1. Lìsia ‹-ʃ-› (gr. Λυσίας, lat. Lysias)

    Oratore attico (n. dopo il 440 a. C. - m. poco dopo il 380 a. C.). Fu anteposto a Demostene dalle correnti estreme dell'atticismo come rappresentante del cosiddetto stile attico per la semplicità, purezza e linearità dell'espressione; nella storia dell'eloquenza L. fu considerato creatore di quel "genere tenue" (γένος ἰσχνόν) preso poi a modello, per molti secoli, perché ritenuto pura espressione del classicismo. Delle numerosissime orazioni di cui si ha notizia, ne sono giunte a noi 34, non tutte autentiche.Vita Leggi

    lisia si trova anche nelle opere:
    Enciclopedie on line (2007)

    Generale (m. 162 a. C.) di Antioco IV Epifane e tutore del figlio di lui, il novenne Antioco V Eupatore, dopo la morte dell'Epifane (163). L. si adoperò a soffocare la rivolta degli Ebrei, sconfiggendo Giuda Maccabeo a Beth Zekāryā (163) e conquistando poi quasi tutta Gerusalemme: fu però costretto alla pace perché assalito da pretendenti al trono di Siria, e soprattutto da Demetrio I il quale, sostenuto dai Romani, riuscì rapidamente a impadronirsi del regno e lo mise a morte.

    Enciclopedie on line (2007)

    Scultore (circa 200-150 a. C.), figlio di Pirrandro, da Chio, di cui si sono trovate due firme a Lindo (Rodi). È probabilmente da identificare con un omonimo, autore, secondo Plinio, di una quadriga con Apollo e Artemide, che Augusto pose in onore del padre Ottavio su un arco sul Palatino.

    Enciclopedia dell' Arte Antica (1961)

    Oratore attico, nato con ogni probabilità ad Atene, da padre siracusano, attorno al 440 a. C

    Enciclopedia Italiana (1934)

    Oratore attico. Suo padre, Cefalo, cittadino siracusano, fu indotto da Pericle a stabilirsi ad Atene quale meteco; qui egli fondò e diresse per molti anni una fabbrica di scudi

  2. Panegirico

    Nell’antica Grecia si designava con il termine πανήγυρις ogni assemblea aperta a tutti e riunita essenzialmente per motivi agonistico-sacrali. Durante tali celebrazioni si tenevano i discorsi a cui si diede il nome di p. che, avendo carattere suasorio ed encomiastico, erano vicini all’epitaffio, all’encomio e all’elogio. Come genere a sé il p. apparve nella letteratura greca nel 5° sec. a.C. per opera della sofistica, con Gorgia di Lentini. Notevoli esempi sono l’Olimpico di Lisia... Leggi

  3. Maccabei

    (gr. Mακκαβαῖοι) Dinastia ebrai­ca che guidò la rivolta contro il tentativo dei re di Siria di ellenizzare a forza gli Ebrei. Quando Antioco IV Epifane impose sacrifici pagani ai Giudei (168 a.C.), mentre quasi ovunque i fedeli resistevano passivamente accettando anche il martirio, il sacerdote della piccola città di Modin Mattatia , della famiglia degli Asmonei, provocò una ribellione armata: morì però assai presto e la direzione della rivolta passò al figlio MaccabeiGiuda Maccabeo, aiutato dai suoi 4 fratelli Giovanni, Simone, Eleazaro e Gionata... Leggi

  4. Tìsia ‹-ʃ-› (gr. Τεισίας, lat. Tisias)

    Retore greco di Siracusa (5º sec. a. C.); fu, col suo maestro Corace, uno degli inventori della retorica. Fu maestro di Gorgia, di Isocrate e forse anche di Lisia. Scrisse orazioni giudiziarie per altri e compose il primo manuale di retorica (Τέχνη). La sua arte, volta alla persuasione degli ascoltatori e ristretta alla inventio, trascurava la elocutio.... Leggi

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  5. Foto su Lisia

  6. Polemarco (gr. Πολέμαρχος)

    Fratello maggiore dell'oratore Lisia (prima metà sec. 5º a. C.); siracusano di origine, visse in Atene ove partecipò ai colloquî filosofici con Socrate. Si recò poi a Turi, nella Magna Grecia (429), per ritornare in Atene dopo la sconfitta degli Ateniesi in Sicilia. Fu messo a morte (404) dai Trenta Tiranni, che confiscarono le ricchezze sue e dei fratelli.... Leggi

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  7. Cèfalo

    Ricco fabbricante d'armi di Siracusa, figlio di Lisania e padre dell'oratore Lisia, che, stabilitosi in Atene per invito di Pericle, vi dimorò trent'anni; morì prima dei Trenta Tiranni (404 a. C.). Il dialogo platonico Della Repubblica si svolge nella sua casa, al Pireo; è lui che, nel primo libro, tesse le lodi della vecchiezza.... Leggi

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  8. Franz ‹franz›, Johannes

    Filologo ed epigrafista tedesco (Norimberga 1804 - Berlino 1851). Si occupò spec. di Eschilo e di Lisia; scrisse un trattato di epigrafia greca, Elementa epigraphices Graecae (1840), e collaborò al 3º vol. del Corpus Inscriptionum Graecarum.... Leggi

  9. Atticismo

    Corrente puristica assai diffusa nella letteratura greca ellenistica e consistente nell’imitazione della lingua usata in età classica dai grandi prosatori attici. Iniziatosi già con la filologia alessandrina, l’a. si affermò con il trasferimento della cultura greca in Roma.In retorica l’a. (contrapposto ad asianismo) è l’imitazione nell’eloquenza degli oratori attici, specialmente Lisia, che sembravano meglio rappresentare la finezza e l’eleganza attica. Tale tendenza sorse ai tempi... Leggi

  10. Asianesimo

    Indirizzo dello stile oratorio ellenistico, in Grecia e in Roma, caratterizzato da frasi spezzettate, ricerca del ritmo della frase, acutezze, concettosità, amore del nuovo e del raro. Sorse dapprima ad Atene a opera dell’oratore attico Carisio, imitatore di Lisia, e ne fu poi il sistematore Egesia di Magnesia (sec. 3° a.C.). Nel 1° sec. a.C. i contemporanei di Cicerone e lui stesso parlarono di stile asiano o asiatico con riferimento a chi non seguiva i principi di eleganza e di... Leggi

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  11. Epitaffio

    Iscrizione sepolcrale, spesso in forma di breve componimento in versi, che per lo più contiene anche le lodi del defunto. storiaPresso gli antichi Greci, discorso pronunciato da un oratore per celebrare gli eroi morti per la patria (diversa era la laudatio funebre romana, affidata a un figlio o a un parente del morto). Un e. dei più belli che siano giunti è quello di Pericle per gli Ateniesi morti in battaglia nel primo anno della guerra del Peloponneso; riportato da Tucidide (l. II, 35-46). Un e. rimasto nella forma originale è quello di Iperide, del 322 a.C... Leggi

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