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Dal Liber pontificalis si ricava che S. era romano di nascita, che il padre si chiamava anch'egli Sisto e che il suo pontificato durò otto anni e diciannove giorni. In base a calcoli cronologici, si può stabilire che la sua elezione avvenne quattro giorni dopo la morte del suo predecessore Celestino, e cioè il 31 luglio 432. S. era già membro attivo e influente del clero romano sotto papa Zosimo, dal momento che a lui sono indirizzate due lettere di Agostino del 418 (epp... Leggi
L'ETÀ MEDIEVALE I confini del medioevo sono ormai due frontiere mobili. Accantonati i tradizionali 476 e 1492, si tende a spostarli sempre più in avanti: quello che lo separa dalla tarda antichità, fino ai primi decenni del sec. VIII, se non oltre; quello che lo distingue dalla prima età moderna, addirittura bene addentro nel XVIII, incorporandola per intero. Ma non per questo il medioevo come tale è in pericolo... Leggi
Maffeo Virginio Romolo Barberini nacque, penultimo di sei fratelli, il 5 aprile 1568 a Firenze da Antonio e Camilla Barbadori; fu battezzato lo stesso giorno nel battistero del duomo di Firenze... Leggi
V. nacque a Roma, senz'altro nell'ultimo decennio del V secolo, avendo raggiunto l'età per diventare vescovo nel 531. Apparteneva ad una famiglia cristiana che era al servizio della monarchia gota fin dall'instaurarsi del regno. Il nonno materno Olibrio fu prefetto del Pretorio nel 503, lo zio Eugenio questore di palazzo nel 506 e "magister officiorum", il padre Giovanni "consularis" di Campania nel 507-511, e in seguito prefetto del Pretorio e console. La famiglia di V... Leggi
Felice di Peretto nacque venerdì 13 dicembre 1521 a Grottammare, castello del Comitato di Fermo, nella Marca di Ancona, da Piergentile di Giacomo, detto Peretto, e da Mariana di Frontillo di Camerino. I coniugi, abitanti a Montalto, nel 1518 erano stati allontanati in seguito all'occupazione effettuata nel 1517 dalle truppe del duca di Urbino Francesco Maria della Rovere in lotta contro Leone X e si erano trasferiti a Le Grotte, oggi Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno... Leggi
L'ETÀ MODERNA 1. I fermenti quattrocenteschi La fine del concilio di Basilea può essere assunta come momento conclusivo di una lunga stagione della storia della Chiesa occidentale segnata sia dal confronto tra le pretese teocratiche della Santa Sede e l'autorità dei principi nei territori che a loro facevano capo, sia dalla lunga controversia tra il pontefice e il concilio per la titolarità del superiore potere di giustizia... Leggi
L'ETÀ ANTICA 1... Leggi
Nato presumibilmente intorno all'820, N., come i suoi due predecessori, non apparteneva all'aristocrazia romana, pur non essendo di origini "modeste". Il Liber pontificalis, infatti, precisa che era figlio del "regionarius" Teodoro, uno dei notai o dei "defensores" preposti all'amministrazione del patrimonio pontificio di una delle sette regioni ecclesiastiche della città... Leggi
Antonio Pignatelli nacque nel 1615, secondogenito di Francesco, marchese di Spinazzola, dei Pignatelli di Cerchiaro, e di Porzia di Fabrizio Carafa. Come tante altre donne del suo ambiente, anche Porzia Carafa aveva contribuito in maniera incisiva al prestigio della famiglia d'acquisto, tra l'altro comprando il feudo di Minervino, che dava il titolo di principe a Francesco Pignatelli, padre di Antonio. E come tante altre madri aristocratiche, anche Porzia svolse un ruolo importante nei confronti dei suoi figli, soprattutto di quelli cadetti... Leggi
L'ETÀ CONTEMPORANEA 1. La prima metà dell'Ottocento. Orientamenti generali: principi e realtà Il ritorno di Pio VII a Roma, il 24 maggio 1814, fu accompagnato dal sincero entusiasmo dei Romani, tutt'altro che soddisfatti del dominio francese di quegli anni. Non a torto il Pacca, nel rievocare quell'arrivo, citava un significativo passo del dialogo di Girolamo contro i luciferiani: "Ad reditum Eusebii [Eusebio di Vercelli, esiliato a lungo dagli ariani] lugubres vestes Italia mutavit"... Leggi
Ben poco conosciamo di lui prima della elevazione al pontificato, e quasi nulla del periodo anteriore al 1045. Sappiamo infatti solo che Gerardo era originario della Borgogna. Quanto alla famiglia di provenienza, la notizia di una sua nascita illegittima ("Natus quippe de adulterio") viene polemicamente riferita solo da Benzone d'Alba (p. 594), feroce avversario di Gregorio VII, che attribuisce a Ildebrando, allora suddiacono della Chiesa romana, l'iniziativa dell'elezione papale di Gerardo. L'ipotesi dell'appartenenza di Gerardo all'Ordine cluniacense, avanzata da J... Leggi
Di influente famiglia originaria di Nepi (Viterbo), appare per la prima volta citato, nel 767, insieme con i fratelli Totone, Passivo e Pasquale tra gli esponenti più in vista dell'opposizione interna al governo di papa Paolo. Sul finire della primavera di quell'anno avrebbe infatti tramato per uccidere il pontefice, allora gravemente ammalato, allo scopo di farsi eleggere al soglio di Pietro, contando sull'appoggio dell'aristocrazia laica militare romana e su quello delle truppe che presidiavano i "castra" della Tuscia... Leggi