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Pittore italiano (Genova 1853 - Torino 1901), fu allievo di E. Gamba a Torino; quindi studiò a Parigi con L.-J.-F. Bonnat, di cui subì l'influsso nelle prime opere. Si orientò in seguito verso E. Carrière (L'offerta dei fiori, 1897 circa, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna). Opere nella Galleria d'arte moderna di Torino.... Leggi
Filosofo (Napoli 1668 - ivi 1744). Terzultimo degli otto figli di Antonio, modestissimo libraio, e di Candida Masullo, dotato di un carattere che egli stesso definiva "melanconico ed acre", di debole e delicata costituzione, entrò all'età di dodici anni nel collegio gesuita "a Gesù vecchio" per frequentarvi la seconda classe di grammatica. Lasciata la scuola, si mise a studiare per proprio conto i testi logici di Pietro Ispano e Paolo Veneto, impresa che si rivelò ben presto superiore alle sue forze e che abbandonò, interrompendo gli studî per più di un anno... Leggi
Stato dell’Europa meridionale, corrispondente a una delle regioni naturali europee meglio individuate, data la nettezza dei confini marittimi e di quello terrestre: la catena alpina, con la quale si collega all’Europa centrale (da O a E: Francia, Svizzera, Austria, Slovenia). Come regione naturale, tra lo spartiacque alpino e i tre mari (Adriatico, Ionio e Ligure-Tirreno) che la cingono, l’I. (con le isole giacenti sulla sua piattaforma continentale) ha una superficie di poco più di 300.000 km2... Leggi
Città del Lazio, capitale della Repubblica Italiana; capoluogo di regione e di provincia (Comune di 1307,7 km2 con 2.718.768 ab. nel 2008).Il problema dell’etimologia del nome di R. si era presentato già alla mente degli antichi, ma le soluzioni da essi offerte non reggono alla critica scientifica. È impossibile che Rōma derivi da Rōmŭlus, vero pare piuttosto l’inverso (come aveva già intravisto Filargirio). La derivazione accolta più favorevolmente nell’antichità era quella del gr. ῥώμη «forza», ma questa sembra solo un’etimologia erudita... Leggi
(gr. Εὐρώπη, lat. Europa) Parte occidentale del continente eurasiatico, delimitata a O dall’Oceano Atlantico, a N dal Mar Glaciale Artico, a S dal Mar Mediterraneo; tutt’altro che ben definiti sono invece i suoi limiti orientali. 1. Il problema dei confiniIn origine il nome greco Eὐρώπη sembra aver designato un territorio ristretto, forse a N dell’Egeo, ma già i geografi ionici chiamavano E. tutta la terra a N del Mediterraneo; il suo limite verso E fu considerato il corso del Tanai (Don). Nella riforma dioclezianea dell’amministrazione dell’Impero romano, fu detta E... Leggi
Stato dell’Europa occidentale, confinante a NE con la Francia e Andorra e a O con il Portogallo. La S... Leggi
Stato dell’Asia centrale e orientale. Il nome proviene dal portoghese China, che i primi esploratori portoghesi appresero dagli Indiani o dai Malesi, e con ogni probabilità deriva da quello della dinastia cinese Qin (221-206 a.C.) sotto il cui dominio la C. venne unificata. I Cinesi chiamano il loro paese Zhongguo «paese di mezzo» e anche Zhonghua «fiore di mezzo». Ufficialmente esso fu dal 1912 Zhonghua minguo «Repubblica di Cina», e dal 1949 Zhonghua renmin gonghe guo «Repubblica Popolare di Cina»; la denominazione Repubblica di Cina è stata mantenuta dal governo installatosi a Taiwan... Leggi
Erudito, teologo e polemista (Piozzano, Piacenza, 1761 - Ruebelle, Montmorency, 1842); alunno in Roma dell'Accademia dei nobili ecclesiastici, suddiacono (1785), frequentatore del cenacolo del vescovo Scipione de' Ricci; tornato a Piacenza, raccolse iscrizioni romane, fece l'apologia di Scipione de' Ricci e, col nome di fra Colombano, scrisse le Lettere Transpadane, in cui sostenne le dottrine episcopaliste e gianseniste. Abbandonato (1796) il sacerdozio, si diede al... Leggi
Giannangelo Braschi (Cesena 1717 - Valence 1799). Sotto il suo pontificato la Chiesa subì gravi colpi con la diffusione del giurisdizionalismo, lo scoppio della Rivoluzione francese e infine le campagne napoleoniche: dopo la perdita (Pace di Tolentino, 1796) delle legazioni pontificie e la proclamazione della Repubblica romana (1798), P. fu deposto e morì in prigionia.Vita e opereDi antica nobiltà, a diciassette anni conseguì la laurea in utroque iure... Leggi
Pittore e incisore (Belluno 1689 - Venezia 1767). Allievo di G. Lazzarini e di S. Ricci, dipinse decorazioni murali e quadri di soggetto religioso, ma, agli inizî, fu anche pittore teatrale. Le sue prime opere (Estasi di s. Francesco, 1727, Belluno, S. Rocco) si avvivano di colori sgargianti, mentre più tardi vi è uno schiarirsi nella cromia di evidente estrazione riccesca (Martirio dei ss. Felice e Fortunato, Chioggia, duomo; tele del soffitto della Scuola di S... Leggi
Pittore di paesaggi (Forno di Canale, Belluno, 1709 - Treviso 1784). Formatosi sulle opere di M. Ricci, risentì di F. Zuccarelli, specialmente per i motivi pastorali trattati però in modi meno arcadici. Decorò con paesaggi e vedute di città alcuni corridoi di villa Pisani a Stra.... Leggi
Pittore (Venezia 1683 - ivi 1753). Subì l'influsso di G. B. Piazzetta e di S. Ricci. Il nucleo principale delle sue opere si conserva nelle chiese di Bergamo e Brescia: notevoli la Madonna appare alla Maddalena e s. Antonio, Bergamo, S. Giuseppe (già oratorio dei Disciplinati) e il Transito di s. Giuseppe, 1738, Brescia, SS. Nazario e Celso.... Leggi
RICCI, Giuseppe. - Pittore, nato il 26 marzo 1853 a Genova, morto a Torino il 21 aprile 1901. Laureatosi in legge a Torino, fu per poco tempo allievo privato di Carlo Gamba, poi si recò a Parigi, dove studiò per due anni col Bonnat. Dall'influenza di questo maestro, che si riflette nelle ombre nere e nella pesante colorazione delle prime sue opere (Il mendicante, esposto a Milano nel 1880) si liberò presto, perché la sua natura delicata e sentimentale lo portava piuttosto verso l. Leggi
RICCI, Paolo. - Ebreo di origine tedesca convertito al cristianesimo, visse nella prima metà del Cinquecento. Dopo la sua conversione fu professore di filosofia all'università di Pavia, quindi medico dell'arciduca Ferdinando, che fu poi re di Germania. Per la sua inclinazione alla cabbala e all'astrologia ebbe una controversia con Giovanni Eck sull'esistenza della vita nei corpi stellari. Erasmo giudicò benevolmente il R., il quale difese lui e i suoi discepoli contro gli attacchi del prete. Leggi
RICCI, Stefano. - Scultore, nato a Firenze il 26 dicembre 1765, morto ivi il 22 novembre 1837. Studiò presso l'Accademia di belle arti della sua città con F. Carradori. Succeduto nell'insegnamento al maestro nel 1802, occupò la cattedra fino all'anno della sua morte. Superò il manierismo del Carradori e dello Spinozzi, ma non seppe liberarsi dal canovismo, che è evidente in certi suoi lavori; fu, tuttavia, artista di eccellente gusto e sicuro modellatore, lodato dallo stesso Canova. Leggi
VICO, Giambattista. - Filosofo, storico, giureconsulto e critico letterario.1. Primi anni (1668-1686). - Terzultimo degli otto figliuoli di Antonio, figlio d'un contadino maddalonese e divenuto il più povero forse dei librai napoletani, e della napoletana Candida Masullo, figliuola a sua volta d'un lavorante di carrozze, nacque il 23 giugno 1668 a Napoli in un bugigattolo soprastante alla bottega paterna, sita al n. 31 della via S. Biagio dei Librai. Fanciulletto, ebbe temperamento allegro e irrequietissimo. Leggi
ARGENTINA, Repubblica (A. T., 159-160-161). - Grande stato dell'America Meridionale, il secondo per estensione territoriale e per popolazione, già denominato Provincie Unite del Río de la Plata. Il nome Argentina, oggi di uso comune, è una forma latinizzata derivata dal nome de la Plata, ossia dell'argento.Sommario. - Geografia: Esplorazioni (p. 185); Geologia (p. 186); Morfologia (p. 189); Idrografia (p. 191); Clima (p. 193); Flora (p. 194); Fauna (p. 198); Dati sulla popolazione (pag. 200); Le popolazioni indigene (p. 203); Condizioni economiche (p. 206); Comunicazioni (p. Leggi
SCOLOPÎ. - Sono così denominati, da Scuole Pie (in Spagna Escolapios, nell'Europa centro-orientale Piaristen), gli appartenenti all'Ordine religioso fondato da S. Giuseppe Calasanzio (v.). Ma l'erezione dell'ordine fu preceduta di parecchi anni dall'istituzione delle scuole popolari primarie (1597) per opera dello stesso santo, che quelle appunto cominciò col denominare Scuole Pie fin dalla loro origine. Leggi
BISON, Giuseppe Bernardino. - Pittore, nato a Palmanova nel Friuli il 16 giugno 1762, morto a Milano il 24 agosto 1844. Studiò prima a Brescia poi a Venezia con A. M. Zanetti il Giovane, il tiepolesco C. Cedini e lo scenografo A. Mauro. Lavorò a Ferrara, Padova (affreschi nel Palazzo Manzoni), nel Trevisano (affreschi nelle ville Zannini a Lancenigo e Dal Vesco a Breda di Piave, in S. Andrea a Venegazzù, nel Casino Soderini a Treviso), dal 1807 al 1831 a Trieste (affreschi nel Palazzo Carciotti. Leggi
POGGI, Giuseppe. - Giansenista, seguace di Scipione De' Ricci, democratico del periodo napoleonico. Nato a Piozzano, nel Piacentino, il 21 agosto 1761, compie i primi studî nel ginnasio di Piacenza; predilige la matematica di cui discute e pubblica parecchie tesi (1780). In Roma studia teologia nell'Accademia dei nobili ecclesiastici che Clemente XI aveva istituito per i giovani patrizî, e nel 1785 è ordinato suddiacono. Frequenta i convegni ricciani, e appare amico del canonico Foggini e di. Leggi
ZAIS, Giuseppe. - Pittore, nato a Canale d'Agordo (Belluno) il 22 marzo 1709, morto a Treviso nel 1784. Della sua vita risulta solo che dal 1748 al 1768 fu iscritto nel libro della Fraglia veneziana dei pittori e nel 1774 venne eletto a far parte dell'Accademia di Venezia alla quale fin dal 1765 aveva presentato un paesaggio, tuttora conservato. Operando a Venezia come paesista, lavorò molto per i privati amatori, specie per il console Smith. Nelle sue tele appare la diretta discendenza dall. Leggi
AMIGONI, Iacopo. - Pittore veneziano, nato nel 1675, e formatosi a Venezia. Visitò Roma e forse anche le Fiandre. Infine sentì la maniera dei pittori francesi galanti, e ne fuse gli elementi con quelli veneti assorbiti da Sebastiano Ricci, dal Piazzetta e dal Tiepolo. Fece una pittura aggraziata e agghindata, di senso decorativo, ma non esente da caratteri di accademia; egli non giunse al brio sottile e alla levità formale dei francesi che l'impressionarono, pur riducendo a sapor d'arcadia ogni. Leggi