free jazz Titolo di un disco (1960) del sassofonista O. Coleman passato a indicare uno stile di jazz caratterizzato dalla ricerca di un’estrema libertà armonica e ritmica – data dall’improvvisazione individuale e/o collettiva – e dal rifiuto di schemi formali precostituiti. Il f. si distinse per una forte componente di protesta sociale e politica (A. Ayler, C. Taylor, D. Cherry). In seguito gli elementi trasgressivi si attenuarono, fino ad arrivare alla produzione degli anni 1980... Leggi
Genere musicale sorto negli USA intorno all’inizio del 20° sec., frutto di un lungo processo di sincretismo tra forme musicali occidentali e poetiche africane, che risalivano alla memoria culturale degli schiavi deportati nel continente americano fra il 16° e il 19° sec., successivamente affrancati e progressivamente inurbati. 1. CaratteristicheLe influenze musicali euroamericane, che avrebbero fornito al primitivo j. strutture strofiche e sequenze armoniche, ebbero modo di filtrare... Leggi
Pianista e compositore jazz canadese (n. Montreal 1932). Collaboratore di Charlie Parker e Sonny Rollins, può essere considerato il più importante esponente bianco del free jazz. Il suo stile, complessivamente atipico nello svolgimento del jazz moderno, si caratterizza per una grande libertà dai vincoli della forma e della tonalità e per un approccio all'improvvisazione di notevole raffinatezza. Ideale continuatore di Lennie Tristano, ha influenzato numerosi jazzisti della... Leggi
Trombettista di jazz statunitense (Oklahoma City 1936 - Malaga 1995). Realizzò (1958-1961) numerose incisioni a fianco del sassofonista O. Coleman contribuendo con lui alla creazione del free jazz. In queste incisioni fece uso della pocket trumpet, una tromba "tascabile" la cui sonorità risultava particolarmente adatta al carattere nervoso e scattante del suo originale stile esecutivo. In seguito utilizzò sempre più strumenti provenienti da aree geografiche... Leggi
Sassofonista di jazz statunitense (n. Fort Worth 1930). Autodidatta, incise il suo primo album nel 1958, ma la piena affermazione giunse solo nei primi anni Sessanta, allorché fu considerato da molti come il più importante innovatore della musica afroamericana dopo C. Parker. Il suo stile, designato con le locuzioni free jazz o free music, si configurava come composizione istantanea, nella quale assumeva un ruolo rilevante l'interazione tra gli esecutori... Leggi
Pianista e compositore olandese (n. Kiev 1935). Fin dai primi anni Sessanta iniziò la sua collaborazione col batterista olandese Han Bennik in un quartetto che accompagnò E. Dolphy (1964) e che fu tra i primi gruppi europei moderni a esibirsi negli USA (Newport, 1966). L'anno seguente fondò l'Istant composers pool, in seno al quale il jazz mitteleuropeo maturò una propria variante del free jazz incline all'improvvisazione totale e alla teatralizzazione della performance... Leggi
Nome d'arte del musicista jazz afroamericano Herman (detto Sonny) Blount, conosciuto anche come Sonny Bourke (Birmingham, Alabama, 1914 - ivi 1993). Pianista nell'orchestra di F. Henderson (1946-47), negli anni Cinquanta formò un trio e cominciò a sperimentare una tastiera elettrica di sua invenzione. Fondò un'orchestra, da lui chiamata Arkestra, destinata a diventare una delle più originali nel jazz d'avanguardia. Mescolando jazz classico e free jazz, strumenti africani e... Leggi
Arte e uso di comporre versi all’improvviso, senza preparazione e meditazione, o di comporre musica nell’atto stesso di eseguirla. È detta i. l’opera stessa, letteraria o musicale che si compone improvvisando. letteratura Dalle fonti si evince che l’i. poetica fu praticata in ogni tempo. Cicerone (De orat. III, 194) ricorda l’abilità di Antipatro di Sidone di «fundere ex tempore» versi di ogni metro. Petrarca, riprendendo la notizia da Cicerone, ne trae motivo per biasimare gli improvvisatori della sua epoca (Rerum mem. libri III, 36, 2)... Leggi
Pianista e compositrice di jazz afroamericana (Pittsburgh 1910 - Durham, Carolina del Nord, 1981). Attiva fin dal 1926 nell'orchestra di John Williams, suo primo marito, passò poi con Andy Kirk (1929-41) e nel 1942 formò una sua orchestra con Shorty Baker, suo secondo marito. Apprezzata come arrangiatrice, collaborò con B. Goodman, D. Ellington e L. Armstrong. Aperta alle esperienze del free jazz, suonò anche in duo con il pianista C. P... Leggi
Musicista jazz afroamericano (n. New York 1933). Pianista e compositore dotato di una solida preparazione di tipo classico, ha incominciato a interessarsi al jazz negli anni Cinquanta. Influenzato da D. Ellington e Th. Monk, ma anche dalle avanguardie del secondo Novecento, è considerato uno dei padri del free jazz, in ragione del suo stile pianistico al tempo stesso orchestrale e percussivo, dove l'intera tastiera viene impiegata per produrre masse timbriche dotate di... Leggi
Sassofonista e compositore statunitense (n. Newark 1933) di origine afroamericana. Dal 1959 al 1964 nei Jazz Messengers di Art Blakey, poi, fino al 1970, nel gruppo di M. Davis, e dal 1971 al 1986 con i Weather Report, ha sviluppato la lezione di J. Coltrane (di cui è l'erede più originale) facendo confluire il jazz modale nel jazz elettrico. Come solista si è cimentato anche con il free jazz e la musica brasiliana, collaborando inoltre con i maggiori cantautori... Leggi
informali del free jazz. Maestro, tra gli altri, di L... Leggi
JAZZ(XVIII, p. 662; App. III, I, p. 822)Nel corso degli anni Cinquanta il quadro jazzistico internazionale era caratterizzato da una straordinaria pluralità di correnti e di stili, spesso antitetici tra loro. Leggi
JazzL'opinione dominante fra i critici e i cultori della musica j. è che alla fine del 20° sec. sia "più che mai difficile individuare nel jazz una linea di tendenza fondamentale. Non c'è mai stata, come oggi, una pluralità di situazioni e di orientamenti; ma ciò può essere interpretato anche come un segno di vitalità" (F. Fayenz, Il secolo del jazz, in Polillo 1997, p. 826). Una convinzione che con gli anni non ha perso di significato e conferma la tesi secondo la quale proprio la situazione. Leggi
SHEPP, ArchieTenorsassofonista statunitense di jazz, nato a Fort Lauredale (Florida) il 24 maggio 1937. Figlio di un banjoista, si trasferì con la famiglia a Filadelfia nel 1944. Fece le prime esperienze in un gruppo di rhythm and blues, ma presto si indirizzò al jazz. Nel frattempo seguiva i corsi all'università di Plainfield (Vermont), dove si laureò in arte drammatica nel 1959. Leggi
GIUFFRE, James Peter, detto JimmySassofonista, clarinettista e compositore statunitense di jazz, nato a Dallas (Texas) il 26 aprile 1921. Diplomatosi nell'università del Texas (1942), suonò durante il servizio militare (1944) in un'orchestra dell'aviazione americana, quindi nella Dallas Symphonic Orchestra e nelle big bands di B. Raeburn (1946), G. Roland, J. Dorsey (1947), B. Rich (1948) e W. Herman (1949), per il quale aveva composto il brano Four brothers (1947).Stabilitosi a Los Angeles. Leggi
JAZZ MESSENGERSComplesso statunitense di musica jazz diretto dal batterista Art Blakey (1912-1990). Nato nel 1947 come The Seventeen Messengers, poi ridotto a otto elementi e denominato J.M., nel 1954 il gruppo si stabilizzò nella forma di un quintetto, composto da Cl. Brown (tromba), L. Donaldson (sassofono contralto), H. Silver (pianoforte), C. Russell (basso).Nel 1955 il complesso mutò organico con K. Dorham (tromba), H. Mobley (sax tenore) e D. Leggi
GASLINI, GiorgioPianista, compositore e direttore d'orchestra di jazz, nato a Milano il 22 ottobre 1929. Dopo le esperienze giovanili con Gil Cuppini, E. Volonté e l'Orchestra del Momento, e l'incisione di Concerto Riff, nel 1948, con un trio costituito dal clarinettista G. Stefani e dal batterista Cuppini, ha compiuto rigorosi studi presso il conservatorio di Milano, conseguendo 6 diplomi e acquisendo una notevole preparazione nel campo della musica contemporanea. Leggi
TRISTANO, Leonard Joseph, detto LenniePianista statunitense di jazz, nato a Chicago il 19 marzo 1919, morto a New York il 18 novembre 1978. Era figlio di emigranti italiani provenienti da Aversa. Cieco dall'età di nove anni, la madre, pianista e cantante, gli impartì i primi rudimenti musicali, che T. perfezionò in un istituto per ciechi. Nel 1943 si diplomò in pianoforte e composizione all'American Conservatory di Chicago e cominciò a insegnare alla Christiansen School of Popular Music. Leggi
MINGUS, CharlesContrabbassista, pianista e compositore statunitense di jazz, nato a Nogales (Arizona) il 22 aprile 1922, morto a Cuernavaca (Messico) il 5 gennaio 1979. Cresciuto a Los Angeles, nel ghetto di Watts, studiò dapprima il trombone, poi il violoncello e finalmente il contrabbasso. Nel 1940 fu scritturato dal complesso di Lee Young, fratello di Lester; fu poi ingaggiato, tra gli altri, da L. Armstrong (1941-43), da L. Hampton (1946-48) e da R. Norvo (1950-51). Nel 1952 fondò, con M. Leggi
ROACH, Maxwell, detto MaxBatterista statunitense di jazz, nato a New York il 1° gennaio 1925. Dopo aver iniziato a suonare il flicorno, passò a studiare la batteria e si diplomò in percussioni al conservatorio di Manhattan nel 1942. Ascoltato K. Clarke, il creatore dello stile batteristico moderno, ne restò conquistato e si accostò immediatamente ai boppers; così, nel 1944 entrò nel complesso di D. Gillespie e l'anno successivo in quello di Parker, con cui (1945-49) registrò i più alti esempi. Leggi
Musica(XXIV, p. 124; App. II, ii, p. 372; III, ii, p. 186; IV, ii, p. 541; V, iii, p. 597)L'evoluzione del linguaggio musicale nelle sue diverse forme e significati ha trovato trattazione sistematica nell'Enciclopedia Italiana innanzitutto nelle voci sotto il lemma musica apparse a partire dal vol. XXIV, poi aggiornate nelle Appendici dalla II alla V. In questa Appendice, cronologicamente assai prossima alla precedente, la voce musica non presenta un aggiornamento storico generale della materia, ma alcuni aspetti ormai consolidati della cultura musicale degli ultimi decenni. Leggi