1. Libri feudorum

    Libri feudorum Testo (detto anche Consuetudines feudorum o Usus feudorum) che codificò nel Medioevo il diritto comune feudale. Fu compilato tra la fine dell’11° sec. e i primi del 13° nel territorio fra Milano e Pavia, per opera di privati, che utilizzarono diritto consuetudinario, costituzioni imperiali, sentenze di corti feudali, opere di giuristi... Leggi

  2. Valvassore

    Nel linguaggio giuridico feudale, in particolare nei milanesi Libri feudorum (12° sec.), era il vassallo del capitaneus, che era a sua volta il vassallo del vassallo del re, vassallo dominico o conte. Più tardi furono chiamati capitani, e poi conti (e allora il vassallo del re prese il titolo di duca o marchese). Entrarono in questa categoria anche coloro che, senza essere titolari di alcun ufficio, avevano ottenuto sulle proprie terre privilegi di immunità (esenzione dalla... Leggi

    Categoria: Mestieri E Professioni
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  3. Libri legales

    Libri legales Testi di diritto, che formavano oggetto di studio e di insegnamento come fonti della legalis sapientia, nelle scuole civilistiche all’epoca del diritto comune. Essi sono: i 50 libri del Digesto, i 4 delle Istituzioni, i 12 del Codice e le 9 collationes dell’Autentico, che costituivano la materia romanistica; inoltre la Lombarda e i Libri feudorum.... Leggi

    Categoria: Diritto Romano
  4. Regalia

    Gli iura regalia, cioè i diritti pertinenti al sovranoo per sua concessione ad altra autorità, che erano caratteristica manifestazione della sovranità nel campo giurisdizionale e amministrativo. L’elaborazione della teoria dei r. deriva dalla Constitutio de regalibus, emanata da Federico I Barbarossa alla dieta di Roncaglia (1158), diretta a rivendicare al sovrano quei diritti e beni pubblici che i Comuni italiani avevano usurpato. La costituzione, compresa nei Libri feudorum, fu... Leggi

  5. Codice

    biblioteconomia1. Cenni storiciIl termine latino codex, nel suo significato originario, indicava, come liber, la parte interna del fusto degli alberi, cioè il legno; designò poi le tavolette cerate a uso di scrittura e infine il libro manoscritto formato di più fogli, come il libro moderno, in opposizione al rotolo.  Come termine bibliografico, nel senso di libro manoscritto, il c. si oppone tanto a rotolo quanto a libro stampato. Il c. come complesso di fascicoli fece la prima apparizione, accanto al rotolo di papiro, nel 2° sec. a.C., con il diffondersi della pergamena (c... Leggi

  6. Alvaròtti (o Alvaròtto), Iacopo, il Vecchio

    Giureconsulto (Padova 1385 - ivi 1453), autore di commentarî ai Libri feudorum e di Consilia (1477). Altri A. (sec. 14º-15º), autori essi pure di consilia, furono Pietro (n. Padova 1401) e Francesco; di un Iacopo A. il Giovane (m. Ferrara 1500), anch'egli giurista, non si conserva alcuno scritto.... Leggi

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  7. Antònio (Mincucci) da Pratovecchio

    Giureconsulto (n. Pratovecchio 1380 - m. 1468), maestro a Bologna e altrove, rivide e riordinò i testi giuridici dei Libri Feudorum.... Leggi

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  8. Gerardo Cagapisto (o Capagisto)

    Console di Milano (sec. 12º) al tempo del Barbarossa; già ritenuto, per l'autorità di I. Cuiacio, autore del primo dei Libri feudorum.... Leggi

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  9. Ugo di Gambolado (o di Gambolò)

    Giurista del sec. 12º, da Pavia. Rimaneggiò un trattatello sulla successione dei feudi e sulle cause di reversione e decadenza (tit. I, 14, dei Libri feudorum).... Leggi

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  10. Iàcopo di Colombo (o I. Colombi)

    Giurista (forse prima metà sec. 13º), confuso talvolta con altri giuristi dello stesso nome. Si hanno notizie scarse e incerte della sua vita. La sua fama però è durevolmente legata a una glossa ai Libri feudorum, che meritò di diventare la glossa ordinaria a quel testo. Accursio si limitò a farvi solo qualche aggiunta. Sembra che gli sia pure dovuta una revisione della Summa feudorum di Pillio.... Leggi

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  11. Piètro dei Cerniti

    Giurista italiano (m. 1338). Addottoratosi in diritto a Bologna nel 1305, dopo una breve parentesi a Castel San Pietro come professore di diritto, tornò a Bologna dove continuò a insegnare fino alla morte. Scrisse letture sui Libri feudorum, commenti al Codice, questioni e pareri legali. Precorse il Poliziano e M. Vegio come critico delle fonti giuridiche.... Leggi

  12. Iàcopo di Belviso (o I. Belvisi)

    Giurista (Bologna 1270 - ivi 1335). Studiò in patria con Francesco d'Accursio e Dino, ma per motivi politici non poté giungere al dottorato, che gli fu invece conferito ad Aix-en-Provence (1297). Fu poi (1298) professore di diritto civile a Napoli, consigliere del re Carlo II e giudice della Gran Corte. Nel 1305, riconosciutogli anche a Bologna il titolo di dottore, vi fu professore, ma, ancora per motivi politici, fu costretto l'anno dopo ad allontanarsene. Insegnò successivamente a Padova, Siena, Perugia, Napoli e di nuovo a Bologna dal 1321... Leggi

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  13. RISULTATI DALL'ENCICLOPEDIA ITALIANA

    • FEUDO

      FEUDO (lat. mediev. feodum, dal germanico [v. sotto]; fr. fief; sp. feudo; ted. Lehen; ingl. fief). - Le origini del feudo racchiudono molti problemi non ancora interamente risolti. Chiara non è neppure l'origine della parola, che nelle sue prime menzioni appare nel Mezzogiorno della Francia con la forma feum, fevum, più tardi feudum. In Italia troviamo il vocabolo feo, verso la metà del sec. IX, in un elenco di beni appartenenti al vescovado di Lucca. Secondo alcuni, feum deriverebbe dal gotico thiut corrispondente a "bene", altri invece vogliono accostare tale termine a feoh = pecus. Leggi

    • OBERTO

      OBERTO dall'Orto. - Giurista insigne, assunto alla dignità di giudice imperiale fin dai tempi dell'imperatore Lotario, cioè tra il 1133 e il 1137; autore (secondo un'opinione, che rimonta almeno a Odofredo, peraltro oggi combattuta) della prima redazione delle consuetudini di diritto feudale, ossia dei libri feudorum, oggi nel Corpus iuris civilis, forse per opera di Pillio. Di O. restano due lettere al figlio Anselmo sul diritto feudale: la prima corrisponde ai titoli 1-21 del secondo libro. Leggi

    • PILLIO

      PILLIO. - Giureconsulto, discepolo di Olderico, nato a Medicina, presso Bologna, quindi detto bolognese; e anche modenese, per aver insegnato e dimorato a Modena. In questa città si trasferì verso il 1190 nonostante il giuramento dei professori di Bologna di non andare altrove a far lezione. Pillio fu un romanista e un feudista. Fu uomo di scienza e di pratica e si ricordano importanti cause in cui fu avvocato. Leggi

    • LIBRO

      LIBRO (dal lat. liber, propriamente "corteccia secondaria" dell'albero; v. Caule, IX, p. 502; fr. livre; sp. libro; ted. Buch; ingl. book).- Nella comune accezione la parola libro significa la riunione di più fogli manoscritti o a stampa, il cui scopo è di conservare la memoria di certe notizie o delle opere dell'ingegno e di darne comunicazione agli altri. Ma prima di raggiungere la forma attuale, il libro passò per varie fasi, assumendo aspetti e caratteri diversi a seconda dei materiali usati nella sua composizione. Leggi

    • GERMANIA

      GERMANIA (A. T., 53-54-55; 56-57).Geografia: Nome (p. 667); La moderna conoscenza geografica (p. 667); Situazione e confini (p. 668); Composizione litologica del suolo (p. 668); Struttura e forme del terreno (p. 671); Clima (p. 672); Sorgenti e fiumi (p. 675); Laghi e paludi (p. 679); Vegetazione (p. 680); Fauna (p. 680); Demografia (p. 681); Gli stati della Germania (p. 681); Etnografia (p. 682); Distribuzione e densità della popolazione (p. 686); Distribuzione e caratteri generali dei centri abitati (p. 687); Le forme dell'abitazione rurale (p. 688); Le forme d'insediamento (p. Leggi

    • MARCA e MARCHESI

      MARCA e MARCHESI. - Marchese (Markgraf) era in origine il conte di confine, e marca (da Mark originariamente "confine") la circoscrizione politica indirizzata alla difesa del confine.I margravî, detti anche nelle carte marchiones o marcenses, donde la parola italiana rimasta nell'uso, fanno la loro prima apparizione in età carolingia avanzata, cioè in un periodo politicamente agitato e incerto. Leggi

    • GIUSTINIANO

      GIUSTINIANO, imperatore d'Oriente. - La figura di G. s'impone all'attenzione dello storico per la sua personalità e per l'imponenza della sua opera, che fu multiforme e influì enormemente sullo svolgimento politico e culturale dell'Oriente e dell'Occidente. Il suo regno rappresenta un momento definitivo nel moto di trasformazione dell'impero da romano in bizantino. Leggi

    • CODICE

      CODICE. - il vocabolo codice è usato oggi in due sensi affatto diversi: quello paleografico e quello giuridico: dal significato primitivo di caudex (= codex) "tronco, ceppo" si passa a quello di riunione di tavole e quindi di pergamene a uso scrittorio; presso i giuristi il significato poi si restringe a quello di raccolta di leggi. Quando ciò sia avvenuto, è incerto; pare tuttavia che il nuovo significato, già accettato dopo che furono comparsi i codici gregoriano, ermogeniano, teodosiano e giustinianeo (v. Leggi

    • LIBRI LEGALES

      LIBRI LEGALES. - Erano i testi di diritto, che formavano oggetto di studio e d'insegnamento nelle scuole civilistiche all'epoca del diritto comune.Un noto passo dell'Ostiense (Henricus a Segusio, morto nel 1271) li elencava così: "Et ut breviter comprehendam, in 50 libris Pandectarum, 4 Institutionum, 12 Codicis, 9 Collationibus Authenticorum, Novella, Lombarda, et Constitunionibus feudorum, consistit legalis sapientia" (Summa, proem., § 7). I Digesti eran divisi in tre parti: la prima, detta. Leggi

    • CONSOLIDAZIONI

      CONSOLIDAZIONI. - È il nome specifico delle compilazioni di leggi, ovvero di consuetudini. Si trovano di codeste compilazioni presso tutti i popoli che hanno raggiunto un grado determinato di evoluzione, per quanto appartenenti a diversissime civiltà: uniformi infatti, e quasi direi necessarie, sono le ragioni che ne determinano il sorgere. Né sarà inutile fissarle qui, come premessa logica all'ulteriore indagine storica.Le norme regolatrici dell'attività umana vivono in un primo tempo esclusivamente nella coscienza popolare, che le crea direttamente: cioè sotto forma di consuetudini. Leggi

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