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In immunologia, termine proposto nel 1989 per descrivere un gruppo di molecole capaci d’interagire e di attivare i linfociti T tramite un meccanismo completamente diverso da quello attuato dagli antigeni convenzionali e dai mitogeni. La maggior parte delle informazioni su queste sostanze deriva dagli studi effettuati sulle prime molecole classificate come s., vale a dire un gruppo di proteine, prodotte da molte specie di batteri, denominate enterotossine... Leggi
In biochimica, proteina (peso molecolare ca. 70.000) secreta dai linfociti T dopo che questi si sono legati alle cellule che presentano l’antigene di riconoscimento. Nel punto di contatto con i linfociti T, la p. provoca la lisi della membrana delle cellule bersaglio e, aggregandosi, forma pori sulla membrana cellulare stessa. L’interazione di un linfocita T citotossico con una cellula che presenta un complesso antigene estraneo MHC di classe I (➔ HLA) determina una serie di eventi... Leggi
Molecole glicoproteiche ad attività anticorpale, prodotte da linfociti B in risposta a una stimolazione antigenica(➔ immunità): la figura cellulare finale della serie di trasformazioni a cui va incontro il linfocita B è la plasmacellula in grado di secernere gli anticorpi maturi, che rappresentano le molecole effettrici dell’immunità umorale. 1. Tipi di immunoglobulineVengono riconosciute 5 classi di i... Leggi
L’insieme degli organi che, nei Vertebrati, provvedono alla produzione dei linfociti (linfopoiesi) e alla circolazione della linfa (fig. 1). 1. Anatomia comparataSecondo alcuni autori il sistema l. è originariamente connesso con il celoma e secondariamente con il sistema vascolare sanguigno, secondo altri deriva da spazi extracelomatici che modificandosi e specializzandosi darebbero origine ai 2 sistemi, sanguigno e linfatico. I vasi l... Leggi
diversità biologiaDiversità anticorpaleIn immunologia, la varietà di anticorpi che il sistema linfatico è in grado di produrre verso gli antigeni del mondo esterno all’organismo. Le molecole di anticorpo vengono sintetizzate da linfociti B attivati. La struttura di un anticorpo viene definita da informazioni geniche localizzate su tre loci distinti presenti in cromosomi diversi: 14 (per le catene pesanti H, heavy), 2 (per le catene leggere χ) e 22 (per le catene leggere λ)... Leggi
Tipo di cellula prodotta dal tessuto linfoide che passa nel sangue, di cui rappresenta la forma matura di uno dei 3 tipi di elementi corpuscolati della serie bianca (➔ leucocito). I l. svolgono un ruolo primario nella risposta immunitaria e presentano diverse funzioni nel controllo della risposta all’antigene (➔ immunità). Si possono riconoscere due grandi sottopopolazioni linfocitarie: l. T (che maturano nel timo), responsabili della immunità cellulare; l... Leggi
Nel linguaggio medico, linfociti k. (o anche cellule k. ), particolare popolazione di linfociti in grado di fissarsi a cellule bersaglio di varia natura, provocandone la morte (➔ immunità; killerlinfocito). In immunologia, il processo attraverso il quale le cellule fagocitanti i batteri riescono a contenere l’aggressione microbica è detto killing . Il meccanismo viene messo in atto grazie alla produzione e alla liberazione di elementi tossici che vengono riversati in un vacuolo... Leggi
(o leucocita) Elemento cellulare del sangue appartenente alla serie bianca. Morfologicamente nei Mammiferi i l. si differenziano dai globuli rossi per le dimensioni, per la forma e per la presenza del nucleo. 1. Caratteri generaliI l. sono distinti in tre gruppi (v. fig.): monociti (a), linfociti (b) e granulociti (c-e)... Leggi
In immunologia clinica, sigla di severe combined immunodeficiency disease, usata per indicare una malattia congenita inquadrata nell’ambito dei difetti primitivi del sistema immunitario che, senza adeguate misure protettive, risulta fatale durante l’infanzia, a causa del prevalere di gravi infezioni. I pazienti possono essere raggruppati in due categorie: con difetto dei linfociti T e B, e con normale o accresciuto numero di linfociti B, senza linfociti T... Leggi
Fattore proteico prodotto da monociti, macrofagi, linfociti T, cellule immature ecc. Le c. controllano l’infiammazione, la risposta immunitaria, la crescita e il differenziamento cellulare in quanto mediatori intercellulari. Le c. più note sono gli interferoni, le interleuchine e il fattore di necrosi tumorale (➔ TNF); esse trasmettono segnali alle cellule bersaglio legandosi a recettori associati a tirosinachinasi, che fosforilano proteine citoplasmatiche diverse (➔ recettore).... Leggi
Ottenuto previa immunizzazione di animale da esperimento (conigli o cavalli) con linfociti umani, è in grado di interferire con l’attività biologica di questi ultimi e favorirne l’eliminazione. Utilizzato per lungo tempo per la sua azione immunosoppressiva in corso di trapianto d’organo al fine di prevenire le reazioni di rigetto, è da alcuni anni caduto in disuso ed è stato sostituito dai farmaci immunosoppressori, che presentano minore potenziale allergico e infettivo.... Leggi
Organo ghiandolare impari e mediano, situato dietro lo sterno, nel mediastino anteriore, in rapporto con il pericardio e i grossi vasi (fig. 1). 1. AnatomiaIl t. si divide in 2 lobi, e ciascuno di questi in numerosi lobuli del diametro di 0,5-2 mm (fig. 2), nei quali, con le tecniche di colorazione istologica, si può distinguere una zona centrale (midollare) chiara, composta quasi esclusivamente da cellule del reticolo con scarsi linfociti, e una zona periferica (corticale), scura, con... Leggi