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Matematico (Arezzo 1879 - Roma 1961), prof. (1904) di geometria proiettiva e descrittiva nell'univ. di Parma, quindi (1905-22) di Padova, poi (dal 1922) di Roma, nelle quali occupò successivamente le cattedre di analisi, di geometria algebrica e di geometria superiore. Fondò (1938) l'Istituto nazionale di alta matematica in Roma, di cui tenne la presidenza fin dalla fondazione e nel quale occupò la cattedra di alta geometria... Leggi
Accademia fondata a Roma nel 1603 da Federico Cesi, Francesco Stelluti, Anastasio de Filiis e Jan van Heeck. Si proponeva di promuovere la rinascita degli studi naturalistici, la cui decadenza i L. ascrivevano al preminente carattere erudito e antiquario delle accademie del tempo e all’irrigidimento dell’insegnamento aristotelico dominante nelle università. Cesi definì accuratamente le regole dell’Accademia, prescrivendo con severità le norme di ammissione dei soci, gli... Leggi
Pittura, scultura o fotografia che ritrae, cioè rappresenta la figura o la fisionomia di una o più persone. 1. Il r. nell’antichitàL’arte egizia ebbe un particolare interesse per la riproduzione di tratti individuali, creando così vitali espressioni fisionomiche e tipizzando invece la rappresentazione dei corpi. Efficaci esempi di r. di dinasti e di personaggi non mancano nell’arte assiro-babilonese e ittita, mentre l’arte cretese-micenea nel suo stile prevalentemente miniaturistico e decorativo non affrontò problemi ritrattistici... Leggi
Scrittore (Certaldo o Firenze 1313 - Certaldo 21 sett. 1375). Tuttora sostenuta da alcuni la nascita a Parigi, da un'ignota francese, certo è comunque che il B. nacque da un amore illegittimo d'un mercante certaldese stabilitosi a Firenze, Boccaccio di Chelino, e che il poeta circondò sempre di riverente tenerezza la memoria della madre, e giudicò severamente suo padre. L'infanzia non dovette esser lieta, tra un padre alienissimo dalle sue inclinazioni letterarie e una matrigna, Margherita de' Mardoli... Leggi
Figlio (Berlino 1712 - Castello di Sans-Souci 1786) di Federico Guglielmo I e di Sofia Dorotea di Hannover, fu educato, secondo precise disposizioni del padre, con la massima severità: accanto allo studio accurato della più recente storia europea e dell'economia politica, i più duri esercizî militari. Ma F., che manifestava in contrasto con le preferenze paterne un vivo interesse per le lettere e per la filosofia, seppe formarsi una cultura letteraria, grazie anche alla complicità del precettore, il calvinista francese Duhan de Jandun... Leggi
in collaborazione con Francesco da Faenza, nella cappella di S. Tarasio in S... Leggi
SEVERI, Francesco (XXXI, p. 554). - Matematico, morto a Roma l'8 dicembre 1961.La teoria dei sistemi di equivalenza e delle corrispondenze algebriche sopra una superficie algebrica, successivamente estesa anche alle varietà eportata dal S. a più completo sviluppo, è raccolta in tre volumi che compendiano i risultati suoi e della sua scuola nel campo della geometria algebrica. In una celebre memoria pubblicata negli Scripta varia della Pontificia Accademia delle Scienze, il S. Leggi
SEVERI, Francesco. - Matematico, nato ad Arezzo il 13 aprile 1879. Laureato a Torino nel 1900 e assistente, dal 1900 al 1904, nelle università di Torino, Bologna e Pisa, conquistò a 25 anni, quale ordinario, la cattedra di geometria proiettiva e descrittiva nell'università di Parma. Di là, dopo un anno, passò a Padova; indi, nel 1922, a Roma, dove occupa la cattedra di analisi infinitesimale. È accademico d'Italia, socio nazionale dei Lincei e appartiene a molte altre accademie italiane e. Leggi
FRANCESCO MARIA della Rovere, duca d'Urbino. - Nato nel 1490 da Giovanni della Rovere prefetto di Roma e da Giovanna, figlia di Federico duca d'Urbino, morì a Pesaro il 20 ottobre 1538. Educato da prima nella severa corte paterna di Senigallia, passò, alla morte del padre (1501), nella corte splendida dello zio Guidobaldo d'Urbino, mentre Cesare Borgia toglieva alla madre sua Senigallia. Adottato da Guidobaldo nel 1504, gli succedette nel 1508, aggiungendo al ducato Senigallia ricuperata. Leggi
PAGANO, Francesco Mario. - Nato l'8 dicembre 1748 a Brienza (Lucania). Fece gli studî a Napoli presso lo zio prete Nicola ed ebbe a maestri lo Spena, il Gliuni, il Pelliccia, il Genovesi. Laureato in legge, in seguito a pubblico concorso fu nominato nel 1770 lettore straordinario di etica nell'università. Dagli studî di erudizione, letterarî, filosofici, il P. passò nel 1775 all'esercizio dell'avvocatura e acquistò fama di dotto e facondo oratore. Non perciò trascurò gli studî severi, frutto. Leggi
ASBURGO, Rodolfo Francesco Carlo Giuseppe d', arciduca ereditario d'Austria. - Nacque a Vienna il 21 agosto 1858, unico figlio maschio dell'imperatore Francesco Giuseppe I e di Elisabetta di Baviera. Dalla madre ereditò il carattere incline alle fantasticherie e, insieme, il temperamento artistico esuberante, fatto di entusiasmi e di abbandoni, che la prima, severa e frigida educazione datagli dal conte Gondrecourt, non seppe comprendere, né quella successiva, troppo blanda, del conte Latour. Leggi
GUERRAZZI, Francesco Domenico. - Scrittore e patriota, nato a Livorno il 12 agosto 1804, morto in una sua villa presso Cecina il 23 settembre 1873. Ebbe una fanciullezza scontrosa; della madre, popolana aspra e rozza, il G. parla sempre con molta, forse troppa severità; del padre, intagliatore in legno, ci ha invece lasciato un'immagine plutarchesca, nella quale però è certo da vedere un'idealizzazione dello scrittore; ma non mancarono screzî anche con lui, tanto che ancor giovinetto il G. Leggi
SUSA (A. T., 24-25-26). - Cittadina della provincia di Torino, a m. 503 s. m.; sorge su entrambe le sponde della Dora Riparia, del torrente Cenischia, chiusa tutt'intorno da monti di severa bellezza. La sua posizione geografica, a guardia di uno dei più celeri valichi alpini, alla confluenza di due fondamentali vie di passaggio, spiega, in parte, la cospicua importanza storica del centro. Contava 3712 abitanti nel 1931; ivi giunge la rotabile di grande comunicazione proveniente da Torino (km. 53), che biforcandosi porta, da un lato, al Moncenisio (km. 28), dall'altro al Monginevra (km. 42). Leggi
MAFFEI, Francesco. - Pittore vicentino, morto a Padova il 2 luglio 1660, di 35 anni, secondo l'atto di morte, ma era forse più vecchio, se fu, come si afferma, allievo di Santo Peranda (morto nel 1638), del quale finì alcuni dipinti a Venezia agl'Incurabili e a San Nicolò dei Tolentini. Da Tiziano (bellissima copia del San Pietro Martire al museo di Vicenza), da Paolo Veronese (replica della sua Adorazione dei Magi nel duomo di Vicenza), dal Rubens, ma più ancora dal vivo esempio, a Venezia. Leggi
ROMA (A. T., 24-25-26). SOMMARIO. - Il nome (p. 589); Roma antica (p. 593); Roma medievale (p. 749); Roma nel Rinascimento (p. 780); Roma nel Sei e Settecento (p. 802); Roma dalla fine del Settecento al 1870 (p. 827); Roma capitale (p. 841); L'idea di Roma (p. 906). TAVOLE CXLI-CCXLVIII; TAVOLE A COLORI. IL NOME. - Già gli antichi, naturalmente, si erano domandato quale fosse l'etimologia del nome dell'Urbe; ma le loro spiegazioni non reggono alla critica. Che Roma derivi da Romulus è impossibile, e ovvio, invece, il contrario (cfr., del resto, già Philarg., Ad Verg. Ecl. Leggi
CAVAZZOLA, Paolo (detto il Morando). - Pittore, nato a Verona nel 1486, morto ivi nel 1522. Scolaro di Francesco Bonsignori, poi di Francesco Morone, dal primo deriva l'impostatura plastica delle sue figure, il chiaroscuro preciso, i drappeggi spezzati, dal secondo il ricco colorito metallico; ma egli si eleva su tutti i Veronesi contemporanei per la nobiltà dell'espressione, per la scioltezza degli atteggiamenti e per il colorito, che va man mano fondendosi in un'armonia più severa, mentre le. Leggi