere Populus, della famiglia Salicacee, comprende 35 specie di alberi delle regioni temperate. Hanno fiori aclamidi riuniti in amenti: gli staminiferi con 4-30 stami, i pistilliferi con pistillo uniloculare e due stili. Il frutto è una capsula con molti semi minuti provvisti di un ciuffo di peli alla base. In Italia crescono 3 specie: p. bianco (Populus alba; fig. A) o gattice o alberello, p. tremolo (Populus tremula; fig. B) e p. nero (Populus nigra; fig... Leggi
Elemento chimico, metallo, di simbolo Sb (da stibium, nome lat. dell’a.), numero atomico 51, peso atomico 121,76; ne sono noti due isotopi stabili di peso atomico 121 e 123. Raro come minerale (a. nativo ), di solito si presenta in masse granulari o lamellari. Scarse quantità sono state trovate a Su Leonargiu (Sarrabus, Sardegna), ad Andreasberg nel Harz, ad Allemont nel Delfinato ecc. In natura è diffuso principalmente come solfuro (stibina), ossisolfuro (kermesite), ossido (senarmontite, valentinite, cervantite) e in piccole quantità allo stato nativo... Leggi
Elemento chimico di numero atomico 15, peso atomico 30,98, di cui sono noti un isotopo stabile (di massa atomica 31) e 6 radioattivi, dei quali il più importante è quello di massa atomica 32, con vita media di circa 14 giorni. 1. GeneralitàNon si trova libero in natura, per la sua tendenza a reagire con l’ossigeno, bensì combinato nei fosfati minerali (fosforiti ), nelle ossa degli animali, in composti organici. Fu scoperto (1669) dall’alchimista tedesco H. Brand per distillazione, fuori del contatto dell’aria e in presenza di sabbia silicea, del residuo dell’evaporazione delle urine... Leggi
FIAMMIFERO (fr. allumette; sp. cerilla, fósforo; ted. Streichholz, Zündholz; ingl. match). - Stelo di materia combustibile con capocchia formata di sostanze che prendono fuoco se strofinate su una superficie ruvida o spalmata di miscele speciali.L' uso del fiammifero risale a epoca relativamente recente. Fino ai primi decennî del sec. XIX, infatti, si usavano, per l'accensione, acciarino e pietra focaia con esca, o anche stecchini di legno impregnati di zolfo. Nel campo chimico, però, già fin dal 1680, G. Haukwitz, lavorando sotto la direzione di R. Leggi
KREUGER, Ivar. - Industriale svedese, nato a Kalmar il 2 maggio 1880, morto a Parigi il 12 marzo 1932. Il nonno e il padre avevano impiantato a Kalmar fabbriche di fiammiferi, ma senza grande successo. Nel 1900 il K., conseguito il diploma d'ingegnere civile, emigrò negli Stati Uniti, e ivi si specializzò nelle costruzioni in cemento armato. Nel 1903 si recò in Inghilterra e quindi nell'Africa del Sud, eseguendovi importanti lavori edilizî. Ritornato in Svezia, fondava a Stoccolma nel 1907, con. Leggi
FABBRICAZIONE, Imposta di. - Come si può desumere dalla loro stessa denominazione, le i. di f. (generalmente ricomprese tra le imposte sui consumi) sono volte a colpire in particolare la f. di determinati prodotti. La relativa disciplina è piuttosto complessa sia per quanto riguarda i presupposti che i criteri di determinazione del quantum delle singole i. in conseguenza della diversa natura dei prodotti, delle varie classificazioni merceologiche e in relazione altresì all'esigenza di adeguare i criteri d. commisurazione dei tributi alle molteplici tecniche di lavorazione. Leggi
MONOPOLIO. - Economia. - Nel linguaggio economico originariamente servì a indicare la vendita di un bene economico a un complesso di compratori da parte di un unico individuo o ente, avente così possibilità d'imporre prezzi più alti di quelli che si deterrninerebbero in regime di concorrenza. La situazione di monopolio fu perciò considerata nelle dottrine economiche come l'antitesi della libera concorrenza. Leggi
JÖNKÖPING (A. T., 63-64). - Città della Svezia, sede del tribunale e del governo per la prefettura (län) omonima (11.552 kmq.; 231.557 ab. nel 1930, 22 per kmq.). Come lo indica il nome, che significa "borgata di mercato presso la Juna", fu originariamente un luogo di scambî commerciali nella Svezia centrale, presso il fiumicello Juna, che oggi non ha più nessuna importanza e che sbocca all'estremità meridionale del lago Vättern. La città è situata tra questo grande lago e i laghi Munk e Rock. Essa consta di due parti principali, separate da un canale che unisce il lago Vättern col Munk. Leggi
FOSFORO. - Elemento con simbolo P, peso atomico 31.02, numero d'ordine 15.L'alchimista H. Brand di Amburgo nel 1669, distillando a gran fuoco dell'urina in una storta per ricercare una sostanza capace di trasmutare metalli ignobili in oro, notò nel collo della storta una singolare luminosità, data anche dal residuo rimasto dopo raffreddamento, e la chiamò "fuoco freddo". Attribuendo grande importanza alla scoperta, Brand non v0lle divulgarla; ma poi, spinto dal bisogno, vendette il segreto e un po'della sostanza ottenuta a D. Kraft, chimico di Dresda, e a J. Leggi
LEGNO (dal lat. lignum che indica propriamente la parte legnosa della pianta, mentre materies indica il legname adibito ad uso di costruzione [in gr. ξῦλον e ὕλη sono usati promiscuamente nell'uno e nell'altro significato]; fr. bois; sp. madera; ted. Holz; ingl. wood, timber). - Col nome di legno o legname s'intende la materia solida del fusto, dei rami e delle radici degli alberi e degli arbusti posta al disotto della corteccia; legna o, più comunemente, legne sono detti invece i legni da bruciare.L'uso del legno è, si può dire, coevo dell'umanità. Leggi
JOUHAUX, Léon. - Sindacalista francese, nato a Parigi il 1° luglio 1879. Nel 1904 la Federazione dei fabbricanti di fiammiferi lo delegò alla Confédération générale du Travail (CGT), di cui cinque anni dopo divenne segretario generale. Vicepresidente inoltre della Federazione sindacale internazionale, la vita dello J. si confonde con quella del sindacalismo francese, del quale ha accompagnato le vittorie (nel 1936 ebbe varî posti di controllo economico) e le sconfitte (fu revocato da ogni. Leggi
ANTIMONIO (simbolo Sb.; peso atomico 121,8). - Il solfuro di antimonio come minerale era conosciuto fino da tempi antichi; esso serviva alle donne orientali per colorare le sopracciglia. E anche il metallo è noto da molto tempo, e veniva usato per fare oggetti di uso pratico. Il solfuro era noto a Dioscoride sotto il nome di στίμμι e a Plinio sotto quello di stibium; l'origine della parola è l'egiziano demotico stim, dal quale sembra derivi anche l'arabo ithmid. Leggi
VELENI (fr. poisons, vénins; sp. venenos; ted. Gifte; ingl. poisons, venoms). - In senso esteso, si comprendono tra i veleni quelle sostanze che, per la composizione chimica, o per la dose, o per le condizioni in cui vengono somministrate o assorbite, sono capaci di produrre negli organismi animali azioni lentamente o rapidamente dannose o alterazioni di struttura o disturbi funzionali incompatibili col normale funzionamento degli organismi stessi. Leggi