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Complesso dei riti e delle cerimonie propri di un culto religioso. La formazione della l. è determinata da due motivi: la necessità di fissare in forme adatte la vita e la professione della religione, che per sé non hanno forma né regola per poter essere tramandate; e il desiderio di rappresentare il contenuto religioso in maniera visibile. Complessivamente si può dire che la l. fornisce quelle forme fisse di espressione di cui ha bisogno la religiosità collettiva e quindi essa ha anche una funzione sociale, in quanto unifica la comunità nella pratica religiosa. 1. L Leggi
gallicana, liturgia Riti e preghiere in uso fino a Carlomagno nelle Gallie, e, più o meno, in tutto l’Occidente. Non se ne conosce la paternità, ma l’origine è certamente orientale, come mostrano parecchi elementi, specialmente della messa. In genere la liturgia è più fastosa della romana; abbondano gli elementi esteriori, drammatici, simbolici. Le orazioni sono prolisse e dirette al Cristo (nella liturgia romana, al Padre). Decadde quando Carlomagno impose la liturgia di Roma, ma sono... Leggi
Denominazione dei cristiani di Spagna sotto il dominio musulmano (8°-11° sec.). Essi assunsero numerosi elementi della civiltà araba e in primo luogo la lingua, introdotta anche nella liturgia. Questo influsso sulla vita e il costume dei cristiani spagnoli continuò fino alla Riconquista, per attutirsi verso la fine del 15° sec. con la definitiva espulsione degli Arabi dalla Spagna... Leggi
religione Nella liturgia cattolica, la seconda delle Ore cardine o principali dell’Ufficio quotidiano; è la preghiera serale della comunità cristiana, mentre le lodi sono la preghiera del mattino. L’Institutio generalis de liturgia horarum (1971) ne raccomanda la celebrazione pubblica e comune «specialmente presso coloro che fanno vita comune», e invita a recitarlo anche i «singoli fedeli che non possono partecipare alla celebrazione comune»... Leggi
Festa mobile che la liturgia cristiana celebra di domenica, 49 giorni dopo la Pasqua, per ricordare la discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo, sugli Apostoli e la Vergine. È la solennità che corona il periodo pasquale e celebra la nascita della Chiesa quale comunità dei redenti. Come la Pasqua, anche la P. venne a sostituirsi a una festa giudaica, nella quale si commemorava la promulgazione della legge divina sul Sinai e l’offerta delle primizie delle messi... Leggi
religione Nella liturgia romana, insegna d’onore e di giurisdizione riservata al pontefice e agli arcivescovi metropoliti. Consiste in una striscia circolare chiusa, ornata di 6 piccole croci, che si fa passare intorno al collo, con pendente anteriore e posteriore. È tessuto con la lana bianca di due agnelli benedetti a Roma nella chiesa di S. Agnese e offerti ogni anno al papa nella festa della Santa. zoologia Altro nome del mantello dei Molluschi, ripiegatura cutanea che ne riveste il... Leggi
Forma di preghiera notturna, già conosciuta nella tradizione della Chiesa, e ripristinata dalla riforma liturgica voluta dal concilio Vaticano II nella liturgia delle ore (o celebrazione dell’ufficio divino). Durante la v. si dice l’ufficio della lettura della domenica, o della solennità o della festa, come si trova nel libro della liturgia delle ore fino alle letture comprese, con l’aggiunta dei cantici indicati nell’appendice del libro stesso; si legge poi il Vangelo; infine... Leggi
La liturgia ben fatta ha operato conversioni; se mal fatta le impedisce.
Giuseppe Allamano
La gente pensa che il culto sia una cosa da vecchi, ma la verità è che oggi, grazie a Dio, la liturgia ha grande successo fra la gioventù.
Alicia Giménez-Bartlett
Nella liturgia e teologia cattolica, sacramento della r. altro nome del sacramento della penitenza, che a seguito dell’Ordo poenitentiae, emesso nel 1973 dalla Sacra congregazione per il culto divino, ha assunto un più ampio significato, quale r. con Dio e con la Chiesa da parte del penitente. Confermato che parti del sacramento sono la contrizione, la confessione, la soddisfazione e l’assoluzione, e ribadita la necessità e l’utilità della confessione assidua e frequente, sono... Leggi
La famiglia costituita da Gesù, Maria e Giuseppe, anche come oggetto di raffigurazione artistica.Nella liturgia cattolica si cominciò a celebrare la festa della S., localmente, nel 17° sec.; più tardi fu fissata alla terza domenica dopo l’Epifania (1893, da Leone XIII), infine nella domenica all’interno dell’ottava dell’Epifania (1921, da Benedetto XV).Nell’arte, il tema della famiglia di Gesù trasse origine da episodi come la Fuga in Egitto, la Presentazione al tempio o Gesù tra... Leggi
(o trierarca) Il comandante di una trireme (τριήρης), che ad Atene e in altre città era tenuto anche al mantenimento della nave e della ciurma. L’ufficio del t. (trierarchia ) era perciò una liturgia, e delle più onerose. Nel 5° sec. i t. erano designati dagli strateghi, nel 4° erano estratti a sorte; per sgravare il peso della liturgia si incominciò a dividerlo tra due συντριήραρχοι; in seguito (357) si distribuirono i 1200 più ricchi cittadini in 20 simmorie, ognuna delle quali... Leggi
Composizione poetica ebraica; in particolare quelle raccolte nella Bibbia nel Libro dei S. e poi entrate, con la traduzione latina, nella liturgia cristiana. 1. Il libro dei SalmiIl libro (detto in ebraico Tĕhillīm, «Laudi») contiene 150 composizioni, ma l’unione di alcuni s. tra loro e la divisione di singoli s. in parti determinano una numerazione diversa dal testo ebraico e in quello dei Settanta (e della Vulgata con esso); del resto la stessa numerazione ebraica non è uniforme nella... Leggi
Parola ebraica (’āmēn), che significa «così sia» (I Re 1, 36; Ger. 11, 5), «in verità» (Ger. 28, 6). Nella liturgia della sinagoga è usata nei canti di lode a Dio (Neem. 8, 6) o alla fine di una dossologia o di una preghiera (I Cron. 16, 36). Nel Nuovo Testamento è un’acclamazione della liturgia cristiana (I Cor. 14, 16) e celeste (Apoc. 5, 14): di solito alla fine di preghiera o di dossologia (Rom. 1, 25; 9, 25; Ebr. 13, 21; I Pietro 4, 11) come supplica affinché le promesse fatte da Dio... Leggi