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Esposizione di fatti secondo la successione cronologica. È la forma primitiva della narrazione storica e si trova pertanto agli inizi della storiografia di tutti i popoli: per es., presso i Babilonesi, gli Ittiti, i Greci (ove appunto ai logografi del 6° e 5° sec. a.C. si attribuivano i primi χρονικά), i Romani (➔ annali). Dopo la grande fioritura della storiografia classica, nel Medioevo occidentale e bizantino, la c. tornò a essere per molto tempo l’unica forma di narrazione storica... Leggi
Con questo nome, che affiancò dalla seconda metà del 12° sec. quello più antico di clerici vagantes, si indicarono quei chierici e monaci, uomini di chiesa e insieme di scuola, che erano portati ad abbandonare le loro sedi per frequentare le scuole più rinomate sorte nei grandi centri cittadini, e quindi per far carriera alle corti dei principi o dei potenti ecclesiastici. Usi a una vita più aperta alle nuove esperienze dell’ambiente cittadino, furono intesi spesso come una confraternita o ordine, di cui i g... Leggi
Nella metrica antica, piede di ritmo ascendente formato da una sillaba breve e una lunga (◡−). L’unità di misura dei metri giambici è la dipodia (◡−′◡−): il monometro come verso a sé è usato di rado nei tragici; il dimetro è usato largamente da solo e col trimetro nelle tragedie di Seneca e negli inni di Prudenzio; il trimetro è il verso più frequente, avendo anche una forma particolare, il coliambo (che presenta una lunga irrazionale nella penultima sillaba del verso, detto anche scazonte o ippocrateo)... Leggi
archeologiaTermine utilizzato a partire dall’Ottocento per indicare una fase della cultura artistica greca precedente alla perfezione raggiunta in età classica; cronologicamente si fa coincidere con un periodo compreso tra il 600 ca. e il 480 a.C. Dopo le esperienze artistiche legate allo stile geometrico e alla corrente orientalizzante, a partire dalla seconda metà del 7° sec. a.C... Leggi
La parte di uno scritto e, più spesso, di un’opera scenica, narrativa, o di un film, in cui sono introdotti a parlare due o più personaggi. letteraturaPrescindendo dalle opere sceniche, dove è nel suo proprio luogo, e senza tener conto degli elementi dialogici contenuti nelle liriche, nei poemi, nella prosa narrativa, il d. come genere letterario si può dire nasca con Platone, per l’esigenza di presentare drammaticamente il processo di scoprimento e di conquista della verità, attraverso il contrasto di opposte opinioni... Leggi
Arte e uso di comporre versi all’improvviso, senza preparazione e meditazione, o di comporre musica nell’atto stesso di eseguirla. È detta i. l’opera stessa, letteraria o musicale che si compone improvvisando. letteratura Dalle fonti si evince che l’i. poetica fu praticata in ogni tempo. Cicerone (De orat. III, 194) ricorda l’abilità di Antipatro di Sidone di «fundere ex tempore» versi di ogni metro. Petrarca, riprendendo la notizia da Cicerone, ne trae motivo per biasimare gli improvvisatori della sua epoca (Rerum mem. libri III, 36, 2)... Leggi
(o neerlandese) Lingua sovraregionale, denominata ufficialmente Algemeen Beschaafd Nederlands («nederlandese colto comune») o, in forma abbreviata, ABN. È lingua ufficiale dei Paesi Bassi (in n. Nederland ), delle province settentrionali del Belgio ed è usato anche in una piccola area della Francia nord-occidentale (le Fiandre francesi). Appartiene al gruppo delle lingue germaniche occidentali... Leggi
Breve motto, di larga diffusione e antica tradizione, che esprime, in forma stringata e incisiva, un pensiero o, più spesso, una norma desunti dall’esperienza. 1. CaratteristicheLa concisione è carattere essenziale del p., non alterata nemmeno nelle cosiddette litanie proverbiali che sono, in realtà, serie di p. brevi legati insieme da contenuto e forma affini o analoghi. Oltre alla brevità, spesso particolari forme metriche, rime, assonanze, allitterazioni e altre simmetrie strutturali danno ai p. il loro carattere d’incisività.L’uso dei p. è attestato in tutte le società umane... Leggi
Breve narrazione, per lo più in prosa, di un fatto, sia esso storico, reale, o del tutto immaginario. Oltre che per la brevità, la n. si caratterizza in origine per lo stretto legame con la narrazione orale e per la tendenza a una rappresentazione vivida e concreta; anche quando ha per tema avvenimenti fantastici o soprannaturali, la n., contrariamente alla fiaba, li inserisce in genere in una cornice realistica e credibile. È generalmente in prosa, ma non mancano esempi di n... Leggi
Disciplina che ha per oggetto l’arte poetica, di cui si occupa sotto un profilo prevalentemente teorico, eventualmente anche da un punto di vista descrittivo-sistematico, storico-funzionale ecc., ma non al fine principale di fornire determinate norme preferenziali per la produzione poetica (che pure possono essere, implicitamente o esplicitamente, presenti; o che addirittura non possono non essere in qualche modo presenti). Per estensione di tale significato, il termine indica la teoria della letteratura in generale. Per p... Leggi
(o Kudrun) Titolo, dal nome della protagonista, di un poema epico, scritto da anonimo del Sudest tedesco intorno al 1230, giunto in una sola redazione degli inizi del 16° secolo. Il poema, diviso in 32 âventiuren, comprende 1705 strofe di 4 versi del tipo nibelungico, ed è, dopo il Nibelungenlied, il più importante nell’epoca della maggior fioritura dell’epopea nazionale germanica... Leggi
Poeta inglese (Cockermouth, Cumberland, 1770 - Rydal, Westmorland, 1850). Poeta laureato, W. dette la più perfetta e compiuta espressione in Inghilterra al romanticismo di tipo rousseauiano. Vita e opereTrascorsa la prima infanzia nella piena libertà campestre, fu poi alla scuola di Hawkshead, per nove anni felici e importanti per la sua formazione; a quattordici anni incominciò a scrivere versi; mortogli il padre (1783), nel 1787 si riunì alla sorella Dorothy, cui fu devoto per tutta la vita... Leggi