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Nella medicina ippocratica, uno dei quattro umori (umor nero) che costituiscono la natura del corpo umano e ne determinano l’equilibrio organico (dottrina accolta da tutta la medicina antica e trasmessa fino al Rinascimento). Nel linguaggio medico, forma meno comune di melancolia omelanconia. Leggi
(o malinconia) Stato psichico caratterizzato da un’alterazione patologica del tono dell’umore, con un’immotivata tristezza, talora accompagnata da ansia, e con inibizione di tutta la vita intellettuale. Il termine greco μελαγχολία si ritrova per la prima volta nel Corpus Hippocraticum (5° sec. a.C.). Più tardiva è l’unione del termine μελαγχολικός con il termine δυσϕορία a indicare genericamente gli stati d’animo di tristezza e di abbattimento, stati che – secondo la dottrina... Leggi
Poeta austriaco (Vienna 1874 - Rodaun, Vienna, 1929). Esordì giovanissimo con poesie e brevi drammi lirici di squisita fattura, soffusi di una malinconia tipicamente decadente. Tra le sue opere teatrali: la rielaborazione dei drammi di Sofocle Elektra (1903) e Ödipus und die Sphinx (1906); i libretti, musicati da R. Strauss, Der Rosenkavalier (1911), Ariadne auf Naxos (1912); la commedia Der Schwierige (1921) e la tragedia Der Turm (1923).Vita e opere... Leggi
Sentimento di nostalgico rimpianto, di malinconia e solitudine, accompagnato da un intenso desiderio di qualcosa di assente che, già avvertibile nella lirica medievale e particolarmente vivo nell’opera di R. Ribeiro (16° sec.), permea la poesia portoghese e brasiliana dell’Ottocento; rivendicato nei primi decenni del Novecento come atteggiamento tipico del carattere nazionale, nell’ambito del movimento di rinascita della cultura portoghese che si disse appunto saudosismo, si è diffuso... Leggi
In linguistica, variante formale sincronica (o doppione) di un’altra parola (malinconia, melanconia), o di un altro morfema (nell’italiano dell’Ottocento: io avevo, io aveva). A. etimologiciVocaboli di significato diverso risalenti per vie differenti alla stessa forma originaria (per es., le coppie vizio, vezzo; nitido, netto, derivate per vie diverse da lat. vitium e nitidus).... Leggi
Poeta e musicologo argentino (n. Buenos Aires 1916), della "generazione del '40". Il sentimento di solitudine e malinconia, che è caratteristico di questo gruppo di poeti, si riflette nella produzione di D. nelle immagini oscure, interrotte di El arquero y las torres (1940) e nel Libro de las fábulas (1943). Una visione più ottimistica e una nuova tecnica espressiva si riscontrano in Canciones contra mudanza (1945), Canciones de verano (1950) e Hexasílabos de los tres... Leggi
Poeta francese (Abbeville 1782 - Parigi 1816). Di salute cagionevole, espresse la sua naturale malinconia in alcune elegie di stampo classico e di romantica sensibilità (Poésies, 1800; 1811). La sua poesia, per una fondamentale sincerità di espressione sentimentale, e per la grazia stilistica, sta veramente fra Delille che finisce e Lamartine che prelude (come scrisse Sainte-Beuve). Fu in contatto con M.-J. Chénier, e vide i manoscritti di A. Chénier, di cui... Leggi
La malinconia dagli oscuri occhi, triste compagna.
William Shakespeare
La malinconia è la felicità di essere triste.
Victor Hugo
Tipo di composizione musicale oppure intrattenimento pubblico o privato dedicato all’ascolto di musica. 1. Cenni storiciLo sviluppo storico del c. come composizione musicale appare strettamente legato a quello del basso continuo, come dimostra il titolo della raccolta di L. Grossi da Viadana Concerti ecclesiastici (1602). Dopo la metà del 17° sec. cominciarono a delinearsi con chiarezza i tratti fondamentali del c. barocco, a opera di A. Stradella, della scuola bolognese (con G. Torelli) e romana (con A... Leggi
Attività psichica mediante la quale l’uomo acquista coscienza di sé e della realtà che egli considera come esterna a sé. 1. Orientamenti e sviluppi teoriciIl termine p. abbraccia tutta una serie di processi cognitivi e di attività psichiche superiori: p. razionale , caratterizzato dall’impiego di procedimenti di tipo deduttivo-induttivo; p. intuitivo , che procede in maniera non sequenziale, afferrando la situazione senza essere in grado di descrivere i passaggi compiuti; p... Leggi
Poeta (Asti 16 genn. 1749 - Firenze 8 0tt. 1803). Scrittore di alti ideali, ha precorso le istanze politiche e morali del Risorgimento. Autore di numerose raccolte di versi (Rime, 1804) e di un'autobiografia (Vita), dal 1776 al 1786 compose diciannove tragedie in endecasillabi sciolti, tra le quali il Saul e la Mirra sono considerate i suoi capolavori. Ai temi della libertà e della lotta contro la tirannia dedicò due trattati: Della tirannide (1777) e Del principe e delle lettere (1778-86)... Leggi
Poeta giapponese (Kashiwabara 1763 - ivi 1827). È famoso come autore di haikai dalla fisionomia del tutto originale, dove satira e umorismo si mescolano con un sottofondo di pathos e malinconia. Il frequente uso di forme colloquiali conferisce una particolare immediatezza alle sue liriche. Tra le opere più note, Shichiban no nikki ("Il settimo diario", 1810-18) e Oragaharu ("Le mie primavere", 1819), componimenti in prosa costellati da haikai.... Leggi
Poeta (n. Siena prima del 1260 - m. tra il 1311 e il 1313). Dal 1281 (anno in cui prese parte alla campagna militare per la conquista del castello di Turri) al 1291 (anno in cui fu coinvolto nel processo per un ferimento) si hanno documenti della sua vita sregolata in patria; poi sembra abbia esulato; partecipò anche, col contingente senese, alla battaglia di Campaldino (1289) e forse in questa occasione conobbe Dante; nel 1303 era forse a Roma... Leggi