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Colorazione gialla della cute, delle sclere e delle mucose, dovuta al patologico aumento nel sangue della bilirubina che si deposita nei tessuti; quando tale colorazione è appena rilevabile si ha il subittero . Una tinta più o meno giallastra conferita anche da farmaci (atebrina, acido picrico) o alimenti (carotenoidi ecc.) è detta pseudoittero .Diverse affezioni possono essere causa dell’i Leggi
ittero-verminosa, cachessia Malattia che colpisce le pecore ed è dovuta al parassitismo da Fasciola hepatica (➔ Fasciolidi).... Leggi
Intossicazione endogena da ritenzione dei sali biliari nel sangue; è presente nell’ittero meccanico o da stasi, e dà sintomi caratteristici: bradicardia, prurito ecc. La colaluria è l’eliminazione con le urine di sali biliari, sintomo di ittero da assorbimento.... Leggi
In ematologia, elemento immaturo della serie rossa, detto anche normoblasto (➔ eritropoiesi). EritroblastomaRara neoplasia, per lo più a carico del midollo osseo, costituito in prevalenza da e. atipici. EritroblastosiPresenza di e. nel sangue. Eritroblastosi fetale(anche malattia emolitica del neonato). Denominazione che comprende quelle forme di anemia emolitica grave, con ittero e presenza di e. nel sangue circolante... Leggi
Ittero lieve, apprezzabile soprattutto nelle sclere, che appaiono giallastre.... Leggi
Liquido giallo più o meno scuro, vischio;so e filante, secreto dal fegato, indispensabile per la digestione e l’assorbimento intestinale dei grassi e per l’eliminazione dei prodotti di degradazione dell’emoglobina. Prodotta dalle cellule epatiche e da queste riversata negli spazi interstiziali, o canalicoli biliari , i quali confluiscono nei due dotti epatici principali, la b. viene rilasciata nel duodeno attraverso il dotto coledoco, nel quale confluisce, oltre ai dotti epatici, anche il dotto cistico proveniente dalla colecisti (o cistifellea)... Leggi
Nella terminologia scientifica, soprattutto medica, primo elemento di parole composte, che significa «fegato». Epatocita è la cellula epatica, caratterizzata da un nucleo piuttosto voluminoso con uno o due nucleoli; nel citoplasma si riscontrano mitocondri di forma ovale, un reticolo endoplasmatico granulare e rosette di glicogeno; l’apparato di Golgi è in prossimità del capillare biliare; le altre estremità cellulari sono provviste di microvilli per favorire gli scambi con il sangue (v. fig.)... Leggi
Genere di Batteri Schizomiceti appartenenti all’ordine Spirochetali e caratterizzati da esile corpo filamentoso, torto sul proprio asse in numerose e strette spire, e con estremità ricurve a uncino. Le L. sono prive di ciglia o flagelli, hanno lunghezza di 3-45 μm; sono coltivabili in terreni contenenti siero di sangue; le varie specie sono morfologicamente così simili fra loro da poter essere differenziate con sicurezza solo mediante metodi sierologici... Leggi
medicinaIn medicina, concrezione cristallina, pura o mista ad altri elementi, di sali minerali o di acidi organici, che si formano nell’organismo in condizioni patologiche. I c. si possono formare in una ghiandola a secrezione esterna o nei suoi condotti escretori (vie biliari, vie urinarie, dotti salivari ecc.), oppure ovunque ristagnino secreti ed escreti (intestino, solco balano-prepuziale, bronchi, condotto uditivo esterno). Gli elementi costitutivi dei c... Leggi
(o Piroplasmidi) Ordine di Sporozoi Emosporidi (o Protozoi Labirintulei, in altre classificazioni), parassiti del sangue, in genere di Mammiferi domestici, equini, bovini e ovini, ma anche selvatici, come roditori, scimmie e pipistrelli. Piccoli, ovali o piriformi, apigmentati, parassitano gli eritrociti, ma si trovano anche nei linfociti e nelle cellule endoteliali, in cui si moltiplicano per scissione longitudinale, scissione multipla, talora anche per gemmazione... Leggi
Organo a struttura linfatica e vascolare associato al sistema circolatorio. 1. Anatomia comparataNell’embrione la m. si origina da un ammasso di cellule mesenchimali situate in un ispessimento del mesenterio dorsale sospensore del tubo digerente (mesogastro); l’abbozzo si accresce e si differenzia ulteriormente in dipendenza dello sviluppo dei vasi che in esso si distribuiscono. Fra i Vertebrati, nei Missini e Petromizontiformi, la m. non è rappresentata da un organo distinto; si interpreta come tessuto splenico certo tessuto cavernoso situato nella parete intestinale... Leggi
sordità Riduzione o mancanza della capacità mono- o bilaterale di percepire i suoni. I deficit uditivi (ipoacusie) possono essere distinti, a seconda della loro origine, in tre forme principali: di trasmissione (o di conduzione), neurosensoriali e misti. 1. TipologieLa s. trasmissiva è dovuta a lesioni dell’apparato di conduzione dei suoni e principalmente a malformazioni, stenosi o altre lesioni ostruttive del condotto uditivo esterno, otiti medie e loro esiti, otosclerosi, tumori, colesteatomi. La s. neurosensoriale è dovuta o a lesioni cocleari o a lesioni retrococleari. La s... Leggi